“Omofobia danno biologico permanente”, voleva spezzare le dita al figlio gay: storia di un’Italia che non ha pietà

Riconosciuti i danni da stress permanente al 9%: la storia del sicario e degli insulti via Facebook.

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Omofobia danno biologico padre spezzare dita figlio gay
Sentenza storica ad Asti: il padre perseguitava in ogni modo il figlio perché gay, riconosciuto l'impatto del danno biologico permanente della persecuzione omofobica.
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Un medico chirurgo, Fabrizio Obbialero, è stato vittima, per anni, di una persecuzione violenta e ossessiva da parte del padre, che non accettava la sua omosessualità. Dopo averlo insultato, denigrato e minacciato con falsi profili social, l’uomo, oggi 75enne, aveva persino pagato dei sicari per aggredire il figlio e spezzargli le dita, nel tentativo di distruggere la sua carriera. Il piano, sventato da uno degli aggressori incaricati, portò a una condanna penale con patteggiamento nel 2020. Ora, con una storica sentenza, il tribunale civile di Asti,  ha riconosciuto per la prima volta in Italia un danno biologico causato da omofobia. È stato riconosciuto al medico un danno biologico permanente: il 9% di invalidità psichica, causata da anni di vessazioni. Il giudice ha descritto un “contesto reiterato di offese e aggressioni”, che ha provocato nella vittima un disturbo dell’adattamento con sintomi ansiosi e depressivi. Il risarcimento è simbolico, ma segna un precedente importante nella giurisprudenza italiana per la rilevanza riconosciuta alla matrice omofobica della violenza.

C’è chi affoga nel rancore come in un vizio antico, familiare. E c’è chi sopravvive. Questo non è il racconto di una famiglia difficile, ma la cronaca nera e precisa di un’ossessione omicida travestita da paternità. Fabrizio Obbialero oggi affronta questa realtà che è ormai parte della sua vita. Il chirurgo piemontese ha un padre che  avrebbe voluto vederlo rovinato. Anzi, spezzato. Letteralmente: “spezzategli le dita”, aveva detto il papà (?), con quella compostezza feroce che ammanta i codardi travestiti da uomini d’onore.

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Due dita da spezzare, una carriera da distruggere

Perché, si sa, un figlio gay è una disgrazia peggiore della morte, nella liturgia virile dio-patria-famiglia dell’Italia profonda. E allora ecco la punizione esemplare: aggredirlo, ferirlo, distruggerne carriera e corpo, perché quell’anima osa amare nel modo sbagliato. Eppure la “missione” fallisce: il picchiatore – uno dei pochi uomini veri di questa storia – si rifiuta, denuncia, smaschera il piano.

Il tribunale riconosce il danno biologico da stress: è la prima volta

La giustizia penale arriva nel 2020, con un patteggiamento a due anni. Ma il padre insiste, recidivo come un fanatico. Gomme tagliate, insulti sotto pseudonimo, messaggi diffamatori su Facebook. Ora il Tribunale civile di Asti parla chiaro: il comportamento di questo padre non è solo immorale. È veleno. È “un danno biologico permanente all’integrità psichica valutabile nella misura del 9%”.

L’odio di un padre, la dignità di un figlio

Il risarcimento? Simbolico. Il senso di questa storia? Devastante. Ma anche una vittoria civile: per la prima volta in Italia un tribunale ha riconosciuto che l’omofobia, anche quella privata, può causare un danno biologico permanente. Non è solo odio. È un crimine. Ma il vero fallimento è del padre. Voleva spezzarlo, e invece Fabrizio Obbialero è ancora lì. Un medico stimato. Un uomo amato. Un sopravvissuto che non perdona, ma nemmeno si piega.

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