Sébastien Lecornu, il nuovo premier di Macron contrario al matrimonio egualitario: chi è e cosa pensa dei diritti LGBTIAQ+

Nominato da Macron dopo la caduta del governo Bayrou, Sébastien Lecornu diventa Primo ministro in piena crisi istituzionale e finanziaria. Ma sul suo passato pesano dichiarazioni contrarie al matrimonio egualitario e ai diritti LGBTIAQ+.

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Sébastien Lecornu è il nuovo premier di Francia dopo la caduta del governo Bayrou: come la pensa sui diritti LGBTIAQ+?
Sébastien Lecornu è il nuovo premier di Francia dopo la caduta del governo Bayrou: come la pensa sui diritti LGBTIAQ+?
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Sébastien Lecornu (1986), fedelissimo di Emmanuel Macron ed ex ministro della Difesa, è stato nominato Primo ministro dopo la caduta del governo guidato da François Bayrou. La scelta arriva in un momento di grave instabilità per la Francia: Parlamento frammentato, piazze in fermento e un’urgenza prioritaria: varare la legge di bilancio con un deficit esplosivo e mercati in allerta. Una crisi finanziaria dei titoli pubblici francesi, è bene ricordare, trascinerebbe anche i titoli di Stato italiani in un tunnel dalle imprevedibili conseguenze economiche e geopolitiche.Il governo Bayrou è stato infatti sfiduciato proprio sul pacchetto di norme per il rientro dal debito: norme quotate a una forte austerità, come accaduto in passato in Italia in almeno due momenti epocali, durante il Governo Amato e durante il Governo Monti. La nomina di Lecornu punta alla continuità della linea macroniana: difesa della credibilità finanziaria, disciplina di bilancio e prosecuzione dell’agenda pro-impresa. Ma con una maggioranza assente, il nuovo premier dovrà tessere accordi trasversali per evitare un nuovo stallo e riportare stabilità istituzionale. Intanto la sinistra populista di Melanchon e l’estrema destra di Le Pen – Bardella chiedono le dimissioni dello stesso Emmanuel Macron.

Il profilo politico di Sébastien Lecornu

Formatosi a destra (UMP/Les Républicains), Lecornu è stato sindaco di Vernon e presidente del consiglio dipartimentale dell’Eure, poi il passaggio al macronismo nel 2017. Al governo ha ricoperto incarichi all’Ambiente, alle Collettività locali, ai Territori d’oltremare e infine alla Difesa, dove ha sostenuto il maxi-piano di ammodernamento delle forze armate fino al 2030. La sua connotazione può essere riassunta in una sostanziale lealtà al Presidente Macron, ad un certo pragmatismo negoziale che potrebbe essere prezioso in un momento delicato come quello attuale e uno stile schivo riservato. Molte sono le ombre dal punto di vista dei diritti civili e in particolari di quelli della comunità LGBTIAQ+.

Diritti LGBTIAQ+: le posizioni di Lecornu

Nel 2012, in pieno dibattito sul mariage pour tous (matrimonio egualitario, approvato in Francia nel 2013), Lecornu si espresse contro l’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, dichiarando che “il comunitarismo gay lo esaspera tanto quanto l’omofobia” e difendendo l’idea del matrimonio “tra un uomo e una donna. Negli anni successivi ha mantenuto un profilo prudente su GPA e, inizialmente, su PMA, ribadendo il suo profilo scettico sui diritti LGBTIAQ+, pur professandosi liberale. Oggi, da capo del governo, il suo passato conservatore su famiglia e filiazione resta un tema sensibile per la comunità LGBTIAQ+ francese, che guarda alla nuova fase con cautela: la priorità economico-finanziaria potrebbe comprimere l’agenda dei diritti, a meno di aperture politiche esplicite. Lecornu eredita un Paese polarizzato: dovrà garantire un bilancio credibile, disinnescare le proteste e costruire una maggioranza di scopo. Sul terreno dei diritti, il test sarà doppio: evitare regressioni e dimostrare che la stabilità finanziaria non è incompatibile con l’uguaglianza sostanziale. Non c’è alcun rischio per il matrimonio egualitario in Francia, ma certamente il fatto che un liberale francese contrario ai diritti delle coppie omosessuali diventi premier in Francia è una notizia.

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