“Con me usate i pronomi They/them, grazie”
Un’identità in evoluzione
Sasha ha iniziato il suo percorso di transizione durante l’adolescenza, ha vissuto tra Ottawa (Canada) e Londra (UK). Per la sua affermazione di genere, ha quindi frequentato la clinica Tavistock nel Regno Unito, un’istituzione al centro di controversie per le sue pratiche in ambito di identità di genere. In un saggio pubblicato nel 2020, Sasha aveva condiviso le proprie esperienze, esprimendo frustrazione per non sentirsi “abbastanza trans” per accedere a determinati trattamenti medici.
Attivismo e scrittura
Laureatə a Yale in Studi di Genere e Scrittura Creativa, Sasha ha utilizzato la scrittura come strumento di attivismo. Ha collaborato con diverse pubblicazioni, affrontando temi come l’identità di genere, la giustizia sociale e l’abolizione del sistema carcerario. Il suo lavoro – dicono le recensioni che ho scrutato qua e là sull’internet – si distingue per un approccio critico e una volontà di mettere in discussione le strutture di potere esistenti.
Reazioni durante la campagna elettorale
Durante la recente campagna elettorale che vedeva Mark Carney candidato alla carica di Primo Ministro con poche chance di vittoria dopo la debacle del suo leader di partito ed ex premier Justin Trudeau, la figura di Sasha è stata oggetto di attenzione mediatica. Alcuni critici hanno cercato di utilizzare la sua identità contro il padre, mentre altri hanno visto in Sasha un simbolo di progresso e inclusività. Sui social media, le reazioni sono state polarizzate, riflettendo le divisioni esistenti nella società canadese riguardo ai diritti delle persone transgender e non binarie (ogni mondo è paese).
Il sostegno del padre
Ma Mark Carney ha espresso pubblicamente il suo sostegno ai diritti LGBTQIA+, e affermato che il Canada deve essere un difensore dei diritti di tutti i cittadini. Ha sottolineato l’importanza di riconoscere e rispettare le diverse identità, dichiarando che l’accesso all’assistenza sanitaria è un diritto fondamentale per tutti, senza eccezioni. Risultato: vittoria elettorale, alla faccia degli USA di Trump.
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