Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga insultate dopo il Milano Pride 2025: gli orrendi commenti dei leoni da tastiera

Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga: bersaglio di odio online dopo il Milano Pride 2025.

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Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga insultate dopo il Milano Pride 2025
Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga insultate dopo il Milano Pride 2025
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Pride, nella comunità LGBTQIA+, significa l’orgoglio di mostrarsi al mondo nella propria autenticità, senza vergogna o paura, in opposizione alla discriminazione, all’omofobia, alla transfobia e alla marginalizzazione.

Spesso le persone confondono i Pride con un “carnevale colorato”, ma queste manifestazioni hanno una profonda valenza politica e sociale.

Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga insultate dopo il Milano Pride 2025: gli orrendi commenti dei leoni da tastiera - Milano Pride 2021 Photo by Alice Redaelli - Gay.it

Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga insultate dopo il Milano Pride 2025

Per molti leoni da tastiera, che si nascondono dietro nickname generici, il Milano Pride 2025 è stato solo l’ennesima occasione per vomitare odio e frustrazione. Una violenza verbale mascherata da opinione personale, che ha colpito soprattutto alcune persone famose salite sul palcoscenico.

Tra i nomi coinvolti in questa ondata tossica di commenti ci sono Levante, Romina Falconi e Jolanda Renga, donne che, con coraggio e ironia, hanno deciso di stare dalla parte giusta della storia. E che per questo sono finite nel mirino di chi si ostina a voler umiliare l’orgoglio altrui, pur non sapendo nulla di cosa significhi davvero essere liberi.

Levante e body shaming: “Parlare del mio corpo è folle”

Tra le prime a finire nel mirino degli hater c’è stata Levante. Colpevole, secondo alcuni utenti, di essere… troppo magra. E quindi subito etichettata come “anoressica”.

Ma la cantautrice, da sempre schierata contro ogni forma di discriminazione, ha risposto con lucidità e fermezza:

“I commenti sul corpo degli altri sono niente altro che la manifestazione della miseria che ci si porta dentro. Parlare del mio corpo come quello di una persona anoressica, con la facilità con cui alcune persone hanno fatto nei giorni scorsi, non solo è folle per la falsità del fatto ma è gravissimo per chi ne soffre davvero e legge le vostre parole di disgusto”.

 

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Romina Falconi e l’ironia come risposta all’odio

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A subire insulti è stata anche Romina Falconi, che durante la sua esibizione al Milano Pride è stata colpita da un commento che gronda misoginia e ignoranza: “Tra un po’ la terra la sfonda… per il peso”.

L’artista ha risposto con eleganza, intelligenza e una punta di ironia:

“Ma signor Maurizio, sono alta 1 metro e 53 e peso 54 chili. E’ tutta la vita che cerco di volermi bene. A volte ci riesco, a volte no. La gente che si attacca al peso degli altri è gente che nella vita è destinata ad attaccarsi al ca…”.

Romina Falconi intervista

Jolanda Renga e Ambra: madre e figlia sotto attacco al Pride

La parte più nauseante di questa triste storia riguarda Jolanda Renga, appena ventenne, figlia di Ambra Angiolini e Francesco Renga. Un video su TikTok le mostra insieme sul palco del Milano Pride, mentre cantano “T’appartengo”.

E cosa arriva nei commenti? Una raffica di sentenze gratuite e sprezzanti: “Adesso tutti i figli dei cantanti vogliono fare tutti i cantanti”, “Non esattamente intonata”, “Jolanda mi raccomando non fare la cantante e nemmeno l’attrice”, “E le opportunità sempre ai figlioli”, “La figlia di Ambra non sarà bella, ma è di una dolcezza…”.

Ogni volta che una persona si espone, ogni volta che un’artista usa la propria voce per difendere chi non ce l’ha, ogni volta che una madre guarda con orgoglio la figlia che dice: “Io non sono nessuno”, noi vinciamo un pezzetto di civiltà.

Ma non basta. Perché finché i social resteranno il parco giochi preferito degli odiatori, finché il rispetto sarà percepito come un’opinione, finché il corpo – femminile, queer, non conforme – sarà ancora terreno di giudizio e scherno, allora dovremo continuare a raccontare. A denunciare. A dire le cose con nome e cognome. A schierarci.

Ed è quello che continueremo a fare. Con orgoglio.

 

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