Giuseppe Conte: “I diritti civili vanno riconosciuti, punto. Sì a matrimonio egualitario e adozioni”

Ospite della Pride Croisette, il leader del Movimento 5 Stelle ha confermato che nel programma del Campo Largo diranno sì al matrimonio egualitario, ad una legge contro l'omobitransfobia e alle adozioni, per coppie LGBTQIA+ e single.

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Giuseppe Conte alla Pride Croisette di Roma
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Nella serata di mercoledì 17 giugno Giuseppe Conte ha partecipato a Pride Talks, appuntamento politico della Pride Croisette di Caracalla che ha visto nelle precedenti due settimane confrontarsi anche Elly Schlein e Nicola Fratoianni, con Riccardo Magi do +Europa attesto questa sera alle ore 19. Il leader del Movimento 5 Stelle ha parlato soprattutto di diritti civili, in un dialogo con Federico Lobuono, Direttore Responsabile di Rinascita, per interrogarsi su cosa significhi oggi difendere uguaglianza, dignità e partecipazione democratica.

Conte ha subito spiegato perché, a suo dire, sia ancora oggi importante partecipare al Pride.

“Siamo in una situazione difficile anche dal punto di vista internazionale, che non riguarda solo il nostro Paese. Ricordo che una recente qualificata indagine ha accertato che il 72% della popolazione vive in regimi autocratici, o comunque sistemi illiliberali non propriamente democratici. La democrazia è il riconoscimento dei diritti di tutti, della dignità di ogni persona. Anche da noi le democrazie sono malconce, se la passano male. Il Pride è una manifestazione che richiama l’attenzione e la necessità di tutelare tutte le persone, di riconoscere la dignità di ogni essere umano, di riconoscere le libertà individuali ma soprattutto la libertà, che è bellissima. È scritto nella Costituzione, che non puoi riconoscere la dignità di una persona se non riconosci il diritto e non riconosci la libertà di poter amare chi vuole essere amato da chi vuole”.

Diritti civili e diritti sociali, c’è contrapposizione?

Quando si parla di diritti civili, soprattutto da destra c’è chi li sovrappone insensatamente ai diritti sociali. Ma parlare di diritti civili, fa perdere voti? “Non non ha alcun senso contrapporre i diritti della persona rispetto a quei diritti che noi chiamiamo sociali. Non possiamo riconoscere gli uni senza riconoscere anche gli altri, e viceversa”, ha replicato Conte. “Scindere l’area dei diritti civili dall’area dei diritti sociali è una bestialità, strumentalità evidente. I diritti civili fanno guadagnare voti o fanno perdere voti? È un problema che non mi pongo. I diritti civili vanno riconosciuti, punto, e vanno affermati contro tutte le bestialità che vengono dette contro chi in questo momento alimenta un dibattito politico giocato sulla provocazione o addirittura su quell’apparente banalità che ha un fondo razziale e discriminatorio“.

Impossibile, in tal senso, non parlare di Vannacci, che Conte ha definito “inquinamento del dibattito politico. In prospettiva Vannacci aggraverà un problema per il dibattito democratico italiano e questa cosa dobbiamo dircela subito. Ecco perché questi luoghi comuni, questi stereotipi, queste uscite che spaziano tra il banale e il provocatorio a chiaro sfondo razzista e discriminatorio vanno subito contestate, vanno subito affrontate venendo nel merito delle questioni“.

I diritti LGBTQIA+ nel programma di governo per il Movimento 5 Stelle

Con le elezioni sempre più alle porte, e un campo largo chiamato a dare forma ad un programma elettorale, il tema dei diritti civili è tornato prepotentemente d’attualità, con il leader 5 Stelle che ha elencato quelli che a suo dire sarebbero i punti salienti, imprescindibili. “Tutto quello che c’è da aspettarsi per consentire da un lato la tutela della dignità di ogni essere umano e dall’altro che consenta l’attuazione del secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione, che va oltre l’uguaglianza formale. Ciascuno deve essere messo in condizione di potersi sentire protagonista, partecipe di questo consorzio umano. Essere pienamente parte della vita economica, culturale e sociale del nostro Paese. Per far questo matrimonio egualitario, perché tutti devono avere diritto a costituire una famiglia riconosciuta per legge senza che ci possa essere un profilo discriminatorio. Con l’unione civile abbiamo fatto un passo avanti, ma non è un vero matrimonio. Oggi dobbiamo introdurlo, riconoscere i figli, le adozioni per le coppie omogenitoriali e per i single. Quanti bambini senza genitori sono soli in istituto? Perché non dargli la possibilità di avere una vita migliore e una relazione affettiva che li possa far crescere?”.

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Conte ha inoltre confermato che la legge contro l’omobitransfobia, naufragata in Senato la scorsa legislatura con il famigerato DDL Zan, sarà nel programma di coalizione, perché “non possiamo non tener conto che ci sono delle aggressioni motivate da discriminazione specifica, con il movente che diventa la discriminazione sessuale, la contestazione dell’orientamento sessuale diverso dal mio con l’aggravante che il mio è quello normale mentre quello tuo è anormale“.

Il pericoloso paradosso della legge Valditara

A poche settimane dall’approvazione della  contestata legge Valditara, Conte è stato infine netto nel bocciare l’ultima legge repressiva del governo Meloni. “È un’impostazione sbagliata. Chiedendo il consenso scritto di una famiglia accade che quelle famiglie più avvedute, consapevoli e informate autorizzoranno. Quando i figli si trovano in contesti fragili famigliari, disfunzionali, non ci sarà questa sensibilità e ragionevolmente non arriverà questo contesto. Si arriva così al paradosso: dove servirebbe un recupero sul fronte della scuola di una dimensione educativa, reintegrativa della persona, in un contesto difficile, viene preclusa al bambino questa possibilità. In un contesto di violenza il bambino si ritrova così a vivere quel contesto senza che la scuola possa offrirgli una dimensione altra, migliore, agganciandosi a qualcosa che gli dia la speranza di poter sopravvivere a quel contesto”.

Giuseppe Conte, la Russia di Putin e l’Ucraina

Il tema Russia, che sul fronte dei diritti LGBTQIA+ è un inferno a cielo aperto, non è stato trattato direttamente nel corso dell’incontro, ma l’ex premier ha voluto affrontare il problema del gas russo, tornato d’attualità visto e considerato che l’Europa continua a comprarlo.

Anche se mi descrivono come filo putiniano io dalla prima ora ho condannato l’aggressione di Putin all’Ucraina, come violazione del diritto internazionale che va condannata senza se e senza ma. Tutto il Movimento è stato favorevole alle sanzioni economiche finanziarie alla Russia. Quello che non accettiamo è che qui non si voglia la svolta negoziale. Sono quattro anni che l’Europa insieme agli Stati Uniti di Biden ha scommesso sulla vittoria militare ai danni della Russia. Noi eravamo per una svolta negoziale, riteniamo che non sia un’escalation militare a poter offrire una soluzione, ci ha portato in una situazione con migliaia e migliaia di morti, e adesso come ne usciremo? Solo con una svolta negoziale, perché prima la realizzi, prima la imbocchi e prima hai la possibilità di chiudere questa partita. Questo non significa arrendersi alle richieste della Russia, ma sedersi a quel tavolo con grande determinazione per difendere gli interessi dell’Ucraina. In un’Europa dove c’è ormai un deficit di politica, un’Europa disorientata, un’Europa che non conta più nulla, non riusciamo neanche a trovare un negoziatore. Io dico che il gas russo non va acquistato fino a quando non avremo sottoscritto un trattato di pace, ma diamine sottoscriviamolo subito, sbrighiamoci con questa svolta negoziale“.

Nel corso dell’incontro non si ê parlato di identità di genere e di legge 164, non è stato posta alcuna domanda specifica sulle persone trans a Giuseppe Conte.

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