La legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’alibismo tornerà in aula alla Camera dei Deputati nella giornata di martedì, dopo la bagarre andata in scena ieri a Montecitorio grazie alle opposizioni. Più di metà del DDL è stato blindato, con gli ultimi articoli e gli ultimi emendamenti da superare. Alessandro Zan, relatore della legge, si è detto fiducioso sui social, annunciando un’approvazione ormai imminente
I voti di questa settimana confermano la volontà del Parlamento di approvare una legge efficace, a dispetto di alcuni che, con fake news, urla e insulti, degradano la dignità dell’Aula come luogo di rappresentanza.
Tra questi ‘alcuni’ si fa spazio anche Vittorio Sgarbi, deputato ancora una volta cacciato dall’aula, portato via a braccio dai poveri commessi. Uno Sgarbi indegnamente senza mascherina, che non chiede scusa bensì rilancia, accusando tutto e tutti.
Fico è un fascista. E con lui anche il vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni (non è un caso che siano dei 5 Stelle) che mi ha espulso dall’aula. Sono fascisti perché non tollerano il dissenso. Togliere la parola, impedirti di parlare e cacciarti via dall’aula è una inaccettabile forma di violenza alla quale non mi piegherò mai. Se ciò, come è ancora accaduto, avviene in Parlamento, quello che dovrebbe essere per definizione il luogo simbolo della libertà di pensiero e di parola, è la fine della democrazia. Sappiano, allora, che tornerò a dire ciò che penso. Con la stesa foga, con la stessa veemenza, con tutte le mie forze. Potranno buttare fuori, di peso, il mio corpo, ma le mie parole, i miei pensieri resteranno. E soprattutto resisteranno. Oltre le grigie e inutili vite di personaggi mediocri e inutili come Fico e la Spadoni.
Peccato che Sgarbi sia stato buttato fuori per il solito circo, con mascherina volutamente abbassata nel bel mezzo di una pandemia globale, per l’ennesima volta ideato e interpretato nel luogo della massima rappresentanza politica, a sfregio delle istituzioni e di quegli italiani che gli hanno incredibilmente dato fiducia, rimandandolo a Montecitorio.
Martedì si riparte da un ottimo punto, perché anche l’emendamento delle destre all’articolo sei della legge, relativo all’istituzione della Giornata Mondiale contro l’Omotransfobia nelle scuole, è stato respinto. La maggioranza tiene, o almeno parrebbe. La prima meta è sempre più vicina. Poi bisognerà superare le forche caudine del Senato, dove i numeri sono molto più esigui. Ma questa è un’altra storia, che al 99% non prenderà forma prima di inizio 2021.

