Un influencer queer e star di TikTok con un milione di follower è stato trovato senza vita in un’area boschiva al confine tra Myanmar e Thailandia. La morte violenta di Ko Tin Zaw Htwe, 25 anni, noto online come Irrawaddy o Ayarwaddy, ha inevitabilmente riacceso l’attenzione sulla condizione delle persone queer nel Sud-Est asiatico, dove visibilità e sicurezza restano spesso incompatibili.
In questo articolo
Star di TikTok trovata morta: l’ultima telefonata e la scomparsa
Secondo quanto riportato dal quotidiano thailandese Thairath, ripreso anche dal Daily Mail, il corpo di Ko Tin Zaw Htwe è stato rinvenuto il 20 gennaio scorso in un’area boschiva nel distretto di Mae Sot, nella provincia di Tak, in Thailandia, non lontano dal confine con il Myanmar, Paese di origine del giovane creator.
Le autorità hanno riferito che sul volto erano presenti tracce di sangue secco e che nelle vicinanze del corpo è stato rinvenuto “un bastone di legno macchiato di sangue, ritenuto l’arma del delitto”, come riporta la stampa locale. Il sovrintendente della stazione di polizia di Mae Sot ha confermato l’arresto di un sospettato, precisando però che le indagini sono ancora in corso.
Secondo Fanpage.it, il corpo sarebbe stato spogliato dalla vita in giù e mancherebbero diversi oggetti personali: gioielli d’oro, tra cui una collana e un anello, e il telefono cellulare, un iPhone 17. Sul luogo del delitto è stata ritrovata solo la borsa.
Le prime ricostruzioni indicano che Ko Tin Zaw Htwe avrebbe ricevuto una telefonata prima di lasciare la sua abitazione nella notte del 18 gennaio. Secondo una fonte citata dal Daily Mail, il giovane sarebbe uscito di casa dopo quella chiamata e non sarebbe mai più tornato.
Dopo due giorni senza notizie, il corpo è stato rinvenuto lungo una strada isolata vicino a un’area industriale. L’ultimo video pubblicato sul suo profilo TikTok risale al 19 gennaio, un giorno prima della morte, e lo mostrava mentre ballava sorridente indossando una nuova “giacca con gli elefanti”.
@irrawaddyma ဆင်အကျီအရောင်စုံရ#ရောက်ချင်တဲ့နေရာရောက်👌 #foryou #ဧရာဝတီမ ♬ original sound – 🇲🇲 ကိုအောင် 🇲🇲 – 🇲🇲 ကိုအောင် 🕊( သန်လျင် )
Chi era Ko Tin Zaw Htwe: l’ipotesi del movente omotransfobico
Ko Tin Zaw Htwe aveva 25 anni ed era considerato uno dei “pochi creator apertamente queer del Myanmar”. Con quasi un milione di follower, era diventato una figura riconoscibile sui social grazie a contenuti leggeri e quotidiani: balli, recensioni di prodotti, outfit, partecipazione ai trend più popolari.
I suoi video raggiungevano milioni di visualizzazioni e rappresentavano una forma di visibilità rara in un contesto politico e sociale fortemente repressivo. Proprio questa esposizione pubblica lo aveva reso un punto di riferimento per molte persone LGBTQIA+ nella regione.
Al momento, le autorità non hanno confermato il movente dell’omicidio. Tuttavia, secondo Fanpage.it, l’appartenenza di Htwe alla comunità LGBTQIA+ potrebbe aver avuto un peso nella sua uccisione.
@irrawaddyma #สโลว์สมูท အချစ်စစ်နဲ့ဆုံတွေချင်တယ် 2026မှာ#ဧရာဝတီမ #foryou #ရောက်ချင်တဲ့နေရာရောက်👌 ♬ original sound – MinThet(Deep!)
Dopo la diffusione della notizia, i profili social di Ko Tin Zaw Htwe sono stati sommersi da centinaia di messaggi di addio. Amici e follower hanno condiviso ricordi personali e parole di dolore.
Un amico lo ha descritto come “dal cuore gentile” in un tributo pubblicato su Facebook. Un altro ha scritto: “Sei stato davvero ucciso? Eravamo molto legati quando lavoravamo insieme in una caffetteria a Yangon prima che diventassi famoso come Ayarwaddy. Quando il locale chiudeva la sera, condivideva i suoi snack con me. Il suo cuore era così puro… Sono molto triste”.
Altri messaggi recitano: “Mi sento così triste. Credo che tu sia in paradiso” e “Possa tu non dover affrontare una tragedia del genere nella prossima vita”.
La morte di Ko Tin Zaw Htwe arriva a poche ore di distanza da un’altra tragedia che ha colpito il mondo dei social. Il 23 gennaio, l’influencer indonesiana Lula Lahfah, 26 anni, è stata trovata morta in un appartamento nel sud di Giacarta.
La situazione della comunità LGBTQIA+ in Myanmar
In Myanmar le persone LGBTQIA+ vivono in un contesto giuridico e sociale fortemente discriminatorio, senza diritti civili riconosciuti e sotto la costante minaccia di sanzioni legali. Le relazioni tra persone dello stesso sesso sono illegali secondo la Sezione 377 del codice penale del 1861, con pene che possono arrivare fino a dieci anni di carcere.
Questa norma non solo impedisce il riconoscimento delle relazioni affettive, ma legittima anche un clima di discriminazione e persecuzione. Non esiste in Myanmar alcun riconoscimento legale delle unioni tra persone dello stesso sesso, né protezioni contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere.
Oltre alla criminalizzazione, le persone queer affrontano abusi e molestie da parte delle forze dell’ordine. Rapporti di monitoraggio evidenziano come la polizia utilizzi leggi vaghe e discriminatorie per intimidire, arrestare arbitrariamente, estorcere denaro o compiere abusi contro cittadini LGBTQIA+, in particolare persone transgender.
Attivisti locali e gruppi per i diritti umani sottolineano che, pur non essendo frequenti le condanne penali effettive, le minacce di repressione legale e gli abusi quotidiani creano un clima di paura e vulnerabilità per chi vive apertamente la propria identità queer.


