A breve di nuovo in onda con la 2a stagione di The Last of Us, Pedro Pascal è tornato ad attaccare le politiche transfobiche che sempre più prendono forza tanto negli USA quanto in Europa, definendo “patetici” i ripetuti tentativi di privare la comunità transgender dei propri diritti.
Pedro Pascal, schiaffo all’amministrazione Trump?
In un post Instagram pubblicato nel fine settimana, l’attore vincitore del premio SAG ha condiviso l’immagine di un cartello su cui si legge: “Un mondo senza persone trans non è mai esistito e non esisterà mai“.
Come didascalia alla foto, Pascal ha ribadito il proprio pensiero a riguardo ai suoi quasi nove milioni di follower.
“Non riesco a pensare a niente di più vile, piccolo e patetico che terrorizzare la più piccola e vulnerabile comunità di persone che non vogliono nulla da voi, tranne il diritto di esistere”, ha scritto il divo, con quasi un milione di like raccolti e commenti volutamente chiusi, in modo da evitare chissà quale prevedibile odio.
Sebbene la star dei nuovi Fantastici Quattro non abbia fatto riferimenti espliciti, è molto probabile che si riferisca alla seconda amministrazione di Donald Trump, che ha trascorso il suo primo mese da presidente a firmare numerosi ordini volti a limitare i diritti delle persone transgender e non binarie negli Stati Uniti.
Decisioni omotransfobiche che hanno portato non poche persone transgender ad avere un passaporto che non corrisponde alla propria identità di genere, come denunciato nei giorni scorsi dalla star di Euphoria Hunter Schafer, etichettata come “maschio” sul suo nuovo passaporto.

Pedro Pascal è da sempre alleato della comunità queer e in particolar modo della comunità trans poiché sua sorella, l’attrice Lux Pascal, è una donna transgender. Un legame talmente sentito, quello tra i due Pascal, che nella giornata di ieri Pedro ha pubblicato un altro post con carrellata di foto interamente dedicato a sua sorella, intitolandolo semplicemente Lux.
“I love you beyond, beyond“, il dolce commento al post di sua sorella.
L’incubo omotransfobico chiamato Donald Trump
In un mese esatto di presidenza bis Trump ha reintrodotto il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato alle donne trans di poter partecipare a sport scolastici, ha fatto sparire Matthew Shepard e Nex Benedict dal sito della Casa Bianca e vietato le bandiere LGBTIAQ+ dagli edifici statali; ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale; ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”; ha voluto un ufficio della Fede alla Casa Bianca e bloccato aiuti per la PrEP a uomini gay e sex workers; ha cancellato la T dall’acronimo LGBT dal sito del monumento di Stonewall, oltre ad aver litigato a distanza con la vescova Budde, che ha osato chiedere pubblicamente “misericordia” per la comunità LGBTQIA+ e i migranti.

