Polonia, la legge sulle unioni civili entra nell’agenda di governo

E qui la domanda sorge spontanea. Cosa farà Duda, presidente della Repubblica contrario ai diritti LGBTQIA+, se il governo dovesse approvare il disegno di legge?

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Polonia matrimonio egualitario Gay.it
La comunità LGBTQ+ polacca gode di ben pochi diritti
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A quasi un anno dalla svolta elettorale che ha visto la Polonia dire addio alla destra omobitransfobica con la vittoria di un’alleanza pro Unione Europea, un disegno di legge sulle unioni civili è ufficialmente entrato nell’agenda di governo polacca.

Nella giornata di lunedì il disegno di legge è comparso sul sito ufficiale del governo. La legge andrebbe ad attuare una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo emessa lo scorso dicembre, che ha stabilito come la mancanza di riconoscimento legale e di protezione da parte della Polonia per le coppie dello stesso sesso violi i diritti umani. Chiaro è che le lagge debba ancora affrontare tutta una serie di ostacoli, comprese le divisioni all’interno della coalizione di governo e il potenziale veto presidenziale di Andrzej Duda.

Lo scorso anno i partiti che compongono la coalizione di governo si erano impegnati a introdurre le unioni civili, una volta al governo, se non fosse che alcuni conservatori, in particolare il Partito popolare polacco agrario (PSL), si sia poi opposto a simile ipotesi, dando luogo a lunghe trattative. Fino alla giornata di lunedì.

La legge consentirebbe sia alle coppie di sesso opposto che a quelle omosessuali di formare unioni legalmente registrate. Il governo polacco ha rivelato come il numero di coppie conviventi non sposate sia passato dalle 316.500 del 2011 alle 552.800 di dieci anni dopo.

“Indubbiamente esiste l’esigenza sociale di aumentare la tutela giuridica delle famiglie formate da coppie dello stesso sesso e di coppie eterosessuali che non si sposano”, si legge nella motivazione.

La proposta di legge consentirebbe a due adulti non sposati, indipendentemente dal sesso, di contrarre un’unione registrata presso un ufficio apposito. Ciò fornirebbe loro maggiori diritti e obblighi in materia di tassazione, assistenza sanitaria, eredità e alimenti. Incluse, tra le altre, l’eredità legale alla morte del partner, l’esenzione dalle imposte sulle successioni e sulle donazioni, nonché la possibilità di coprire un partner con un’assicurazione sanitaria e di rappresentarlo davanti agli uffici pubblici e ai tribunali.

Maja Heban di Miłość Nie Wyklucza, organizzazione polacca per i diritti LGBT+, ha dichiarato all’Agenzia di stampa (PAP) di essere delusa dal fatto che nella legge manchino alcune “questioni chiave”, compreso il diritto di un partner omosessuale di adottare legalmente il figlio dell’altro coniuge. La famigerata stepchild adoption, stralciata anche in Italia ai tempi dell’approvazione delle unioni civili.

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“Una qualche forma di unioni civili, ovviamente, sarà meglio di niente”, ha affermato Heban. “Ma finché le famiglie arcobaleno non saranno protette e i bambini saranno lasciati in un vuoto giuridico, dovremo continuare a protestare”.

L’approvazione del disegno di legge da parte del governo avrà luogo nel quarto trimestre di quest’anno. Nel frattempo si svolgeranno discussioni interministeriali e consultazioni pubbliche.

Una volta approvato il disegno di legge dovrà passare al Parlamento, dove il governo ha la maggioranza in entrambe le camere. Ma ai parlamentari potrebbe essere data la libertà di votare secondo coscienza, piuttosto che seguire la linea del partito. Ciò potrebbe portare alcuni membri più conservatori della coalizione a votare contro.

La coalizione di governo conta attualmente 247 deputati nel Sejm da 460 seggi, la camera bassa più potente del parlamento. Dato che è improbabile che l’opposizione conservatrice voti a favore delle unioni tra persone dello stesso sesso, ciò significa che il governo richiederebbe che quasi tutti i suoi parlamentari sostengano il disegno di legge.

Katarzyna Pełczyńska-Nałęcz, ministra del governo, ha detto all’emittente TVN che si stanno svolgendo colloqui con il PSL, nel tentativo di garantire la maggioranza. Se approvata dal parlamento, la legge passerà al presidente Andrzej Duda, oppositore del governo nonché fiero conservatore omobitransfobico. Duda potrà firmare il disegno di legge, porre il veto o inviarlo alla Corte costituzionale per una sua valutazione.

Quattro anni fa, durante la campagna elettorale per un secondo mandato, Duda dichiarò che avrebbe “considerato seriamente la firma di un disegno di legge” sulle unioni. Tuttavia, nel gennaio di quest’anno, il suo capo di gabinetto ha affermato che “il presidente non sostiene le unioni civili”.

Un sondaggio condotto il mese scorso dal quotidiano IBRiS per Rzeczpospolita ha rilevato che quasi due terzi (63%) dei polacchi sono favorevoli all’introduzione delle unioni civili. Un sondaggio di aprile condotto da United Surveys per Dziennik Gazeta Prawna e RMF FM ha prodotto un risultato quasi identico con il 66% del sostegno.

Negli ultimi cinque anni, la Polonia è stata classificata come il peggior paese dell’Unione Europea per le persone LGBT+ per quanto riguarda le leggi e le politiche che hanno un impatto sui loro diritti umani.

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