È ufficiale: la Spagna ha vinto il QPrize 2025 come destinazione turistica internazionale più inclusiva, più sfacciatamente aperta, più allegra e irresistibile del pianeta queer. Il premio, nato per riconoscere chi non si limita a legiferare sui diritti, ma anche a spalancare porte e decorarle con le sfumature della diversità, è finito dritto nelle mani dell’Ente Spagnolo del Turismo.
A Milano due giorni fa al Rosa Grand Hotel, Blanca Pérez-Sauquillo, direttrice istituzionale, è salita sul palco mentre negli occhi degli astanti vibravano le ormai note spiagge di Sitges, le discoteche madrilene, le terrazze valenciane e tutto sembrava trasformarsi in un Pride lungo tutto l’anno.
Il QPrize di Quiiky Magazine, nato nel 2010, è il premio annuale che valorizza aziende, istituzioni e destinazioni turistiche impegnate in inclusione, sostenibilità e politiche di DE&I con attenzione alla comunità LGBTQ+. Divenuto appuntamento fisso a Milano, è oggi riconosciuto anche a livello internazionale grazie a partnership con realtà globali come RINA, ELTA, AITGL e IGLTA. L’appuntamento è stato promosso da ELTA – European LGBTQ+ Travel Alliance, insieme ad Airbnb, Serravalle Designer Outlet e BWH Hotels Italia & Malta, con il sostegno istituzionale del Parlamento Europeo, della IGLTA Foundation e di Federturismo Confindustria.

E la Spagna, dopotutto, non ha mai finto: da tempo è in cima allo Spartacus Gay Travel Index, non solo perché ha leggi progressiste su matrimonio, adozioni e antidiscriminazione, ma perché sa accogliere con la generosità mediterranea che sa di sangria, tapas e notti che non finiscono mai. L’inclusione è ormai corpo vibrante dello stile di vita spagnolo.
E mentre altri Paesi arrancano tra compromessi e moralismi, la Spagna organizza corsi per gli operatori turistici, collabora con Booking.com per il progetto Travel Proud, certifica hotel e strutture inclusive, sfoggia il suo orgoglio ai Pride e ai prossimi Gay Games di Valencia ( tra pochi mesi, leggi qui >), e ancora le Canarie e tanto altro.
Il Paese entra anche per prima nel “Proud Destinations” dell’IGLTA, nuovo programma globale lanciato dall’International LGBTQ+ Travel Association, pensato per mettere sotto i riflettori quelle località (paesi, regioni o destinazioni turistiche) che non si accontentano di una visibilità neutra racimolata tanto per raccogliere denari, ma scelgono di mostrarsi, parlare apertamente e sostenere concretamente i viaggiatori LGBTQ+ e i player che ruotano intorno al mondo dei viaggi queer.
C’è di più: la Spagna costituisce un vero modello culturale e sostenibile. La schiena dritta mantenuta dal governo Sanchez davanti alle invasive aggressioni geopolitiche di Trump ne sono una solida e credibile testimonianza.
Dal punti di vista organizzativo, il Paese dimostra un’attenzione sistemica al turismo LGBTIAQ+: Turespaña porta avanti i forum “Spain Talks”, dove professionisti e mercati si confrontano su buone pratiche e visioni future. È turismo, sì, ma è anche un manifesto politico di convivenza e rispetto. E certo, è anche business. Le nostre democrazie liberali e inclusive hanno ancora tanto da dare all’umanità. E ai viaggiatori de todo el mundo.
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