USA come l’Iran: “Giusto vietare il sesso gay e non far votare le donne” secondo Pete Hegseth Segretario alla Difesa

Uno dei più potenti ministri dell'amministrazione Trump condivide l'inquietante video di un pastore cristiano suprematista e revisionista della segregazione razziale.

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Pete Hegseth
Pete Hegseth, segretario alla Difesa dell'amministrazione Trump
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Ripristinare le sodomy law che vietano il sesso gay, togliere il voto alle donne e revisionare la condanna alla segregazione razziale. Non siamo in Iran, ma nel più potente stato d’Occidente.

Negli Stati Uniti infuria la polemica contro Pete Hegseth, Segretario alla Difesa dell’amministrazione Trump, dopo che sui social ha rilanciato un video del pastore nazionalista cristiano Doug Wilson – cofondatore della Communion of Reformed Evangelical Churches (CREC) – in cui si invoca l’abolizione del 19° emendamento, che garantisce il voto alle donne, e il ripristino delle leggi che criminalizzavano i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso. Un fatto inquietante, considerando che Pete Hegseth riveste in questo momento uno dei ruoli più influenti dell’amministrazione Trump.

Le sodomy laws erano norme penali, diffuse in molti Stati USA fino ai primi anni 2000, che criminalizzavano i rapporti sessuali “innaturali” o “contro natura”, spesso includendo qualsiasi atto sessuale tra persone dello stesso sesso, anche se consenzienti. Ereditate dal diritto coloniale britannico e da concezioni morali religiose, le sodomy law furono usate per perseguitare e stigmatizzare la comunità LGBTQIA+, limitando l’accesso al lavoro e ai diritti civili. La Corte Suprema le ha dichiarate incostituzionali nel 2003 con la storica sentenza Lawrence v. Texas (qui la notizia dall’archivio Gay.it di Lawrence e Texas “sorpresi” a fare sesso).
Proprio un mese fa gli USA celebravano i 10 anni dell’approvazione del matrimonio egualitario che ora la destra di Trump vuole abolire come già fatto con l’aborto. Ben 9 stati americani hanno introdotto misure per provare ad abrogare il matrimonio egualitario.

I tatuaggi di Pete Hegseth
I tatuaggi di Pete Hegseth in una foto di repertorio (Fow News)

Il video del pastore Wilson

Un servizio della CNN mostra il pastore Wilson affermare: “Negli anni ’70 e ’80 la sodomia era un reato in tutti i 50 Stati, e l’America di allora non era un inferno totalitario“. Alla domanda se volesse ripristinare quelle leggi, ha risposto: ““. In un passato post, Wilson aveva definito il matrimonio egualitario una “illusione” e la sodomia “peggiore della schiavitù”. Nel servizio, inoltre, sostiene che alcuni schiavisti statunitensi fossero “esseri umani decenti” e ribadisce che le donne dovrebbero “sottomettersi” ai mariti e dedicarsi esclusivamente alla maternità.

La CREC, fondata nel 1998, conta oggi oltre 130 chiese negli USA e all’estero e promuove una visione teocratica dello Stato. Hegseth è membro di una chiesa CREC in Tennessee, di recente ha inaugurato la sede di Christ Church a Washington D.C., guidata da Wilson. Nel rilanciare il video, ha aggiunto lo slogan del pastore: “All of Christ for All of Life”.

Il pastore Doug Wilson, pur definendo la schiavitù negli USA “non biblica”, ha sostenuto in più occasioni che alcuni proprietari di schiavi fossero “esseri umani decenti” e che la schiavitù avesse talvolta promosso “affetto tra le razze”, una tesi tipica dell’apologia confederata e radicata nelle giustificazioni storiche della segregazione razziale. Inoltre, Wilson si è descritto come “paleo-confederato”, cioè in sintonia con molte idee del Sud segregazionista, pur mascherandole con un linguaggio pseudo-teologico.

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La crociata interna

Le reazioni sono state durissime. La deputata democratica Melanie Stanley ha definito “incredibile” che un membro del governo rilanci contenuti per togliere il diritto di voto alle donne. La Freedom From Religion Foundation ha parlato di “grido di battaglia per la teocrazia”, mentre la giornalista Gretchen Carlson ha ricordato che si tratta della stessa chiesa frequentata dal Segretario alla Difesa.

Hegseth, ex volto di Fox News, è già finito al centro di controversie per i suoi tatuaggi e simboli legati al nazionalismo cristiano, e per aver promosso il bando alle persone trans nelle forze armate, che Donald Trump ha successivamente reso ordine esecutivo.  Nel giugno 2025 Hegseth ha imposto di cambiare il nome  alla nave della marina Harvey Milk, dedicata all’icona LGBTQIA+ assassinata nel 1978 a San Francisco insieme al sindaco George Moscone dall’ex consigliere Dan White.

Nel 2017 Hegseth ha patteggiato una causa per molestie sessuali. Secondo gli esperti, la sua nomina conferma la strategia trumpiana di legare l’apparato militare a una visione di “crociata” interna, in cui i diritti civili – a partire da quelli delle persone LGBTQIA+ e delle donne – diventano merce di scambio politica.

La scorsa settimana Brian Burch, un cattolico anti-LGBTQ, è stato nominato come nuovo ambasciatore USA in Vaticano. Secondo l’FBI negli Stati Uniti si conferma un elevato tasso di violenza verso le persone LGBTIAQ+. Nel solo 2025 ventuno Stati d’America hanno approvato 67 leggi anti-LGBTQ+.

Punti chiave della ideologia suprematista di Pete Hegseth

  • Simboli crociati e slogan “Deus Vult”
    Tatuaggi e riferimenti storicamente associati al nazionalismo cristiano e all’estremismo identitario.
  • “American Crusade”
    Narrazione politico‑religiosa che incornicia il conflitto culturale come una crociata contro femminismo, diritti LGBTQIA+ e “globalismo”.
  • Attacchi alla scuola pubblica e alla democrazia liberale
    Retorica che dipinge l’istruzione come “indottrinamento” e legittima strategie illiberali nella contesa politica.
  • Ostilità a programmi DEI nelle Forze Armate
    Avversione a diversity, equity & inclusion e resistenza a riforme (es. ridenominazione di basi legate alla Confederazione).
  • Rivendicazione della memoria confederata
    Difesa di simboli/monumenti e narrativa revisionista sulla storia della Confederazione.
  • Rilancio del teocratico
    Amplificazione di figure del nazionalismo cristiano (es. Doug Wilson) favorevoli a limitare il voto delle donne e a recriminalizzare l’omosessualità.
  • Allineamento politico‑religioso
    Visione di un patriottismo cristiano che riduce il pluralismo religioso e i diritti civili a variabili della “guerra culturale”.

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