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Romina Falconi, l’intervista: “Ci sono e ci sarò sempre per la comunità LGBTQ+. Sogno Sanremo 2023”

"Certe femministe mi fanno vergognare di avere la fr*gna". Signore e signori, Romina Falconi!

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Romina Falconi, l'intervista: "Ci sono e ci sarò sempre per la comunità LGBTQ+. Sogno Sanremo 2023" - Romina Falconi - Gay.it

È tornata in radio con La Suora, primo singolo estratto dal nuovo disco Rottincuore, in uscita nel 2023, Romina Falconi, icona queer, biondissima cantautrice ex X Factor e da anni collega di Immanuel Casto con la Freak&Chic.

In giro per l’Italia con l’immancabile tour e volto da Pride, abbiamo intervistato la strabordante Romina per farci raccontare l’imminente attesissimo 3° disco, il suo legame con la comunità LGBTQ, l’amicizia con Immanuel e il sogno chiamato Sanremo.

Romina Falconi, l'intervista: "Ci sono e ci sarò sempre per la comunità LGBTQ+. Sogno Sanremo 2023" - Romina Falconi 3 - Gay.it

 

La Suora è il primo singolo estratto dal nuovo disco, Rottincuore, che uscirà nel 2023. A 4 anni da Biondologia cosa dobbiamo aspettarci.

“Cose turche. Sono passata dal mondo musicale, che è in crisi, a quello editoriale che è ancora più in crisi. Sono andata un po’ contro le regole, perché di solito non anticipi di un anno il nome di un album che non è ancora fuori. Però mi piaceva l’idea che fosse una galleria di peccatori, che ogni canzone avesse un’ombra psicologica precisa, con un protagonista che ha consapevolmente torto diverso in ogni brano. Ora sui social c’è questo bisogno di sentirsi sempre dalla parte del giusto, moralmente superiori, di stare sempre sul pezzo. A me questo un po’ fa paura. A me piace l’idea di sollevare la magagna per poi evolverci e migliorarci. A volte sono proprio le mazzate che ti insegnano qualcosa. Volevo raccontare questi peccatori che peccano contro sè stessi. Ma come tutti noi vogliono solo superare quel momento difficile, cercando di capire il perché continuiamo ad indossare maschere. È un progetto ambizioso, volevo fare uscire prima tutti i capitoli e poi l’album. Ora è tutto veloce, una canzone dura poche ore quando dietro c’è un lavorone. Volevo proprio che queste ombre fossero i protagonisti. Ho iniziato con la Suora perché mi piaceva il sound, per il tema del tradimento, era un po’ più estiva. Poi a ottobre arriva il piede di porco con un messaggio un pochino più pesante”.

Per il lancio dell’album, e all’uscita di ogni singolo, ti sei inventata ROTTOCALCO. Di cosa si tratta.

“Ci ho messo l’anima per questo progetto. Finite le canzoni mi sono detta, per descrivere un’ombra bastano 3 minuti di brano? Mi è così venuto in mente di fare una costola della canzone, con un prodotto editoriale realizzato insieme a Poliniani Editore, che se l’è accollato. Da 50 pagine sono diventate quasi 140. Volevo qualcosa che non assomigliasse a niente. Non volevo fare un romanzo, che non scrivi in un mese. Volevo fare un po’ Roland Barthes, che di solito è amato o odiato. Per me è Dio. Barthes affrontava diversi argomenti mettendoli sotto una sorta di microscopio, toccando corde emotive e cercando di analizzare alcuni aspetti in modo scientifico per quanto non avessero nulla di scientifico. Volevo fare un trattato su queste ombre. Rottocalco volume 1 è la costola de La Suora e parla di vendetta, tradimento e del passaggio dalla ragione al torto. Per farlo ci ho messo dentro un manga con l’aiuto di Marco Albiero. Poi ho chiesto alla psicologa Monia D’Addio di aiutarmi ad affrontare determinati temi, poi ho aggiunto antropologi e amici scrittori, a cui ho chiesto di raccontarmi la loro storia in riferimento a tradimento e vendetta. Ne è venuto fuori l’ibrido che volevo. Sono strana nelle canzoni e sono strana in tutto, è il mio marchio di fabbrica. Mi piace l’idea di aver creato una sorta di mini enciclopedia su queste ombre, alla Roland Barthes versione Tata Francesca”.

Nel frattempo hai scritto “Le Dive con qualcosa in più” per le Karma B. Com’è nata questa collaborazione.

“Le ho conosciute quando sono venute a registrare Piena con Immanuel Casto, e mi sono innamorata perdutamente. Come Freak & Chic abbiamo pensato di creare una collaborazione. Loro nel frattempo stanno lavorando tantissimo e sono felice, tra Propaganda Live e Ciao Maschio. Sono molto umili, con una gavetta clamorosa e cantano molto bene. C’era da scrivere questo manifesto, inizialmente me la sono fatta un po’ sotto perché un conto è scrivere per me, o insieme ad un altro artista, e un conto è creare una sorta di manifesto su quello che è poi diventato il tour estivo delle Karma. Ci tenevo a farlo bene ed è stato bellissimo mettermi nei loro panni. Conoscere la loro storia, buttare giù un testo e coinvolgerle nella scrittura, perché è fondamentale non interpretare e basta”.

Dopo aver partecipato al Milano Pride, nel weekend sei stata al Palermo Pride. Cosa è per te, donna eterosessuale cisgender, il Pride.

“Il Pride è una richiesta di uguaglianza, è l’Orgoglio per ogni individuo che ne prende parte. Viviamo in una società in cui ci sono figli e figliastri, non si può dare nulla per scontato. Una società violenta che ancora oggi disprezza il “diverso”, con gente picchiata, uccisa o suicida, per quanto discriminata. Questo nel 2022 non è più possibile. Anche per quello che lasceremo alle future generazioni, è fondamentale non lasciare loro un mondo di merda. Non è sano che ci sia questa tendenza all’odio, al populismo brutto, becero. Devono esserci uguali diritti per tutti. Considerando che da regione a regione tutto cambia, come se fossero Paesi diversi, è fondamentale che il messaggio arrivi forte e chiaro. Sia nelle grandi che nelle piccole città, che ora iniziano a darsi da fare, con i primi Pride. Quando mi chiamano io ci sono, ci sono sempre stata. La mia babysitter, quando avevo 12 anni, era una donna transgender e ho sempre sentito come mia questa causa. A Palermo il padrino del Pride è stato Giuseppe Fiorello, ed è vincente l’idea che anche da campi extra-musicali gente fino a poco tempo fa impensabile ci metta la faccia, sposando la causa del Pride”.

E del rainbow washing, che ne pensi.

“Ci sono sicuramente dei brand che cavalcano l’onda perché ora fa figo, però paradossalmente meglio così che niente. È importante che se ne parli, che l’onda sia cavalcata da più persone possibili. Non è normale che in questo Paese il DDL Zan sia stato affossato”.

Proprio in riferimento al DDL Zan, è nato un dibattito tossico sull’idendità di genere che ha visto una parte di cosiddette ‘femministe’ prendere le distanze dalle donne transgender. Tu che hai sempre cantato l’identità femminile in tutti i suoi aspetti, ti senti in qualche modo minacciata dalle donne trans*?

“Posso dire una frase un po’ forte? Questo tipo di femminismo mi fa vergognare di avere la fregna. A me fa orrore che una minoranza si attacchi con un’altra minoranza. La guerra dei poveri. Invece che lottare affinché tutti quanti riescano a vivere questo sputo di vita che ci è ancora rimasto, tra Covid e guerra, ci sono persone che vogliono togliere diritti ad altre persone che hanno raccolto ancora più discriminazioni rispetto a loro. E ripeto, questa cosa mi fa vergognare di avere la sorca”.

Un’estate in tour insieme ad Immanuel Casto, con cui tornerai a cantare proprio all’interno di Rottincuore. Quando nasce quest’amicizia, che nel tempo è diventata collaborazione continua, cosa vi unisce.

“Anni e anni di amicizia, ormai siamo una famiglia. Il primo duetto nacque perché gli serviva una voce femminile, poi siamo diventati amici e non solo. Quando abbiamo capito che volevamo fare una cosa un po’ più su misura e meno mainstream, e consapevoli di quanto fossimo difficili da maneggiare, abbiamo creato la nostra società, per avere totale libertà senza dover aspettare risposte da altri. Vogliamo uscire con un disco? Lo facciamo. Siamo anche multitasking. Lui scrive canzoni, crea giochi, si occupa della parte visiva, ha fatto l’art director di tutto il mio Rottocalco. A me piace essere cantautrice ma amo anche occuparmi dei lanci e della comunicazione legata al lancio di una canzone. Pochi anni fa essere multifunzionale poteva essere poco utile, perché tu dovevi fare il tuo lavoro. Adesso, invece, è una marcia in più. Noi per puro culo questa cosa l’abbiamo capita anni fa, nonostante fossimo così diversi avevamo la voglia di andare verso la stessa direzione, creando così le nostre marmellate musicali. Questa collaborazione è nata con la voglia di fare una piccola rivoluzione nelle nostre vite. Sembrerà anche un prodotto un po’ più artigianale ma è un prodotto nostro, che nessuno può toglierci. Lui ha lavorato in Rottocalco e io ho lavorato tantissimo nel suo disco, in Malcostume. Ed è bellissimo. Possiamo sbizzarrirci perché non abbiamo limiti, avere una società insieme ad una persona tanto diversa da me mi aiuta tantissimo, perché quando lavori solo con i tuoi simili non esci mai dalla tua comfort zone”.

All’interno del tuo nuovo disco c’è anche Roberto Casalino, che ha scritto pezzi per Tiziano Ferro, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso, Emma, Annalisa, Fedez, Noemi e Marco Mengoni, con cui vinse Sanremo grazie a L’Essenziale. Possiamo aspettarci Romina Falconi al Festival del 2023, 16 anni dopo la tua prima e ultima partecipazione?

“Sarebbe bellissimo. Voglio crederci. Con Roberto sono diventata amica, non mi aspettavo che riuscisse a switchare. Uno che scrive melodie immortali per poi passare a La Suora, e invece si è divertito tantissimo. Mi piace l’idea di farmi contaminare, che possa nascere qualcosa tra di noi. Stiamo facendo tantissime cose, voglio duettare con lui. Amadeus negli ultimi anni ha dimostrato di essere aperto a tanti colori musicali, andando oltre i cantanti già mainstream. C’è una speranza per ognuno di noi, poi cosa accadrà non so dirtelo”.

Quindi il brano da Festival tu l’hai spedito?

“Lo stiamo finendo in studio. In realtà ne abbiamo preparati due, sempre con la sindrome dell’impostore che me ritrovo. Per sicurezza, meglio due che uno!”.

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