Il countdown è ufficialmente partito. Il Pentagono ha annunciato che le persone militari transgender saranno “identificate” e cacciate dall’esercito statunitense entro 30 giorni, a meno che non ricevano un’esenzione.
Dopo che all’inizio di questo mese il segretario alla difesa Pete Hegseth aveva ufficializzato il divieto per le persone trans di arruolarsi per servire nell’esercito statunitense, il promemoria è stato depositato in tribunale mercoledì 26 febbraio. Andando anche oltre, come riportato da Reuters.
Il Pentagono creerà una procedura per identificare le persone militari transgender entro 30 giorni e, entro 30 giorni da tale data, inizierà a “separarle” dall’esercito.
Il promemoria del Pentagono
“È politica del governo degli Stati Uniti stabilire standard elevati per la prontezza, la letalità, la coesione, l’onestà, l’umiltà, l’uniformità e l’integrità dei militari“, si legge nel promemoria. “Questa politica è incoerente con i vincoli medici, chirurgici e di salute mentale per gli individui con disforia di genere o che hanno una diagnosi attuale, o una storia di, o mostrano sintomi coerenti con la disforia di genere”.
Le esenzioni verrebbero concesse solo “a condizione che vi sia un impellente interesse governativo nel trattenere il militare che supporta direttamente le capacità di combattimento in guerra“. Per essere esentato, un ufficiale dovrà soddisfare determinati criteri, tra cui essere in grado di “dimostrare 36 mesi consecutivi di stabilità nel sesso del militare senza disagio clinicamente significativo”.
La guerra di Trump alle persone trans nell’esercito USA
Il promemoria è stato depositato in tribunale come parte di una causa intentata dal National Center for Lesbian Rights e da GLBTQ Legal Advocates & Defenders, per fermare l’ordine esecutivo di Donald Trump che bandisce le persone trans dall’esercito. La causa ricorda come il primo divieto militare antitrans di Trump, nel 2017, venne ritenuto incostituzionale, sottolineando inolte come l’ordine tradisca “i valori americani fondamentali di pari opportunità“, senza più giudicare “le persone in base al loro merito”.
Nicolas Talbott, sottotenente transgender dell’esercito, ha precisato:
“Quando indossi l’uniforme, le differenze svaniscono e ciò che conta è la tua capacità di svolgere il tuo lavoro. Ogni individuo deve soddisfare le stesse qualifiche oggettive e rigorose per poter servire. È stato il mio sogno e il mio obiettivo servire il mio paese fin da quando ne ho memoria. Il fatto che io sia transgender non ha alcun impatto sulla mia dedizione alla missione, sul mio impegno verso la mia unità o sulla mia capacità di svolgere i miei compiti in conformità con gli elevati standard richiesti a me e a ogni membro del servizio”.
Un sondaggio pubblicato all’inizio di questo mese ha rivelato che il 58 percento degli americani sarebbe a favore dell’avere uomini e donne transgender dichiarati nelle forze armate. Ma l’ossessione transfobica di Trump, che ha colpito anche le atlete, non si è fermata. Anzi.
Il Pentagono ha un personale militare in servizio attivo di circa 1,3 milioni di persone. Non ci sono numeri ufficiali su quante siano le persone militari trans attualmente arruolate, perché fino ad oggi non era mai stata chiesta alcuna identificazione di massa, ma dovrebbero essere almeno 15.000.
