Con lo slogan #restiamoliberi Pro Vita ripesca Kenneth Zucker, licenziato per le sue terapie riparative

Kenneth Zucker è stato uno psicologo che ha ideato un atroce modello contro la disforia di genere. Personaggio amato da quelli di Pro Vita.

kenneth zucker
2 min. di lettura

L’11 luglio si avvicina, e Provita & Famiglia si prepara alla sua manifestazione a Roma contro il ddl Zan, in collegamento con oltre cento piazze d’Italia. Lo slogan, è chiaro: Restiamo Liberi.

Ma “restiamo liberi” da cosa? Dalla paura di tenersi per mano per la maggior parte delle coppie gay? O dall’aver paura di prendersi insulti o pugni per un bacio? O per sopportare che gente rimasta al Medioevo possa continuare a insultare l’intera comunità LGBT? Secondo la CEI, Provita e altri luminari della “teoria gender”, “restiamo liberi” nei confronti dalla legge contro l’omotransfobia. Una legge che porterà a una deriva liberticida, così l’hanno definita.

E a supporto delle loro opinioni hanno tirato fuori Kenneth Zucker, a loro dire  “principale esperto sull’identità di genere nei bambini”. Nella loro mente, il dottor Zucker non ha fatto altro che elaborare una terapia, se così possiamo definirla, per allineare l’identità di genere del bambino al suo sesso anatomico. Un modo terribile per eliminare un’intera comunità, quella trans.

Chi è davvero Kenneth Zucker, amante delle terapie riparative

ProVita spiega che Zucker, per questa sua teoria, è stato licenziato dopo 30 anni di onorata carriera presso la direzione della Clinica Gender per bambini.

Non è andata proprio così. Kenneth Zucker era una psicologo che lavorava presso la Clarke Institute di Toronto. Il signor Zucker aveva già affermato in precedenza che le donne trans sono un brutto risultato degli uomini gay. Ma non solo. Come dicevamo prima, aveva elaborato una “cura” alla disforia di genere.

Era una terapia composta da sedute con uno psicologo esperto? Era l’inizio della procedura per il cambio di sesso? Assolutamente no. Era il peggio del peggio della terapie riparative.

Una tortura, per i piccoli pazienti. Classificato da chi lo ha giudicato come “abuso su minori”. Il suo modello è stato dichiarato fuori legge, ed è stato licenziato nel 2015 proprio per queste sue terapie.

Cosa prevede la sua terapia

Oggi la scienza dice che una persona, che sia gay, lesbica, bisex o trans, deve accettarsi. Deve capire che non c’è nulla di sbagliato, e che è libera di vivere la propria vita senza fingere di essere qualcun altro.

Kenneth Zucker rifiutava tutto questo. E considerando l’omosessualità contronatura, aveva elaborato una strategia che portava i bambini in età pre-adolescenziale ad accettare il sesso anatomico, nonostante non si riconoscessero in quel corpo. Una terapia senza fondamento scientifico, che “costringe” una persona a essere quello che non è.

Ci sono 3 punti fondamentali nel suo modello:

  1. La famiglia. La terapia deve iniziare dalla famiglia, che deve convincere che un bambino è un bambino, una bambina è una bambina. Un bambino che si sente una bambina non può esistere. Quindi, se sei nato come un bambino, rimarrai per sempre un maschio. Se sei nato coma una bambina, sarà per sempre una femmina.
  2. La convinzione. “Tu sei un maschio e sarai sempre un maschio”. Non c’è via d’uscita. E s pone la domanda al paziente: “Cosa succede se tu da maschio portassi una bambola a scuola?”.
  3. I giocattoli. I maschio giocano con le macchinine. Le femmine con le bambole. La famiglia non deve avere in casa giochi da femmina se è un bambino. E viceversa.

Negli ultimi 30 anni, il Dr. Kenneth Zucker ha curato circa 500 bambini. L’80% di loro sarebbero guariti. Dal 15 al 20% mostra angoscia e depressione, e sono coloro che poi procedono alla transizione, sfuggendo alle grinfie e alla tortura di un mostro. Gli studi sul modello Zucker hanno rilevato come la terapia messa in atto abbia creato anche dei danni irreparabili per i piccoli pazienti.

Fonte: Transgendermap

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