Pescara, la storia dell’antropologa di 82 anni che perseguitava il vicino gay: condannata

Per Maria Concetta Nicolai, gli omosessuali dovrebbero essere rinchiusi "nel ghetto". La cronaca.

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Già condannata nel 2023, Maria Concetta Nicolai aveva continuato a perseguitare il vicino gay sui social
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La nonnetta nazi-omofoba di Pescara sembra uscita direttamente da un film di Sorrentino: intellettuale di provincia con un curriculum infinito, pronta a dispensare perle di saggezza dal divano di casa, ma che sui social si trasforma in una macchina da guerra per l’odio. Si chiama Maria Concetta Nicolai, 82 anni, antropologa, storica, ex docente di scuola e università e, a quanto pare, esperta autodidatta di diffamazione a mezzo social.

Questa settimana, il Tribunale monocratico di Pescara le ha servito su un piatto d’argento l’ennesima condanna per diffamazione aggravata, dichiarando la donna colpevole di aver pronunciato insulti rivolti a un vicino di casa, Andrea Paci, un 38enne gay di Spoltore, con l’aggravante di aver aggiunto agli insulti anche un bel po’ di omofobia e neanche troppo velata (ricordiamo che, tuttavia, l’omofobia non è una aggravante secondo la legge italiana, nel paese che ha bocciato il Ddl Zan tra le risate dei senatori).

E dire che la nonnina delle crociate social era già stata condannata nel settembre 2022 per fatti analoghi, ma la lezione non le è bastata. Anzi, ha rincarato la dose. E così, tra un “poveretto senza arte né parte” e un “imbecille morto di fame, fallito nella vita sociale e persino nell’identità sessuale”, Nicolai si è guadagnata un nuovo viaggio in tribunale.

Pescara, 82enne condannata per diffamazione omofoba

Il giudice Paola Mariani ha deciso che per la professoressa in pensione fosse arrivato il momento di rimettere la testa a posto: sei mesi di reclusione e 5.000 euro di risarcimento alla vittima, con la pena sospesa solo a condizione che paghi la cifra entro un anno.

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Presenti in aula l’attuale sindaca e un ex sindaco di Spoltore, oltre a consiglieri comunali di ogni schieramento. Nicolai è del resto conosciuta nella sua comunità, con un curriculum accademico lungo quanto il codice civile, e la sua ossessione per il vicino gay ha tenuto banco nei palazzi della politica locale.

Si è trattato di una vera campagna di odio e omofobia – afferma l’avvocata Marina Prosperi, che ha assistito Paci – Questa sentenza ha voluto colpire proprio queste motivazioni e questi atteggiamenti”.

Il profilo di una hater instancabile

Maria Concetta Nicolai non è una troll qualsiasi. Ex docente universitaria, autrice di libri, collaboratrice di riviste accademiche e membro di diverse associazioni culturali, la sua biografia potrebbe suggerire il ritratto di una donna di cultura e apertura mentale. Ma invece che dispensare saggezza, ha deciso di trasformare i social in un palcoscenico per vomitare livore su un uomo colpevole solo di vivere accanto a lei.

E non si è limitata a qualche offesa generica, è andata giù con il napalm: in uno dei suoi post ha addirittura affermato, parlando di Paci, il suo vicino, che era “assolutamente necessario separarlo dal consesso civile e rinchiuderlo nel ghetto a cui lo condanna la sua diversità fisica e mentale”.

Eppure, nonostante una prima condanna ad agosto 2023 con decreto penale, Nicolai non ha arretrato di un millimetro, anzi ha fatto opposizione, portando la questione in giudizio ordinario. Spoiler: ha perso di nuovo.

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