Paola e Chiara: “Ci guardavano come fossimo aliene per il nostro pop, è stato faticoso farsi prendere sul serio”

Intervistate da "Il Messaggero" le cantanti riflettono su come sia cambiata la musica pop femminile negli ultimi anni in Italia.

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Paola e Chiara, festa totale
Paola e Chiara firmano l'estate 2024 con "Festa totale".
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Per anni Paola e Chiara hanno segnato le estati italiane. Poi un silenzio durato 10 anni e il ritorno in grande stile nel 2023. Anche per il 2024 le sorelle Iezzi si sono lanciate nella mischia con un brano estivo. Si tratta di Festa totale, un inno dalle atmosfere anni ’70 e che ricorda Strong Enough di Cher. Nessun fastidio, dunque, a essere identificate come le “sorelle tormentone“.

Intervistate da Il Messaggero, infatti, le due artiste – protagoniste anche all’ultimo Milano Pride – spiegano:

È bella l’idea: perché dietro quegli ascolti estivi, dietro il fatto che si siano appassionati alla nostra dance intere generazioni, che genitori e figli abbiano vissuto un momento di gioia insieme è una cosa grande. Che resta. Ed è, la nostra, una musica che ti fa rilassare e vivere un momento bello.

E ancora:

Tutti nella vita passiamo dei momenti neri, ecco magari quell’attimo di sollievo che regali è una cosa bella. Aggiungo che in quei balli ci si sente comunità. In fondo noi siamo un duo, siamo proprio noi una piccola ed essenziale comunità di esseri umani. È bello disegnare le estati degli italiani. Facciamo musica dance, ma nei nostri testi passa qualcosa per cui le persone si sentono capite.

A differenza di quel che accadeva nei primi anni Duemila, quando i loro brani vincevano a mani basse nelle classifiche nazionali, Festa totale deve fare i conti con una concorrenza spietata. Quando viene fatto notare loro che i numeri premiano più i cantanti uomini, osservano:

È indubbio che la musica femminile in Italia faccia meno numeri di quella maschile, ma rispetto agli anni Novanta-Duemila siamo cresciute tanto, anche commercialmente – commenta Paola -. Oggi vedo ragazze che non hanno più paura (come un tempo) di esporre temi forti o di osare ed essere più spregiudicate nell’immagine. Quando facevamo il nostro pop molti e molte ci guardavano come fossimo state aliene. Ma noi ce ne siamo sempre fregate. Abbiamo scritto e creato il nostro sound da sole: è stata una fatica farsi prendere sul serio. Ma il pop si è aperto al femminile anche da noi.

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Le fa eco Chiara: “Io vedo artiste che in questo momento riescono ad emozionare di più, che sono in grado di recuperare quel gap storico che ci portiamo dietro”.

Essere state lontane per 10 anni le ha aiutate a scoprirsi meglio come individui e a migliorare l’autostima. Proseguono le sorelle Iezzi: “Ci siamo concesse di evolvere e ora siamo più abili a sopportarci. Sorellanza è anche non essere patriarcali tra donne […] Staccarsi ti evita di inaridire, anche come artista. E alla fine sorellanza è anche vegliarsi l’una l’altra da lontano […]”.

E ora che cosa le aspetta? Se Chiara porta avanti parallelamente al progetto con la sorella la passione per la recitazione, Paola da settembre sarà in tv come giudice di X Factor. A tal proposito afferma:

Io oggi so che cosa vuol dire quando si spegneranno i riflettori di X-Factor. Gente come Madonna è stata ignorata per anni. Per me comunque questa chiamata è stata un sogno che si realizzava: la musica in tv è molto presente e poco narrata. X-Factor è il posto che esalta il romanzo di formazione del musicista: fa capire cos’è vivere di musica e raccontarla.

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