Omotransfobia, Zan a Draghi: “Mi aspetto una sua presa di posizione sul DDL, tacere non è più un’opzione”

L'appello del deputato Pd al presidente del Consiglio. "La sfida è importante, culturale, decisiva". Deve pronunciarsi sulla legge contro l'omotransfobia.

Omotransfobia, Zan a Draghi: “Mi aspetto una sua presa di posizione sul DDL, tacere non è più un’opzione” - Alessandro Zan a Mario Draghi - Gay.it
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Una lunga, ricca, approfondita intervista. Alessandro Zan è stato intervistato da Nina Vardelli di Vanity Fair, oggi in edicola con una prima pagina che equivale ad una chiara discesa in campo, a sostegno della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, da mesi in ostaggio della Lega in Commissione al Senato.

Zan, con la sua solita chiarezza, ha smontato pezzo dopo pezzo le infinite fake news sbandierate quotidianamente dalla destra nazionale, sottolineando come in Francia, ad esempio, “dopo la promulgazione di un provvedimento analogo nel 2004, questi reati sono diminuiti in maniera significativa“. Semplicemente ridicolo continuare a parlare di legge liberticida, perché “consentirebbe di esprimere tutti i pareri, meno quelli che istighino all’odio. Esempio; se dico: “Per me l’omosessualità è un peccato”, esprimo un’opinione. Se dico: “Tutti i gay devono morire”, incito all’odio. Il confine è piuttosto chiaro“, a meno che si faccia volutamente finta di non capire. Durissimo il commento del deputato Pd nei confronti di Lega e Fratelli d’Italia, arroccati su una montagna di menzogne in difesa della propria omotransfobia.

Spetta al presidente della Commissione giustizia al Senato, in teoria super partes, inserirla nell’Ordine del giorno. Ma il leghista Andrea Ostellari preferisce allinearsi alle posizioni del suo leader Matteo Salvini, certamente non favorevole alla norma. La verità: Lega e Fratelli d’Italia criticano la forma di questa legge per non parlare della sostanza. Si vergognano a dire che, secondo loro, le persone Lgbtq+ sono individui sbagliati, da correggere. Peccato che nessuno scelga di essere omosessuale, etero o trans, come non si sceglie il colore della pelle. Io mica ho deciso di diventare gay. Lo sono e basta.

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Sull’assordante e prolungato silenzio del premier Mario Draghi, infine, Zan si è fatto un’idea precisa. Con una più che doverosa richiesta di cambio di passo da parte del presidente del Consiglio.

Essendo europeista convinto, mi viene da supporre sia favorevole. Però per ora non si è pronunciato: la sua è una maggioranza eterogenea, probabilmente non vuole creare fibrillazioni all’interno del governo. Detto questo, mi aspetto una cosa da lui. Che il 17 maggio, giornata mondiale contro l’omo-lesbo-bi-trans-fobia, anche Draghi prenda posizione. La sfida è importante, culturale, decisiva. Tacere non è più un’opzione.

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Franzc Dereck 14.4.21 - 18:06

Purtroppo è un'iniziativa Parlamentare e il " banchiere della UE ", se non accadrà un miracolo , declinerà in tutte le salse questo punto . E' la Presidente del Senato che deve , come ha fatto , battere un colpo e possibilmente sulla testa di quel leghista . Ma i ricatti verso il governo Draghi sono stati pattuiti con l'appoggio . Che dice Mattarella al riguardo ? Lui si che potrebbe spendersi in prima persona .