Roma, sit-in al Pigneto contro la transfobia dopo gli attacchi a Gender X: “Non cederemo mai alle vostre minacce”

Dopo le minacce e gli attacchi alla sede di Gender X al Pigneto, l’associazione chiama alla mobilitazione: sabato 11 aprile sit-in a Roma per chiedere sicurezza e dire no alla transfobia.

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Dopo le minacce a Gender X, sit-in l’11 aprile a Roma contro la transfobia.
Dopo le minacce a Gender X, sit-in l’11 aprile a Roma contro la transfobia.
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Dopo la denuncia pubblica degli attacchi e delle minacce subite, Gender X chiama alla mobilitazione. L’associazione trans, non binary e queer con sede al Pigneto, a Roma, ha annunciato un sit-in per sabato 11 aprile in Piazza Malatesta, per dire no alla transfobia e chiedere sicurezza.

 

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Sit-in al Pigneto: l’appello di Gender X dopo le minacce

La risposta arriva direttamente dai social. In un post pubblicato su Instagram, Gender X invita la comunità a scendere in piazza dopo l’escalation di violenze denunciata nei giorni scorsi.

“Chiediamo a tutte le realtà queer, transfemministe, antifasciste, anarchiche, pro-Palestina di unirsi alle nostre grida contro il patriarcato fascista. Non cederemo mai alle vostre minacce”, si legge nel post.

L’appuntamento è fissato per sabato 11 aprile, alle ore 18:00, in Piazza Malatesta, nel cuore del Pigneto, lo stesso quartiere in cui si trova la sede dell’associazione presa di mira.

Dalle intimidazioni alle minacce: cosa è successo alla sede di Gender X

Nella giornata del 7 aprile, Gender X ha denunciato una serie di attacchi ripetuti contro la propria sede. Secondo quanto ricostruito dall’associazione, un gruppo di giovani (l’ultima aggressione avrebbe visto la presenza di otto ragazzi) avrebbe colpito più volte la struttura, passando da atti intimidatori a minacce esplicite di violenza.

“Non è la prima volta che vengono. Hanno iniziato cercando di intimidirci, dando colpi e spaccando un vetro. Le prime volte erano in due, poi sono diventati quattro, l’ultima volta si sono presentati in otto”, si legge nel racconto pubblicato online.

L’episodio più grave risale a venerdì scorso, quando il gruppo avrebbe gridato minacce dirette alle persone presenti nella sede: “Se fossimo usciti ci avrebbero dato fuoco”.

 

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“Le persone sono terrorizzate”: il clima dentro la sede

Le conseguenze degli attacchi sono state immediate. Gender X parla apertamente di paura diffusa tra chi frequenta lo spazio. “Ci ritroviamo in una situazione di pericolo; le persone che frequentano la sede, dopo le minacce di venerdì, sono terrorizzate”, si legge nel comunicato.

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Un clima che, secondo l’associazione, non può essere ridotto a episodi isolati o a semplice bullismo. Nel post, infatti, si inserisce quanto accaduto in un quadro più ampio: “Non sono semplici ‘ragazzi bulletti’. Sono i figli del patriarcato fascista”.

La denuncia e la richiesta di protezione

Gioele Lavalle, presidente Gender X
Gioele Lavalle, presidente Gender X

Gender X ha presentato una denuncia alle autorità, come confermato anche da Gioele Lavalle, presidente dell’associazione ai microfoni di TGR Lazio, allegando anche materiale video che documenterebbe gli aggressori. Tuttavia, l’associazione denuncia una risposta percepita come insufficiente.

“Abbiamo fatto una denuncia querela, ma il poliziotto che l’ha recepita sembrava non aver capito la gravità della situazione”, scrivono.

Da qui una richiesta chiara: “Quello che chiediamo è protezione”. In assenza di risposte immediate, l’associazione si rivolge anche al quartiere, chiedendo una presenza solidale e visibile.

“Far vedere che non siamo soli”: il senso del presidio

Il sit-in dell’11 aprile nasce proprio con questo obiettivo: rompere l’isolamento e rendere visibile una rete di supporto.

“Far vedere a questi malintenzionati che non siamo soli ed isolati, perché è questo quello che pensano”, si legge nel post.

Una mobilitazione che si muove nel perimetro della legalità, ma con una rivendicazione precisa: “Vogliamo agire nella legalità, ma allo stesso modo le autorità ci devono proteggere. È un diritto di tutte le persone: le persone trans sono persone e quindi è un diritto anche nostro”.

Sicurezza e diritti: un tema che riguarda tutta la città

Quanto accaduto al Pigneto riporta al centro il tema della sicurezza delle persone trans e non binary, in un contesto in cui episodi di violenza continuano a emergere con frequenza.

La scelta di Gender X di rendere pubblica la vicenda e di chiamare alla mobilitazione rappresenta un passaggio politico preciso, ovvero trasformare un attacco locale in una questione collettiva, che riguarda non solo la comunità LGBTQIA+, ma l’intera città.

Sabato 11 aprile, a Piazza Malatesta, la risposta passerà anche da qui.

© Riproduzione riservata.

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