Rick Owens: i suoi piedi su Onlyfans per finanziare un rifugio per giovani trans e migranti LGBTI

Nel cuore nero del fashion system, dove il corpo è merce e il volto è brand, Rick Owens sceglie il silenzio e la pelle.

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Rick Owens piedi Onlyfans rifugio trans migranti LGBT
Rick Owens pubblica video a pagamento sui suoi piedi su Onlyfans e racconta una storia sulla vanità e l'esposizione di sé: tutto è pensato per raccogliere fondi a sostegno di un rifugio per persone trans in difficoltà e migranti LGBT
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In fondo alla passerella — sempre troppo lunga, sempre troppo buia, sempre percorsa da mostri di pelle, scheletri dionisiaci, figure scolpite in una bellezza postuma e impresentabile — c’è sempre stato lui. Rick Owens. Il profeta decadente di una moda che ha osato essere filosofica. L’uomo che ha scolpito i corpi come rovine, che ha portato il sublime nel gotico industriale, che ha dato carne e silhouette all’idea che il bello fosse una forma di resistenza, il brutto un atto d’onestà. E ora eccolo qui: su OnlyFans, a vendere video dei suoi piedi. Non è pornografia. È elegia. È un piede contro la barbarie.

Per l’apertura della sua mostra Temple of Love al Palais Galliera a Parigi, nel 16º arrondissement, al 10 di avenue Pierre Ier de Serbie, vicino a Place du Trocadéro, Owens ha annunciato con la consueta freddezza che ogni abbonamento al suo nuovo profilo — 5 dollari al mese — finanzierà La Maison d’Allanah, casa rifugio per giovani trans e rifugiatə LGBT+ in pericolo, fondato a Versailles dalla performer e attivista AllanahStarr. In un mondo che li uccide, li caccia, li ignora, Owens offre un tetto, una voce, un paradosso. Qualche giorno fa la città di New York ha inaugurato il 1° rifugio dedicato alle persone trans: finanziato dalla città, ospiterà fino a 150 persone senza tetto.

Nel video di Rick Owens si vedono i suoi piedi, ossuti, immoti, su una macchina da palestra. E la voce sussurra della Contessa di Castiglione, la musa che smise di fotografare il proprio volto quando l’età lo dissolse, e che si ritrasse nella penombra per immortalare solo le proprie estremità. Lì, dove il corpo smette di parlare, comincia il mormorio dell’anima. È di quella vecchiaia che Rick ci parla: della bellezza che appassisce e della vanità che resta, del bisogno di mostrare e della paura di essere dimenticati. È una danza macabra col tempo, fatta a piedi nudi. Da poco a Lione è stata annunciata anche una residenza per anziani LGBTIAQ+ che vivono con hiv.

 

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Ma non è solo creatività e performance, quella di Owens. È atto politico, in un momento in cui le persone trans vengono disumanizzate su scala industriale. In Gran Bretagna (Owens è inglese), dove il governo ha bloccato i percorsi di affermazione per giovani trans: memorabile la marcia Trans Pride delle 100mila anime vista a Londra la settimana scorsa. Negli USA, dove interi Stati vietano loro di curarsi, vivere, respirare (67 i provvedimenti anti-LGBTIQ), mentre Trump fa avanzare la sua propaganda anti-trans utilizzando lo sport come piattaforma di odio.

In Italia non siamo messi meglio. Le terapie affermative (triptorelina) per giovani persone con varianza di genere sono oggetto di un ddl del Governo Meloni che fa gridare alla schedatura dei bambini trans. Non solo: la destra italiana sta orchestrando tre disegni di legge palesemente anti-LGBTIAQ+ che le associazioni trans definiscono contro la Costituzione e contro i diritti umani.

Rick Owens scrive così sui social:

HO APERTO UN ACCOUNT ONLYFANS PER RACCOGLIERE FONDI PER LA FONDAZIONE ALLANAH, UN’ORGANIZZAZIONE CREATA DALLA PIONIERA TRANS MISS ALLAN AHSTARR PER FORNIRE BORSE DI STUDIO, PROGRAMMI DI MENTORATO E RISORSE PER GIOVANI TRANS E RIFUGIATI A RISCHIO E IN PERICOLO.

IN QUESTI VIDEO DI PIEDI PARLO DELLA CONTESSA DI CASTIGLIONE, UNA BELLEZZA DEL 1800 E FAMOSA PER I SUOI RITRATTI FOTOGRAFICI, UNA NUOVA MODALITA’ ALL’EPOCA. Man mano che la sua bellezza svaniva, si ritirò in un appartamento in Place Vendôme, dove fece togliere gli specchi e chiudere le tende, e fino alla sua morte si limitò a scattare ritratti dei suoi piedi. Il conte Robert de Montesquiou (che ispirò il personaggio di Des Essentes in “A Rebours” di Huysmans e quello del barone di Charlus in “A La Recherche du Temps Perdu” di Marcel Proust) acquistò la collezione delle sue fotografie all’asta successiva alla sua morte. “A Rebours” di Huysmans è il filo conduttore narrativo che percorre l’intera retrospettiva.

QUESTO RIGUARDA TUTTO IL MIO RAPPORTO CON L’ESPOSIZIONE DI SÉ, LA VANITÀ E L’INVECCHIAMENTO.

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Così, mentre il mondo si volta, Owens si inginocchia. Non si proclama “alleato”, non lancia capsule arcobaleno. Vende i propri piedi e racconta una storia. E fa sì che con quei piedi qualcuno, in un dormitorio protetto, possa finalmente poggiare i propri sul pavimento senza tremare.

Allanah Starr, l’artista, performer e attivista trans statunitense citata dallo stilista, ha scritto che il gesto di Rick “illumina la parte più trascurata della nostra comunità”. Ed è vero. Perché chi sopravvive alle bombe, alle famiglie, al Mediterraneo, finisce spesso in un letto improvvisato, costrettə a vendersi sui social per non morire di fame. Nessuno li accoglie. Nessuno li nomina. Owens sì. Con un atto che è insieme sacro e ridicolo, e proprio per questo potentissimo.

Molte delle persone che saranno accolte a La Maison d’Allanah sono fuggite da Paesi dove hanno subito persecuzioni o violenze a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, ma una volta arrivate in Francia si ritrovano senza casa, senza reddito e spesso esposte a sfruttamento o violenze ulteriori. Qualche giorno fa, alla Amsterdam Canal Parade, 80 migranti senza documenti hanno sfilato per il Pride della città olandese.

 

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Nel cuore nero del fashion system, dove il corpo è merce e il volto è brand, Rick Owens sceglie il silenzio e la pelle. E si mette, davvero, a nudo. Laddove le istituzioni tacciono, e la sinistra si vergogna, e la destra colpisce, Owens s’inchina, si denuda, e paga. Non per redimersi, ma per costruire un tempio — non di marmo, ma di carne salvata. Un tempio d’amore. Dove nessuno, mai più, dovrà nascondere i propri piedi per paura.

© Riproduzione riservata.

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