In un Festival di Sanremo sempre più attraversato da un clima culturale prudente, normalizzato, spesso apertamente governativo, quella che molti osservatori definiscono senza giri di parole una Rai da “TeleMeloni”, il Premio Queer Sanremo 2026 appare come uno dei pochi spazi realmente indipendenti di osservazione critica del Festival.
Dopo la prima edizione dello scorso anno, quando fu Lucio Corsi ad aggiudicarsi il premio, la comunità LGBTQIA+ torna a presidiare Sanremo non con una presenza ornamentale, ma con uno strumento politico e culturale preciso: un premio che guarda ai contenuti, ai gesti, alle parole, alle omissioni. E che non fa sconti.
Promosso da MIA Arcigay Imperia e Agedo Genova, il premio resta un riconoscimento indipendente, esterno alle dinamiche ufficiali del Festival, assegnato a chi, sul palco o attorno ad esso, sceglie di assumersi una responsabilità pubblica sui temi dell’inclusione, della rappresentazione e dei diritti. Da quest’anno nasce la collaborazione con Gay.it che diventa partner ufficiale del Premio Queer.
L’osservatorio arcobaleno non punterà l’attenzione soltanto sulle canzoni (ma certamente anche su quelle). La giuria seguirà l’intera settimana sanremese osservando testi, dichiarazioni, performance, posture pubbliche, interventi televisivi e dinamiche mediatiche. È un premio che registra anche ciò che stona, che ferisce, che arretra. È un premio pronto anche a non essere assegnato, per essere chiari.
Gay.it è presente per tutta la settimana nella Sala Stampa Roof del Teatro Ariston, raccontando Sanremo da una prospettiva che mette al centro diritti, cultura pop e responsabilità pubblica.
Perché la giuria del Premio Queer è il vero presidio politico
In un contesto in cui il Festival riflette sempre più fedelmente il clima sociale del Paese, la credibilità della giuria diventa centrale. Il Premio Queer powered by Gay.it esiste perché esiste una giuria plurale, competente, dichiaratamente LGBTQIA+ o alleata, composta da giornalistə, artistə, attivistə, operatorə culturali e rappresentanti delle associazioni.
Le votazioni verranno raccolte dopo la serata delle cover del venerdì. Il verdetto sarà comunicato il sabato mattina, con una motivazione pubblica e dettagliata. L’artista premiatə sarà invitatə al prossimo Sanremo Pride 2026. Proprio a Sanremo nel 1972 ci fu infatti il primo Pride italiano.
Sono previste anche menzioni speciali per ospiti, professionistə e figure pubbliche che durante il Festival daranno spazio a messaggi inclusivi o prenderanno posizione sui diritti LGBTQIA+.
Come ricordano Pierluca Viani di MIA Arcigay Imperia e Sonia Grasso di Agedo Genova:
“Questo premio è estremamente importante perché riconosce l’impegno di chi decide di portare sul palco più famoso d’Italia tematiche che ci stanno a cuore, anche con un piccolissimo gesto”.
Un pungolo e un barlume di speranza arrivano dalle parole del direttore editoriale di Gay.it, Giuliano Federico:
“Sono tempi molto bui, e come al solito Sanremo è lo specchio del Paese. Eppure non tutto e tutti in Italia si allineano al conformismo reazionario che avanza. La cultura pop può essere pericolosamente narcotizzante, ma anche aprire squarci di resistenza, speranza e rappresentazione di sottoculture, comunità marginalizzate e diversità sparse. Vediamo se quest’anno ci saranno artisti coraggiosi che, nel bel mezzo di questa tempesta disgregante carica di odio e polarizzazioni, che vorrebbe piegarci tutti ai modelli etero-cis-normati, saprà far vibrare una resistenza queer pacifica, dichiarata e dirompente”
Composizione della Giuria del Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it
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Laura Bono
Cantante e autrice, vincitrice di Sanremo Giovani, voce storica pop-rock italiana, da sempre attenta ai temi di libertà e autodeterminazione.
Eleonora Tricarico
Giornalista e osservatrice culturale, segue da anni spettacolo e media con uno sguardo critico sulle rappresentazioni.
Bianca Chiariatti
Giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, impegnata su temi culturali, sociali e di diritti.
Lorenzo Amatulli
Speaker e presentatore, volto radiofonico attento al linguaggio e alla visibilità LGBTQIA+.
Filippo Giudice
Creator e fondatore di TrashBiccis, piattaforma pop diventata riferimento queer nel racconto dello spettacolo.
Grazia Sambruna
Giornalista per MOW, Fanpage e Today, voce critica e riconoscibile nel dibattito mediatico.
Angelo Conte
Speaker di GlitterBeam Italia e creator, impegnato nella radiofonia queer indipendente.
Diego Passoni
Scrittore e storica voce di Radio Deejay, riferimento culturale LGBTQIA+ mainstream.
Pietro Turano
Attore e attivista Arcigay Roma, impegnato su diritti civili e rappresentazione.
Klem
Cantante e performer, artista queer che unisce musica, corpo e politica.
Fabio Canino
Showman, autore e volto televisivo, da anni presenza dichiaratamente queer nel mainstream.
Dimitri Cocciuti
Autore televisivo, osservatore delle dinamiche pop e del linguaggio mediatico.
Simonetta Musitano
Stand-up comedian, usa l’ironia come strumento politico e transfemminista.
Vitto Pascale
Creator e attivista, impegnato su identità di genere e nuove generazioni.
Christian Correnti
Attivista e creator, lavora sulla visibilità LGBTQIA+ nei temi caldi dell’attualità.
Giampaolo Sgura
Fotografo di moda di fama internazionale, firma iconica dell’estetica contemporanea.
Luca Diana
Giornalista di Gay.it, segue cultura pop e diritti LGBTQIA+.
Giuliano Federico
Direttore editoriale di Gay.it
Simone Alliva
Giornalista noto per inchieste e approfondimenti sui diritti civili.
Nicolò Mazzon
Creator e attivista, lavora su linguaggi digitali e diritti LGBTQIA+.
Muriel
Creator attiva nella narrazione queer contemporanea.
Daniel Greco
Creator impegnato su visibilità, identità e cultura pop con una chiave ironica e irriverente.
Pino Strabioli
Regista e autore, figura storica del teatro e della cultura italiana. Grande conoscitore della canzone italiana.
Karma B
Duo artistico drag, simbolo di una visibilità queer popolare e politica.
Mario Colamarino
Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma.
Gabriele Piazzoni
Presidente nazionale Arcigay.
Alessia Crocini
Presidente di Famiglie Arcobaleno.
Fulvio Fellegara
Vicesindaco di Sanremo.
Marco Grieco
Giornalista costume e religione.
Giulia Martinelli
Fashion director de L’Officiel Italia, osservatrice delle connessioni tra moda e cultura.
Sara Maino
Responsabile culturale di Fondazione Sozzani, punto di riferimento storico del sistema moda.
Guglielmo Giannotta
Attivista di ACET, Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere, attiva su diritti e formazione.
Jonathan Bazzi
Scrittore e giornalista, una delle voci queer più autorevoli del panorama italiano.
Roberta Parigiani
Presidente del Movimento Identità Trans.
Greta La Medica
Writer e fashion editor, lavora sulle intersezioni tra stile e identità.
Ambrosia
Artista e performer, figura di rottura tra musica, corpo e performance.
Maria Tomba
Cantante e performer, voce emergente attenta ai linguaggi queer.
