“Ti muovi come un gay, sei handicappato”: prof insultava studenti di 11 e 12 anni, condanna penale in primo grado

Insulti omofobi e abilisti durante le lezioni di educazione fisica: il tribunale condanna un docente di scuola media per abuso di mezzi di correzione.

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A San Pietro di Feletto, in provincia di Treviso, il 65enne Settimio Stallone, professore di educazione fisica di scuola media, utilizzava epiteti omofobici quali “Ti muovi come un gay” e abilisti come “Sei un handicappato” verso i propri studenti. Al prof è stata assegnata una condanna penale di primo grado per ripetuti insulti, per umiliazioni e atteggiamenti umilianti

Il docente è stato giudicato colpevole di abuso di mezzi di correzione e condannato dal tribunale di Treviso a 4 mesi di reclusione, oltre a 4 mesi di interdizione dall’esercizio della professione di insegnante. Per alcuni dei fatti contestati, risalenti al periodo tra il 2017 e il 2018, è intervenuta la prescrizione, come riportato dal tribunale.

Oggi tecnico federale, docente della scuola regionale calcio del Coni e allenatore di pallone a livello giovanile, secondo le denunce di nove studenti delle classi prime e seconde medie, all’epoca tra gli 11 e i 14 anni, Stallone li avrebbe presi di mira con frasi offensive, offese legate all’aspetto fisico e commenti di stampo omofobo. In aula uno di loro ha testimoniato: “Mi diceva: ti muovi come un gay“; un altro ha raccontato di essere stato “colpito alle gambe con una mazza da golf” mentre si allacciava le scarpe.

Altri insulti riportati includevano frasi quali “hai la ciccia anche nel cervello“, “non sai fare niente, sei un handicappato“, “sei un nano” o “fallito“, accuse che per le famiglie non possono essere derubricate a semplici rimproveri o battute tra ragazzi.

I legali del docente, gli avvocati Antonella Picco e Sossio Vitale, hanno già annunciato ricorso in Corte d’appello, sostenendo che Stallone sia un professionista stimato e contestando la ricostruzione dei fatti. Secondo la difesa, è difficile mantenere la disciplina in palestra, aggiungendo che, secondo la difesa, non ci sarebbero prove che l’insegnante abbia usato espressioni come quelle riportate.

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I genitori delle vittime, attraverso l’avvocato Cristina Cittolin, parte civile nel processo, hanno espresso forte delusione per la scuola e per le istituzioni:

“La scuola dovrebbe tutelare bambini e ragazzi, in particolare in una età fondamentale per la loro crescita come persone. Avere educatori di questo tipo non fa bene all’istituzione scolastica. Persone così non dovrebbero insegnare”.

La vicenda non è isolata. Nel gennaio 2020 Stallone era stato già condannato in primo grado, sempre per abuso di mezzi di correzione, per aver rivolto epiteti pesanti a un alunno con disabilità: la sentenza di allora è tuttora pendente in appello.

Nel frattempo l’eventuale risarcimento dei danni sarà quantificato in sede civile, con le famiglie che si aspettano non solo una risposta giudiziaria ma anche un intervento più deciso da parte dell’ufficio scolastico regionale, viste le numerose segnalazioni ricevute nel tempo sui comportamenti inappropriati di Settimio Stallone.

Fonti: Il Gazzettino, Open, La Tribuna di Treviso

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