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Una copertina per certi versi storica, quella apparsa oggi in edicola. Vanity Fair Italia è infatti sceso in campo per sostenere pubblicamente la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Alice Pagani, volto di Baby e di Non mi Uccidere, film di imminente uscita, ha una mano aperta, con scritto sul palmo DDL Zan. Una campagna social presto diventata virale, lanciata dal direttore Marchetti Simone, con quella mano pittata da ricondividere ovunque, in modo da alimentare un’onda rainbow di sostegno alla legge.
«I bambini si devono vestire d’azzurro. Le bambine di rosa. Ai primi s’insegna a giocare a calcio. Alle seconde con le bambole. Società, educazione, politica, lavoro, cinema, televisione, persino le favole ci hanno insegnato fin da piccoli a immaginare e costruire un mondo ben diviso in due: da una parte gli uomini vestiti d’azzurro, dall’altra le donne agghindate di rosa. Con tutto quel che ne consegue», scrive Marchetti nel suo editoriale a sostegno della legge, definita un’occasione fondamentale per l’Italia di educare al rispetto e alla libertà, e per diventare finalmente un Paese civile. “Non c’è mai un momento buono per parlare dei diritti e del diritto di essere diversi dagli altri. È sempre il momento giusto. Un Paese civile, un Paese democratico tutela i diritti delle minoranze e dei più deboli, perché farlo non significa indebolire le maggioranze, ma rafforzare tutti“.
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Nel corso della settimana volti celebri aderiranno alla campagna, con Anna Dello Russo primo nome di grido dal mondo moda ad aver colto al volo la proposta di Vanity. Speriamo sia la prima di tante, perché c’è bisogno di uno tsunami arcobaleno che coinvolga la società civile, il mondo dello spettacolo, dello sport, della musica, della tv, del cinema, delle persone comuni che guardano sbigottite ad una politica arroccata su posizioni ideologiche da secolo scorso, mentendo sapendo di mentire. Tutto ciò non è più accettabile.

