Roberto D’Agostino, fondatore di Dagospia.com, è stato intervistato da Concetto Vecchio per Repubblica e non le ha mandate a dire all’attuale potere di destra che governa il nostro Paese.
Nel diluvio di impietosi strali contro Giorgia Meloni e quella che egli stesso definisce Armata BrancaMeloni, D’Agostino spiega come la stessa premier sia scavalcata a destra dal premier omobitransfobico d’Ungheria Viktor Orbàn (quello che fa leggi anti-LGBTI e il cui prete di fiducia è ora accusato di sesso con minori).
Dal caso Sangiuliano-Boccia (esploso proprio grazie a Dagospia) fino alla scoppiettante paranoia complottista della destra di Meloni, l’uomo che da sempre infligge colpi di gossip letale al potere (politico, ma non solo) ha delineato un quadro sconfortante.
Sul caso soap-opera che ha portato alle dimissioni di Gennaro Sangiuliano, D’Agostino ha spiegato che, dopo aver notato il post della donna su Instagram, è rimasto colpito dalle numerose foto che la ritraevano insieme al ministro della Cultura. Quindi il nostro Dago ha iniziato a investigare e ha scoperto che i due avevano una relazione, anche se Boccia ha sempre negato.
Il fondatore di Dagospia ha descritto Sangiuliano come un uomo spaventato, e ha insinuato che Boccia aspirava a diventare la “signora Sangiuliano“. Secondo D’Agostino, Boccia avrebbe anche fatto credere a Sangiuliano di essere incinta. La chicca di Dago: Sangiuliano fu scelto come ministro della Cultura da Meloni perché obbediente, in sostituzione di Giordano Bruno Guerri, preferito dalla premier ma osteggiato dal Vaticano perché scomunicato due volte. Giorgia non si fa pregare quando il Vaticano manda segnali (del resto, c’è qualche premier italiano che non abbia accolto i diktat vaticani negli ultimi 80 anni?).

Ma ciò che non è chiaro a RdA è come mai a un certo punto Sangiuliano abbia troncato la sua relazione con Boccia. Secondo D’Agostino potrebbe essere stata la moglie di Sangiuliano, ma potrebbe anche essere arrivato un ordine dall’alto, addirittura da Palazzo Chigi. Del resto erano gli stessi giorni in cui la premier Giorgia Meloni (platealmente definita ducetta da Dagospia) era assai affaccendata a gestire la separazione del cognato ministro della Premier, Lollobrigida, dalla sorella della premier Arianna, perché è chiaro che questo è un paese tinello (ma questo lo scriviamo qui, non sono parole di D’Agostino).
Ma è a proposito delle sorelle Meloni che D’Agostino si scatena. Secondo lui, Giorgia e Arianna non sono in grado di comandare nemmeno in casa propria, figuriamoci in Italia. Così, papale papale, dice Roberto D’Agostino:
“Ma se non comandano nemmeno mariti e compagni. Se non riesci a governare in casa, come puoi governare un Paese?”
Quindi il nostro guru delle viscere della Repubblica ha sbeffeggiato il patetico complottismo di Meloni e della sua cricca, spiegando quanto sia incredibile che una premier non si fidi di un corpo dello Stato come la Polizia (a proposito del recente allontanamento di alcune forze di polizia da Palazzo Chigi). D’Agostino ha sottolineato l’isolamento internazionale dell’Italia e ha detto che, a suo avviso, la situazione politica di Meloni è destinata a schiantarsi, soprattutto se si considera la crescente influenza di figure come Viktor Orbàn, con cui è alleato Salvini, e l’emarginazione di Meloni, sia a Washington, sia a Bruxelles.
Secondo D’Agostino la premier e tutta la sua armata BrancaMeloni “Non sanno cos’è la cultura del potere“, che secondo il nostro guru è “Dialogo, trattativa, compromesso” ma La Russa, Meloni and co. “non sanno come gestirla. Premier che con un tweet gettano sul marciapiede i compagni (vedi Giambruno ndr), ministri che fermano i treni, deputati che sparano a Capodanno“.
