Ed eccoci tutte pronte a sentirci brat, anche se non lo siamo. Perché l’hype supera qualsiasi verità, il bisogno di appartenere al trend del momento plasma qualsiasi pre-esistente adesione e rinnova il proprio engagement di nuovi picchi di serotonina: il popolo dei network – e la comunità queer quella-che-non-vede-l’ora-di-darsi-un-tono – subito si sentono tutt* brat. Un fenomeno che ha immediatamente contagiato la corsa alla Casa Bianca. Poco importa che Kamala Harris sia poco vicina alla causa palestinese, improvvisamente alle queer pro-Palestina non interessa più lo sterminio che sta radendo al suolo Gaza facendo a pezzi bambini, donne e uomini. Basta bandiere palestinesi bianco-rosso-nero-verde sui propri account. Ora il trend è questa cromia verde acido-fluo delle Brat di Charli XcX e tanti saluti. L’engagement deve restare alto, altrimenti manca l’ossigeno.
Kamala Harris, attuale vicepresidente degli Stati Uniti, è diventata la probabile candidata alla presidenza per il Partito Democratico dopo l’annuncio del ritiro di Joe Biden dalla corsa per le elezioni USA del 2024.
Poche ore dopo, mentre a Milwaukee alla convention repubblicana che incoronava monarca Donald Trump con il suo vice JD Vance si registravano esplosivi picchi di connessioni alla gay chat Grindr, la popolarità di Kamala Harris ha conosciuto un’impennata grazie all’appoggio della popstar britannica Charli XCX, la popostar che poche settimane fa aveva sottolineato la sua vicinanza alla popolazione queer “Senza la comunità LGBTQIA+ non avrei una carriera” (aveva detto) e che aveva fatto pace con Lorde grazie a un remix.
Con il lancio del suo album “BRAT”, Charli XCX ha twittato “kamala IS brat“ giusto poche ore dopo il ritiro di Biden. Il tweet è diventato virale, ottenendo oltre 10 milioni di visualizzazioni e 200 mila like in poche ore. L’account ufficiale Twitter/X di Kamala Harris (@KamalaHQ) ha prontamente colto l’assist, cambiando il proprio banner con la grafica verde acido e il font sfocato dell’album, trasformando la scritta “brat” in “kamala hq“, rimosso in verità poche ore dopo per un più tradizionale “Let’s win this. Harry for president”
Brat – this summer. 15 songs. 41:23 minutes long. on repeat. https://t.co/JHsLbjO049 pic.twitter.com/cLh1vInL9Z
— Charli (@charli_xcx) February 28, 2024

Il Significato di “Brat” e Perché Kamala Harris è Considerata Tale
Ma cosa significa esattamente essere un “Brat”? Secondo Charli XCX, una “brat” è una persona un po’ disordinata, che ama divertirsi e può dire cose sciocche a volte. È una persona onesta, schietta e un po’ volatile, che può avere momenti di crisi ma riesce comunque a festeggiare nonostante tutto. Questo concetto rappresenterebbe un rifiuto dell’estetica “clean girl” resa popolare da TikTok, e abbraccerebbe invece atteggiamenti più edonistici, ribelli e per certi versi consapevolmente disordinati. Insomma una brat è una che non te le manda a dire, ma poi subito si pente, però poi è orgogliosa della propria spontaneità, ma un po’ ne soffre. Ci siamo capite: noi.
E dunque Kamala Harris è stata definita “brat” per il suo stile comunicativo diretto e senza fronzoli, come dimostrato nel suo discorso del 10 maggio 2023. In quell’occasione, Harris ha ricordato una frase della madre:
“Pensate di essere appena caduti da un albero di cocco? Nessuno di noi vive isolato. Tutto è contesto”.
Questa citazione è stata ripresa e remixata con vari brani dell’album di Charli XCX, diventando virale sui social media.
L’Impatto Culturale della “Brat Summer”
La risonanza della campagna “brat” è stata amplificata dalle bolle, concatenate in un effetto polifonico di milioni di post su TikTok e l’adozione della grafica lime green da parte di persone, influencer, creator, aziende: insomma ogni account anti-Trump che respira, o quasi, ha quantomeno sfiorato l’idea di aderire alla spartana coloritura color verde acido. E la risata di Harris, ormai virale, è stata inclusa in remix musicali di artisti come Beyoncé, Taylor Swift e Mitski, unendo i fan delle popstar in un raro momento di convergenza.
Kamala Harris e il suo impegno per la comunità LGBTIAQ+
Kamala Harris può essere considerata una grande alleata della comunità LGBTI per il suo lungo impegno a favore dei diritti civili e dell’uguaglianza. Da tempi insospettabili, ella è minoranza, è al fianco delle minoranze, combatte con e per le minoranze: che poi – ho sempre pensato – è il modo più bello di essere americani. Come procuratrice generale della California, si è opposta alla Prop 8, che vietava i matrimoni tra persone dello stesso sesso, e ha officiato il primo matrimonio gay dopo che la Corte Suprema ha annullato il divieto. Da senatrice, ha sostenuto l’Equality Act e i diritti delle persone trans, e ha combattuto contro la violenza verso le donne trans di colore. Da vicepresidente, ha condannato le leggi anti-LGBTQ+ e ha celebrato il Pride Month alla Casa Bianca: Kamala un* di noi!
Sostegno a Kamala Harris dalle celebrity
Il ritiro di Joe Biden ha suscitato reazioni variegate tra le celebrità. Cher, ad esempio, ha espresso il suo amore per Biden, ma ha sottolineato la necessità per i Democratici di pensare fuori dagli schemi. Finneas, John Legend, Barbra Streisand e molti altri hanno elogiato la presidenza Biden e hanno mostrato sostegno per Kamala. Popstar come Ariana Grande, Cardi B, Lizzo, Lil Nas X e Demi Lovato hanno manifestato entusiasmo per la candidatura di Harris, e dal cinema Spike Lee e Jamie Lee Curtis hanno sottolineato l’importanza della sua voce per le donne, le minoranze e la comunità LGBTQIA+.
