Oltre 100.000 persone al London Trans Pride per dire basta alla crescente transfobia nel Regno Unito

Mai visti tanti partecipanti nella storia della manifestazione.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Oltre 100.000 persone al London Trans Pride per dire basta alla crescente transfobia nel Regno Unito - London Trans Pride 2025 - Gay.it
foto IG by Guy Smallman (guy.smallman)
2 min. di lettura

Decine e decine di migliaia di persone hanno invaso Londra, sabato pomeriggio, per prendere parte al London Trans Pride 2025. Un’edizione particolarmente attesa, a causa della transfobica sentenza della Corte Suprema che ha ridefinito il significato legale di “donna” e di “sesso” nel Regno Unito.

London Trans Pride 2025 da record

Marciando da Langham Place a Parliament Square i partecipanti hanno sfilato attaccando le istituzioni, incluso il governo laburista, con slogan di liberazione LGBTQ+ alternati a pesanti critiche nei confronti del primo ministro Sir Keir Starmer. I manifestanti hanno inoltre espresso la loro solidarietà alla popolazione di Gaza, con tantissime bandiere palestinesi visibili tra la folla lunga chilometri. Lo scorso anno il London Trans Pride aveva visto la partecipazione di circa 55.000 persone per i diritti transgender, tra le quali spiccava l’attrice di Heartstopper Yasmin Finney. Quest’anno il numero di presenze è almeno raddoppiato, superando le 100.000. Yasmin Finney è tornata in strada anche quest’anno, così come l’attivista Caroline Litman, co-fondatrice del Brighton Trans Pride Fox Fisher e la fondatrice della Trans Solidarity Alliance Jude Guaitamacchi. Quest’ultima, intervistata da PinkNews, ha sottolineato l’importanza del momento per la comunità trans britannica.

“Non c’è mai stato così tanto bisogno del London Trans Pride perché il Pride è sempre stato una protesta e, in questo momento, stiamo protestando per i nostri diritti umani che sono stati violati”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

In difesa dei diritti trans

Gran parte dell’attenzione del London Trans Pride si è concentrata sulla recente sentenza della Corte Suprema del Regno Unito, che ha stabilito che la definizione di sesso dell’Equality Act del 2010 si deve riferire solo al “sesso biologico”. Diversi attivisti hanno condannato la sentenza, così come le successive linee guida provvisorie della Commissione per l’Uguaglianza e i Diritti Umani (EHRC), che raccomandano che le persone transgender siano bandite dagli spazi relativi al poprio genere e, in alcuni casi, dagli spazi relativi al loro sesso di nascita. In molte palestre inglesi alle donne trans è ora vietato usare i bagni delle donne o iscriversi, nel caso in cui siano palestre solo femminili.

Secondo Guaitamacchi “il Parlamento ha il potere di impedire che ciò accada, dobbiamo incoraggiare i politici, i nostri parlamentari, a farlo”.

Adam Khan, coordinatore operativo del London Trans Pride, ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di un approccio su più fronti per ottenere il cambiamento sistemico che vogliamo vedere, ma direi che avere decine di migliaia, potenzialmente centinaia di migliaia di persone, che bloccano le strade di Westminster manda sicuramente un messaggio a chiunque detenga il potere. Non solo ai politici, ma anche a coloro che finanziano le istituzioni o che hanno opinioni pseudo-fasciste e critiche nei confronti del genere che hanno influenza.”

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.