Roma si candida a ospitare il World Pride 2025

Si tratterebbe di un importante ritorno.

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Roma è una delle città candidate a ospitare il Word Pride del 2025 e si tratterebbe di un importante ritorno: fu proprio la capitale italiana a ospitare, nel 2000, il primo World Pride della storia.

Dopo un quarto di secolo per la manifestazione mondiale LGBT potrebbe tornare proprio a Roma: il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha presentato domanda per poter organizzare l’evento nella capitale.

Dopo aver tenuto il primo World Pride nel 2000 e aver portato Lady Gaga al Circo Massimo per l’Europride del 2011, il Circolo Mieli rilancia e vuole prendersi oneri e onori per il 25esimo anniversario. “Si tratta di una sfida emozionante che assumiamo con la precisa volontà di dare il nostro contributo per indicare un orizzonte al movimento LGBTQI italiano“, ha dichiarato Mario Colamarino, presidente del Circolo.

Il World Pride del 2000 ha rappresentato uno spartiacque nella storia del movimento LGBTQI italiano e mondiale e vogliamo che il 2025 possa diventare un’altra tappa storica nel cammino della nostra comunità. Un evento di tale portata rappresenterebbe inoltre un’occasione importantissima per la città di Roma grazie al turismo e all’indotto che porterebbe all’economia cittadina“.

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annibale 4.8.17 - 12:38

Bene, dopo i grandi anni santi, dopo le giornate mondiali della gioventù, dopo i grandi giubilei della storia e i grandi pellegrinaggi di popolo, adesso, nella Città eterna, abbiamo l'ammucchiata mondiale, pure orgogliosa, dei sodomiti ! Ma non sono orgogliosi poi neanche così tanto, visto che, ipocritamente, il termine gay, adesso, per un sussulto inconscio di malcelata vergogna, da un po' di tempo, lo nascondono, intitolando genericamente "Pride", dal quale è sparito appunto il gay e che può essere Pride di qualunque cosa, anche dei ceceni ammazza froci e dei sottaceti sott'olio...

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Rocco Smith 4.8.17 - 12:34

I vari cattoomofobipsicopatici dovranno farsene una ragione: il matrimonio tra due persone dello stesso sesso ci sarà prima o poi, anche se col rammarico di un ritardo inutile. Mi auguro anche che ci sarà una legge che punisca chi offende e insulta gli omosessuali... l'omofobia deve essere considerata un reato e come tale punito. Capito piccolo psicopatico?

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    annibale 4.8.17 - 12:45

    Mi sono appena impegnato per spiegarti che ciò non è possibile tecnicamente : con una grande inventiva, corrotta da un'ideologia sodomita, si può chiamare qualunque cosa in qualunque modo, ma la realtà delle cose non ha compassione della sfrenatezza immorale di chi vuole cambiare anche il senso delle parole stesse. Matrimonio significa madre Gelato significa freddo Retta significa dritta e dire "matrimonio omosessuale" é come dire "gelato caldo" o " retta curva " . Se si vuole si può anche fare una legge che adoperi tali espressioni, ma, nella realtà, non esistono né potranno mai esistere.

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    annibale 4.8.17 - 12:47

    Certo vedrai con la Russia di Putin, con la Cina, i ceceni, e tutto l'Islam mondiale come sarai accontentato... Tra parentesi, invece io non ho assolutamente insultato nessuno, anzi io qua non faccio altro che leggere turpiloquio, minacce di morte, bestemmie e blasfemie varie e, semmai, sei tu quello che continui a insultare. Io ho soltanto spiegato e ribadito dei tradizionali e normalissimi concetti, argomentandoli doviziosamente

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annibale 4.8.17 - 12:26

La parola " matrimonio" non può, per definizione, associarsi alla parola "gay". La parola matrimonio è costruita col termine latino mater- matris, che significa madre. Perchè se no il matrimonio si chiama così? Hanno estratto una combinazione a caso di vocali e consonanti? Perché il matrimonio si chiama matrimonio e non si chiama invece "sedia a dondolo" o "elefante marino"? Qui non c'entra proprio nulla il diritto di famiglia, il quale è ondivago e varia nel tempo e nello spazio, a seconda delle culture di riferimento o del pensiero dominante in quel particolare momento storico. É certamente ovvio che quando uno si sposa non è poi, a seguito di questo, obbligato a fare figli, anche se, a dire il vero, è causa di nullità del matrimonio maggiormente celebrato nelle nostre società, quello concordatario, la previsione di escludere i figli, anche da parte di uno solo dei coniugi. Qui però non si tratta di un mero obbligo giuridico, ma del senso che sostanzia il contenuto dell''istituto in parola, il cui nome stesso prende origine da quel fine espresso dalla parola medesima. Il matrimonio è un grande patto sociale tra l'uomo e la donna, in vista della trasmissione della vita, attraverso la generazione dei figli, da creare, educare, formare e crescere, a garanzia della sopravvivenza della stessa società umana. E non c'entra proprio niente il vano esempio che si porta, riferito alla parola patrimonio che, derivante dalla parola padre, dovrebbe, per questo, essere tolto alla madre : così come la parola matrimonio esprime una realtà realizzata dall'uomo e dalla donna, in vista della generazione dei figli, e all'uno e all'altra finisce quindi per riferirsi, così la parola patrimonio, in origine di principale competenza del padre, veniva da questi procacciato però, anche e soprattuttoper la donna, i figli e la famiglia nel suo insieme e, come tale, quindi, tutti questi soggetti riguarda. Insomma, la famiglia è quella formata dall'unione tra un uomo e una donna e i frutti della loro unione. Il matrimonio è quello realizzato da due soggetti, dei quali uno è, potenzialmente, in grado di diventare madre, grazie all'inseminazione dell'altro, il padre. Famiglia non sarà mai tra due soggetti, uno uguale all'altro. Matrimonio non sarà mai tra due soggetti, uno identico all'altro.

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Giovanni Di Colere 4.8.17 - 12:22

Per allora speriamo ci siano i matrimoni gay anche in Italia anche se visti i politici che abbiamo la vedo male.

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