Italia: radicalizzazione LGBTIAQ? È l’ora di un “conflitto esplicito con il Governo Meloni”, mobilitazione il 17 Maggio

"La situazione nazionale e internazionale non ha precedenti e la risposta dev’essere all’altezza del momento"

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50 realtà LGBTIAQ+ si sono ritrovate a Roma per una mobilitazione conflittuale: il movimento si sta radicalizzando?
50 realtà LGBTIAQ+ si sono ritrovate a Roma per una mobilitazione conflittuale: il movimento si sta radicalizzando?
8 min. di lettura

Roma, 29 marzo – Una giornata di lavoro e un primo segnale politico. Sabato 29 marzo oltre 200 persone e più di 50 realtà LGBTQIA+ provenienti da tutta Italia si sono incontrate a Roma per unassemblea pubblica organizzata dal coordinamento “La Strada dei Diritti, nella sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Ma stavolta l’atmosfera non era quella di un semplice confronto interno: il lessico usato, i documenti circolati, le voci nei tavoli di lavoro hanno delineato un cambio di passo. L’orizzonte non è più la mera visibilità: è il conflitto esplicito con il governo Meloni. La presenza al tavolo di realtà storicamente radicali ha portato, per la prima volta negli ultimi anni, a un vagito di reazione unitaria delle realtà associative del Paese. La sensazione, dall’esterno, è di un inizio di radicalizzazione. Il movimento LGBTIAQ+ italiano, per sua natura debole e non omogeneo, saprà costruire una risposta politica unitaria ed efficace?

Risposta politica conflittuale al clima repressivo

17 maggio 2025 mobilitazione LGBTIAQ
50 realtà LGBTIAQ+ si sono ritrovate a Roma per una mobilitazione conflittuale: il movimento si sta radicalizzando?

Nel documento che ha guidato l’assemblea si legge chiaramente: la situazione nazionale e internazionale “non ha precedenti” e la risposta dev’essere all’altezza del momento. Non solo la deriva trump-putiniana dell’asse est-ovest; l’Italia LGBTIAQ+ avverte di essere schiacciata dal clima persecutorio della destra di governo: aggressioni quotidiane, attacchi politici alla comunità trans*, tentativi di censura dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, cancellazione delle famiglie omogenitoriali, pressione sulle terapie farmacologiche per minori con varianza di genere, fino alla minaccia concreta della risoluzione Sasso e a quella apertamente illiberale del ddl 1660 (Ddl Sicurezza), che punta a comprimere gli spazi democratici, come nell’Ungheria di Orban, che bandisce i Pride.

L’obiettivo dichiarato dall’assemblea è costruire “una mobilitazione nazionale che apra uno scontro visibile con il governo”, per andare oltre i canali istituzionali e mediatici tradizionali, giudicati ormai insufficienti.

Un fronte vasto e trasversale

Rivolta Pride - Bologna 25 Giugno 2022 - foto G. Pellegrini
Rivolta Pride – Bologna 25 Giugno 2022 – foto G. Pellegrini

La composizione dell’assemblea ha rivelato una convergenza inusuale negli ultimi anni, a quanto si legge dalla nota ufficiale. Accanto ad associazioni storiche, che possiamo considerare istituzionali come Arcigay, MIT, Agedo, Famiglie Arcobaleno, erano presenti collettivi radicali e transfemministi, reti intersex, organizzazioni politiche e studentesche, sindacati e realtà locali da Nord a Sud. Molte di queste, negli anni passati, avevano camminato divise, talvolta in conflitto tra loro. Si pensi ai Pride antagonisti rispetto ai grandi Pride iper-sponsorizzati: una frattura che resta, ma che questo tavolo sembra voler superare. Era presente il Cassero di Bologna. Assente il CIG di Milano (rettifica a fondo pagina ndr), che non è certamente una realtà radicalizzata.

Là fuori, il clima è grave. Come inquietante è la deriva delle destre all’interno dei confini europei. Non solo Budapest, dove il Pride è stato vietato. Anche l’Italia di Meloni è ormai un conclamato laboratorio di efficienza repressiva della nuova destra illiberale globale che da Trump a Putin vuole cancellare le persone non etero e non cis. E così, davanti all’urgenza comune di difendere diritti fondamentali dagli assalti in atto, le voci LGBTIAQ+ di tutto il territorio italiano si ritrovano nello stesso spazio.

È un dato politico che segna un potenziale cambio di paradigma, che dovrebbe poter superare le bolle social. E portare a una reazione decisa, conflittuale e radicale. Sarà così? Le realtà LGBTIAQ+ italiane sapranno superare i propri interessi ombelicali per costruire una piattaforma comune per tutte le persone LGBTIAQ+ di questo Paese?

Tavoli di lavoro, azioni simboliche, nodi politici

Corso Queer Universita - foto TorinoPride
Torino Pride 2024 – Foto di Francesco Cardullo per Torino Pride

L’assemblea si è articolata in cinque tavoli: trans* e non binarə, genitorialità LGBTQIA+, autodeterminazione e salute, crimini d’odio, democrazia ed educazione. Alcune realtà erano presenti di persona, altre in remoto. I tavoli non erano meri momenti di confronto, ma – a quanto dichiarato – strutture operative orientate alla sintesi politica e alla costruzione di una piattaforma condivisa. Sono state annunciate due prime azioni: una in solidarietà con Budapest, dove appunto il Pride è stato cancellato dal governo Orban, e un’altra contro il ddl Sicurezza. Ma il punto cruciale sarà il 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, che il movimento intende trasformare in una scadenza di mobilitazione nazionale visibile, mediatica e conflittuale. È atteso tra qualche giorno un documento di sintesi dell’assemblea.

Il Comitato organizzativo

Napoli Pride 2024 Coca Cola
Napoli Pride 2024

A guidare l’intero processo organizzativo dell’assemblea è stato un Comitato Organizzativo composto da dieci figure riconosciute e attive nel movimento LGBTQIA+: Roberta Parigiani, Mario Colamarino, Gabriele Piazzoni, Alessia Crocini, Rosario Coco, Cristian Cristalli, Donatella Siringo, Claudia Balsamo, Lucia Urciuoli e Andrea Pini. Il comitato ha svolto il ruolo di segreteria, coordinato le fasi di definizione degli interventi in plenaria e individuato i facilitatori dei tavoli di lavoro per le sintesi tematiche.

A loro il compito anche di raccogliere e sintetizzare gli esiti delle discussioni. E redigere la prima bozza del documento politico che accompagnerà il percorso verso la mobilitazione del 17 maggio. Il Comitato ha inoltre assunto la responsabilità dell’editing finale dei materiali prodotti e della pianificazione delle prossime tappe, comprese la campagna di comunicazione e la regia complessiva dell’azione politica che scaturirà dall’assemblea.

Una radicalizzazione possibile: sapranno metterla in atto?

palermo pride 2023
Palermo Pride 2023

Dietro i documenti e le dichiarazioni, resta aperta la domanda su ciò che accadrà davvero nelle prossime settimane. La convergenza di soggetti radicali, unita alla dichiarata volontà di scontro con il governo, potrebbe segnare una nuova fase del movimento LGBTQIA+ italiano: quella di uscire dalle “bolle” – spesso digitali – e parlare alla società civile con un’agenda chiara e unitaria. Ma molto dipenderà dalla capacità – politica, comunicativa e organizzativa – di tenere insieme le differenze e tradurre questa ostilità annunciata a parole, in mobilitazione reale. Il tempo stringe: il 17 maggio non è poi così lontano. Secondo quanto emerso dall’assemblea, per alcune realtà sarebbe auspicabile una manifestazione di piazza in senso stanziale. Altre realtà chiedono il corteo, che sarebbe certamente una scelta più forte. Alcune associazioni tuttavia temono di “offuscare” il proprio Pride. Tra poche settimane entriamo infatti nel mese dell’orgoglio (qui le date in tutta Italia): sapranno le realtà associative LGBTIAQ+ italiane superare i propri egoismi di cortile, visibilità e budget (finanziamenti pubblici di Unar) per disinnescare gli individualismi di bolle social, influencer e personalismi digitali? Il movimento LGBTIAQ+ italiano esiste, o è un’onda di singole realtà assorte nei propri affari e sorde all’idea di un conflitto comune con il governo più oscurantista e persecutorio dal 1945 ad oggi?

 

Il testo della nota ufficiale

200 persone in presenza e online, più di 50 associazioni e movimenti provenienti da tutta Italia, diverse realtà alleate, hanno preso parte ieri a una grande assemblea del movimento LGBTQIA+ intitolata “verso il 17 maggio”. L’assemblea è stata promossa da un insieme di associazioni aderenti al manifesto de “la strada dei diritti”, ed è scaturita dalla consapevolezza di vivere una situazione senza precedenti. Si è preso atto che il contesto internazionale e nazionale è segnato da un clima di oppressione sempre più evidente, da aggressioni all’ordine del giorno, da azioni governative che minacciano le nostre esistenze, dalla restrizione continua degli spazi capaci di valorizzare la diversità, dalla scuola, alla sanità al lavoro. In questo scenario, l’assemblea ha lanciato un percorso politico partecipato mettendo al centro l’esigenza di riconoscere e valorizzare le diversità di approcci, culture e sensibilità e dare priorità alle soggettività più colpite: le persone trans, non binarie e intersex, le famiglie e i genitori LGBTQIA+.

L’obiettivo del percorso è quello di lavorare per una mobilitazione nazionale nella data del 17 maggio (la giornata internazionale contro la LGBTQIAfobia) trasformando questa data, già simbolicamente forte, in una piattaforma aperta e inclusiva per chiunque creda che difendere i diritti delle minoranze sotto attacco significhi proteggere la democrazia, lo stato di diritto e la pace.
Ospitata dal CCO Mario Mieli l’assemblea si è articolata in cinque tavoli di lavoro, online e in presenza, che hanno approfondito i temi sui quali vogliamo accendere i riflettori e aprire uno scontro politico: persone trans*, famiglie e genitorialità, salute e autodeterminazione, crimini d’odio e pratiche di conversione, democrazia, educazione e lavoro.
Da tutta Italia le persone partecipanti hanno sottolineato la necessità di rompere il silenzio e denunciare i diritti costituzionali negati alle persone LGBTQIA+ evidenziando come questi attacchi siano parte di una più ampia offensiva contro la giustizia sociale, la democrazia e le libertà fondamentali. Il percorso verso il 17 maggio si inserisce in un clima di crescente mobilitazione sociale, tra l’avvio della stagione referendaria, la protesta contro il ddl sicurezza, la prima marcia lesbica in Italia del 26 aprile e l’imminente stagione dei Pride.
L’assemblea ha inoltre messo in campo due azioni dimostrative: una per esprimere solidarietà con Budapest, dove il regime di Orban ha recentemente cancellato il Pride, e un’altra contro il ddl 1660, un provvedimento che limita ulteriormente gli spazi democratici. Nelle prossime settimane il lavoro dei tavoli confluirà in una sintesi operativa per dare ufficialmente il via alla mobilitazione nazionale per il 17 maggio.

> Coordinamento tavoli
tavolo 1 (Trans*): Roberta Parigiani, Chiara Sgro, Cristian Cristalli.
tavolo 2 (Famiglie e Genitorialità): Michele Covolan, Anna Maria Fisichella.
tavolo 3 (Consultori e salute): Claudia Balsamo, Massimo Farinella,
tavolo 4 (Crimini d’odio pratiche di conv.): Rosario Coco.
tavolo 5 (Spazi democratici – educazione – lavoro): Donatella Siringo.

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Associazioni Partecipanti all’assemblea del 29 Marzo 2025 a Roma

Agapanto APS
Agedo Nazionale
AIED Mestre – Consultorio Familiare Socio Educativo
ALFI
All Out
Antinoo Arcigay Napoli
Arcigay
Arcigay Agorà Pesaro-Urbino
Arcigay APS
Arcigay Foggia
Arcigay Nazionale – Rete Trans Nazionale
Arcigay Rieti
Arcigay Teramo
Arcigay Udine Fûr!
Arcigay Varese
ARCI MiXED APS
Associazione casa delle donne Lucha y Siesta
Associazione NUDI
Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere
Associazione studentesca 360Gradi
Associazione Sarda Queer APS
Associazione Sarda Queer
Associazione Quore APS
Brianza Oltre L’Arcobaleno
Brescia Pride
Cassero LGBTQIA+ Center
CEST – Centro Salute Trans e Gender Variant
Checkpoint Plus Roma
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Collettivo KinkyGirls
Coming-Aut LGBTI+ Community Center – Pavia
Coordinamento Liguria Rainbow
Coordinamento Palermo Pride ETS
EDGE
Esedomani Terni LGBTQIA+
Esedomani Terni ODV
Famiglie Arcobaleno
FerroViaLibera
Fondazione LILA Milano ETS
Gaynet
GenderLens
Giovani Democratici di Roma
Globe-MAE
I Ken APS ETS
ILGA-Europe
Individuale / Singolə
Intersex Esiste
Laboratorio Smaschieramenti / Rivolta Pride
LiberaMente Brianza
L’Ottavo Colore APS
Mixed LGBTQIA+
Mixed LGBTQIA+ Bari
Movimento Elaga APS
Movimento Identità Trans
Nudi
Omphalos LGBTI
One Billion Rising Italia
Partito della Rifondazione Comunista
Pinkriot Arcigay Pisa
POLIS Aperta
Pride Vesuvio APS
Possibile LGBTI+
Radicali Roma
Rain Arcigay Caserta ODV
Refo+
Rete Genitori Rainbow
RGR – Rete Genitori Rainbow
Rifondazione Comunista
Rifondazione Comunista – Circolo della Cultura Roma
Rumore APS
SAT Pink APS
Singolo / Singola
Synergìa – Initiatives for Human Rights
T Genus
Tessere Le Identità Alessandria
Torino Pride
Unione Giovani di Sinistra
Valtellina Arcobaleno APS
Vegna
Ygró A.P.S.

 

*Nota di rettifica da CIG Arcigay Milano:

“Il CIG di Milano era rappresentato in questa prima riunione dalla dirigenza di Arcigay Nazionale. L’associazione milanese supporta e partecipa alla mobilitazione del movimento, sia a livello nazionale sia a livello locale, come sempre in prima fila per i diritti della comunità”

© Riproduzione riservata.

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