A meno di un mese dall’episodio di omofobia avvenuto all’Ospedale Civile di Alghero, dove un dipendente trovò nel suo armadietto personale l’insulto “Fr*cio”, un caso simile è stato denunciato all’Ospedale Bufalini di Cesena. Un dipendente ha trovato sul proprio armadietto una scritta offensiva al rientro dalle ferie: “Fr*cio del caz*o”*. La vittima è il genero di Mara Bruschi, presidente di AGEDO Rimini Cesena, associazione che da anni riunisce genitori, parenti e amici di persone LGBTQ+ per promuovere diritti, inclusione e sostegno contro le discriminazioni.

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Scritta omofoba all’Ospedale Bufalini di Cesena: la denuncia di AGEDO
Bruschi, presidente di AGEDO Rimini Cesena, ha denunciato pubblicamente l’episodio omofobo definendolo “un fatto inqualificabile che non può essere minimizzato né tollerato”. Secondo la ricostruzione di AGEDO, la scritta è stata percepita non come un atto di bullismo, ma come un vero e proprio gesto omofobo e lesivo della dignità della persona, con possibili rilievi di carattere penale.
Mara Bruschi, come riportato nella nota dell’associazione diffusa da Corriere Romagna, ha spiegato: “Abbiamo da subito preso contatti con il nostro legale per verificare e decidere i prossimi passi da fare. Ci teniamo a sottolineare che la Direzione Sanitaria del Bufalini ha subito mostrato attenzione al caso condannando lo spiacevole episodio e prendendo una posizione netta sulla faccenda”.
L’incontro con l’ASL Romagna
AGEDO ha chiesto un confronto diretto con i vertici dell’ASL Romagna. Bruschi ha infatti annunciato: “Chiederemo un incontro urgente al Direttore Generale dell’ASL Romagna Tiziano Carradori e con il Direttore Sanitario Francesca Bravi per chiedere l’attivazione di misure immediate, non solo per proteggere il dipendente, ma anche per inviare un messaggio chiaro a tutto il personale sanitario: l’omofobia non sarà mai accettata, avvallata né sottovalutata”.
La Direzione Sanitaria ha già condannato l’accaduto, impegnandosi a garantire ambienti di lavoro inclusivi e rispettosi della dignità di tutte e tutti.
La necessità di una legge contro l’omofobia: appello al Governo Meloni
Il nuovo caso di omofobia a Cesena riporta al centro del dibattito la mancanza in Italia di una legge organica contro l’omofobia. Il DDL Zan, che mirava a introdurre maggiori tutele, è stato bloccato al Senato, lasciando ancora aperta una lacuna normativa.
Secondo un recente studio di omofobia.org, in Italia gli uomini rappresentano il 74% delle vittime di episodi omofobi, mentre le donne costituiscono il 26% (18% cisgender e 8% transgender).
Bruschi ha sottolineato: “Come dimostrano i dati, purtroppo quello accaduto al mio genero non è un caso isolato ed è giunto il momento che il Governo Meloni prenda sul serio questi episodi e faccia sentire la propria voce, perché davanti a questi episodi il silenzio è complice degli omofobi”.
La battaglia di AGEDO
AGEDO Rimini Cesena è da anni impegnata sul territorio nella difesa dei diritti LGBTQ+. Bruschi lo ribadisce con forza: “Da anni siamo in prima linea sul territorio romagnolo per combattere e contrastare l’odio omofobico e continueremo a essere presenti e visibili portando avanti le nostre battaglie, affinché i nostri figli siano parte integrante di questa società. Noi tutti, compresa la mia famiglia, non ci faremo intimorire e siamo anche pronti a scendere fino a Roma, se sarà necessario, per difendere e proteggere i nostri figli e i figli di tutt”*.
La battaglia per un’Italia più inclusiva continua, con la voce delle associazioni come AGEDO che ribadiscono: “L’omofobia non sarà mai accettata né sottovalutata”.


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