Cosa sta accadendo alla comunità LGBTIQ+ sudafricana? Perché tanti omicidi, in un paese con una legislatura avanzata dal punto di vista della tutela e dei diritti garantiti per le persone della comunità gay lesbo bi trans interesex e queer, inclusi i numerosi Pride?
Il Sudafrica è solitamente inquadrato come il paese africano dotato del quadro legislativo più progressista in materia di diritti LGBTIQ+, con il matrimonio egualitario approvato nell’ormai lontano 2006.
La Costituzione sudafricana, firmata nel 1994 da Nelson Mandela, fu la prima al mondo a includere esplicitamente la tutela contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale.
Il paese negli ultimi tre decenni ha promulgato leggi importanti, come il Promotion of Equality and Prevention of Unfair Discrimination Act approvato nel 2000, che vieta qualsiasi forma di discriminazione, e l’Alteration of Sex Description and Sex Status Act emanato nel 2003, che consente alle persone transgender di cambiare il proprio genere legale senza dover affrontare procedure chirurgiche obbligatorie.
Negli ultimi anni, e in particolare negli ultimi mesi, la realtà vissuta dalla comunità LGBTIQ+ sudafricana è tuttavia diversa da quanto lascerebbe intuire lo status normativo. Recenti attacchi violenti, di varia natura, contro persone omo-lesbo-bi-intersessuali e queer, evidenziano una disconnessione tra la protezione legislativa e l’attuazione pratica nella vita di tutti i giorni.
In questo articolo
- 1 La Grindr Gang
- 2 Diego Jacobs, ragazzo di 21 anni, accoltellato perché gay
- 3 Karabelo Pudumo, ragazza di 18 anni, massacrata a coltellate perché trans
- 4 Jo-Ann Isaks, donna trans accoltellata e bruciata
- 5 Neliseka ‘Nelly’ Xeke uccisa perché difendeva una donna dall’aggressione del suo compagno
- 6 L’omicidio transfobico di Clement Hadebe
- 7 L’omicidio di Xolani Xaka
- 8 Coppia di donne lesbiche uccise insieme: Nombulelo Bhixa e Minenhle Ngcobo
- 9 Sipho Mahlinza, uccisa tra le braccia della sua compagna perché lesbica
- 10 Nokuthula Veronica Bottoman trovata morta in casa
- 11 Lazarus Ikaneng Thomas detto Pankie trovato morto per strangolamento
- 12 Siyasanga Mabulu e Abongile Mani, coppia queer, assassinati in un locale
- 13 La cultura patriarcale e le religioni omobitransfobiche
- 14 Il quadro africano
- 15 Il regime di centro-sinistra e l’ombra della Russia
- 16 Fonti
La Grindr Gang
L’escalation è diventata particolarmente cruenta ed evidente dalla seconda metà del 2023. Uno degli episodi più inquietanti è quello della cosiddetta “Grind Gang“. Nel settembre 2023, un gruppo criminale ha usato l’app di incontri Grindr per attirare uomini gay, con promesse di incontri, con l’intento criminale di rapirli, picchiarli e richiedere riscatti. In un caso particolarmente scioccante, sette uomini hanno sequestrato uno studente dell’Università di Witwatersrand, a Johannesburg. Dopo aver concordato con il ragazzo un incontro tramite l’app, lo hanno aggredito e trattenuto e sostanzialmente rapito. Successivamente hanno chiesto alla sua famiglia un riscatto di 30.000 Rand (1.500 €) minacciando di ucciderlo. Nel sistema orchestrato dai criminali che agiscono via Grindr (come visto già altrove), le vittime sono costrette a trasferire denaro dai loro conti bancari sotto minaccia di violenza. È assai probabile che molti casi siano rimasti nel silenzio, considerando lo stigma associato all’uso di app di incontri da parte della comunità gay. Nonostante alcuni membri della Grindr Gang siano stati arrestati, tra cui i sette autori del rapimento dello studente, fatti analoghi continuano ancora oggi nel 2024 ad essere segnalati.

Diego Jacobs, ragazzo di 21 anni, accoltellato perché gay
Il 3 febbraio 2024 Diego Jacobs, ragazzo gay di 21 anni, è stato assassinato a Delft, Città del Capo. Diego camminava con due amici, quando ha incontrato un ex vicino di casa che lo aveva già tormentato in passato con insulti omofobici. Conoscendo già il soggetto e i precedenti, Diego ha cercato di evitare lo scontro, ma il suo aggressore lo ha accoltellato al collo, urlando epiteti dispregiativi riferiti all’omosessualità del ragazzo. Diego è morto tra le braccia di uno dei suoi amici. L’omicida è un ragazzo di 20 anni, è stato arrestato e sta affrontando il processo. La famiglia, che aveva già assistito a minacce contro di lui, sta sostenendo in fase processuale la tesi che si sia trattato di un omicidio a chiaro sfondo omofobico e che il movente sia legato all’orientamento affettivo di Diego.
Karabelo Pudumo, ragazza di 18 anni, massacrata a coltellate perché trans
Il 1° giungo 2024 Karabelo Pudumo, giovane donna trans di 18 anni, è stata assassinata a Kimberley, nel Northern Cape. La ragazza frequentava la Pescodia High School. È stata accoltellata in un attacco di chiara matrice transfobica. Secondo i report della polizia, Karabelo era uscita con un gruppo di suoi amici e alcuni uomini. Uno di questi ha reagito brutalmente e con violenza quando ha scoperto che Karabelo era una ragazza trans. L’uomo ha estratto il coltello e ha infierito sul corpo della vittima con più di 20 coltellate. Karabelo viveva con i nonni, che l’avevano cresciuta dopo la morte della madre. Famiglia e comunità locale, che amavano e avevano accolto il percorso di affermazione di Karabelo, sono rimaste sconvolte dal brutale omicidio e hanno organizzato una cerimonia commemorativa presso la scuola della ragazza, alla quale hanno partecipato più di trecento persone. L’organizzazione Shaine Griqua Advice and Development Centre ha offerto sostegno psicologico alla famiglia.
Jo-Ann Isaks, donna trans accoltellata e bruciata
Il 14 maggio 2024 Jo-Ann Isaks, donna trans di 27 anni, è stata uccisa ad Upington, nel Northern Cape. Il suo corpo è stato trovato da un familiare nella sua stanza in fiamme. Successivamente dalle indagini sono emerse numerose ferite da coltello inflitte nella parte superiore del corpo. Le autorità stanno ancora oggi investigando sull’accaduto, e non sono stati effettuati arresti al momento. La comunità ha espresso la necessità di considerare l’omicidio come crimine d’odio transfobico, e ha chiesto che i responsabili vengano assicurati alla giustizia, ma per ora il delitto d’odio non ha colpevoli.
Neliseka ‘Nelly’ Xeke uccisa perché difendeva una donna dall’aggressione del suo compagno
Il 16 giugno 2024, Neliseka ‘Nelly’ Xeke, donna apertamente e orgogliosamente lesbica di 28 anni, è stata brutalmente assassinata a Motherwell, nella Nelson Mandela Bay: era il giorno del suo compleanno. Benvoluta dalla sua comunità, attivista coinvolta in numerosi progetti di salute per le persone LGBTIQ+, il corpo di Nelly è stato trovato con gravi ferite procurate con un attrezzo agricolo, nei pressi di un bistrot la mattina seguente l’omicidio. Gli inquirenti ritengono che l’assassinio sia avvenuto mentre Nelly cercava di intervenire per fermare un’aggressione in un contesto di violenza domestica. Il sospettato, un uomo che stava aggredendo la sua fidanzata, avrebbe poi attaccato Nelly con una vanga e avrebbe compiuto il massacro scagliandosi con veemenza sul corpo della donna, fino alla mutilazione. L’episodio cruento ha sospinto la reazione della comunità LGBTIQ+ della regione: in memoria di Nelly, il 24 giugno è stata organizzata una commemorazione contro la violenza di genere e omobitransfobica. Il 19 giugno il presunto assassino si era consegnato alle autorità ed è tuttora in custodia, in attesa del processo.
L’omicidio transfobico di Clement Hadebe
Il 10 Agosto 2024 Clement Hadebe, giovane donna transgender di 22 anni, è stata uccisa a Malvern, Johannesburg, vittima di un attacco a colpi di arma da fuoco, mentre tornava a casa dopo una serata trascorsa con amici. La polizia ha trovato il suo corpo con nove ferite da proiettile. Hadebe aveva appena iniziato la sua transizione e si era recentemente trasferita da Newcastle a Malvern per vivere con il suo fidanzato. Dopo l’omicidio, il crimine è stato amplificato da una campagna di disinformazione sui social media e dai media locali, che hanno diffuso fake news, sostenendo che Hadebe fosse stata uccisa perché aveva “ingannato” un uomo riguardo al suo genere. Le associazioni OUT LGBT Well-being e Iranti hanno immediatamente denunciato la falsa narrazione dell’omicidio di Hadebe. Sibonelo Ncanana di OUT ha denunciato il victim blaming, mentre Triangle Project ha ribadito l’urgenza di proteggere le persone transgender in Sudafrica.
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L’omicidio di Xolani Xaka
Il 18 agosto 2024 Xolani Xaka, uomo gay di 32 anni, è stato brutalmente assassinato fuori dalla sua abitazione a Gqeberha, nella zona di Zwide. Xaka, benvoluto e apertamente queer nella sua comunità, viveva con suo zio. Quella sera, verso le 18:00, il giovane uomo aveva sentito un rumore provenire dal cancello di casa. Uscito per controllare, è stato attaccato da tre uomini che lo hanno ripetutamente accoltellato. Nonostante le urla disperate, suo zio non è riuscito a salvarlo: quando ha cercato di intervenire, gli aggressori lo hanno minacciato con un coltello, costringendolo a fuggire all’interno della sua abitazione. Xaka è morto sul posto a causa delle ferite. Il movente dell’attacco non è chiaro, ma si sospetta fortemente che possa trattarsi di un crimine d’odio omofobico. Non sono stati rubati oggetti di valore e suo zio non ha subito richieste di denaro, né altro.
Coppia di donne lesbiche uccise insieme: Nombulelo Bhixa e Minenhle Ngcobo
Il 27 agosto 2024, Nombulelo Bhixa, 28 anni, e Minenhle Ngcobo, 22 anni, una coppia lesbica di Pietermaritzburg, sono state brutalmente uccise a colpi di arma da fuoco. L’attacco è avvenuto nel quartiere di Edendale, mentre le due donne si stavano dirigendo verso un taxi. L’autore dell’omicidio è l’ex-fidanzato di Ngcobo, che non accettava la sua relazione con Bhixa. Secondo i rapporti, l’omicida, con cui Ngcobo aveva un figlio e che aveva già un passato di violenze, aveva cominciato a molestare la coppia, tanto che Ngcobo aveva ottenuto un ordine restrittivo contro di lui. Le due donne sono state colpite alla testa e sono morte sul posto.
Sipho Mahlinza, uccisa tra le braccia della sua compagna perché lesbica
Il 1° settembre 2024 una donna di 27 anni, Sipho Mahlinza, girava in auto con la sua compagna a Kwazakhele, Gqeberha, quando la coppia lesbica è stata approcciata da un gruppo di uomini, che pretendevano compagnia dalle due donne. Davanti al rifiuto, i soggetti hanno avuto una reazione violenta: hanno iniziato a lanciare insulti anti-gay e infine hanno sparato. Sipho è morta tra le braccia della sua compagna.
Nokuthula Veronica Bottoman trovata morta in casa
Sempre il 1° settembre 2024 nel sobborgo di KwaNobuhle, Kariega, è stato trovato il corpo esanime di Nokuthula Veronica Bottoman, una donna lesbica di 35 anni. La donna è morta accoltellata e secondo i media locali potrebbe essere stata violentata prima dell’omicidio. La sua famiglia ha saputo della sua morte solo tramite un post sui social.
Lazarus Ikaneng Thomas detto Pankie trovato morto per strangolamento
Il 7 settembre 2024 è stato trovato senza vita nel quartiere di Galeshewe, Kimberley, Lazarus Ikaneng Thomas, 50 anni, persona queer affettuosamente nota come Pankie. Il suo corpo era in avanzato stato di decomposizione, la baracca nella quale è stato trovato, e dove l’uomo viveva, era chiusa dall’esterno e sul cadavere sono stati trovati segni di strangolamento. Pankie era stato visto vivo l’ultima volta due settimane prima del ritrovamento del suo corpo.
Siyasanga Mabulu e Abongile Mani, coppia queer, assassinati in un locale
Il 14 settembre 2024 Siyasanga Mabulu, 39 anni, e Abongile Mani, 23 anni, coppia queer che viveva il proprio amore alla luce del sole, sono stati assassinati a colpi di arma da fuoco in una taverna a Khayamnandi, Gqeberha. L’assalto ha visto i criminali omobitransfobici fare un’incursione finalizzata all’omicidio delle due specifiche persone LGBTIQ+. Durante la sparatoria, nessun altra persona nel locale è stata presa di mira. Le due vittime, riferisce Mamba Online, erano apertamente queer, molto apprezzate dalla comunità LGBTIA+ locale e inserite nel tessuto sociale dell’area in ci vivevano. Siyasanga Mabulu era un amato allenatore di calcio.
La cultura patriarcale e le religioni omobitransfobiche
Nonostante il quadro normativo progressista e liberale, la società sudafricana rimane fortemente conservatrice e permeata da rigide norme di genere. Un conservatorismo particolarmente radicato nelle zone rurali, dove la discriminazione contro le persone LGBTIQ+ è più diffusa. Una delle maggiori fonti di odio proviene dalle influenze religiose conservatrici, che svolgono un ruolo fattivo nel plasmare l’opinione pubblica. Chiese evangeliche, spesso finanziate da organizzazioni occidentali di destra, come quelle affiliate al movimento anti-LGBTQ+ della destra suprematista cristiana, incoraggiano l’intolleranza e alimentano pregiudizi sociali.
Bandile Mokoena, attivista per i diritti LGBTIQ+, ha evidenziato come queste organizzazioni religiose supportate dalla destra occidentale, non solo predichino contro i diritti delle persone queer, ma attuino anche campagne mirate per frenare l’avanzamento delle leggi che proteggono i diritti civili delle minoranze sessuali. Il discorso religioso, spesso permeato da retoriche anti-LGBTIQ+, viene utilizzato per giustificare atti di violenza e crimini d’odio.
Già secondo il rapporto di Human Rights Watch “We’ll Show You You’re a Woman: Violence and Discrimination Against Black Lesbians and Transgender Men“, pubblicato nel 2011, si evidenziava come lesbiche nere e uomini trans, soprattutto nelle township e nelle aree rurali, subiscano ancora discriminazioni e violenze quotidiane. Il rapporto si basava su oltre 120 interviste, e rivelava come molte vittime di violenze fisiche e sessuali evitino di denunciare gli abusi, per timore di ulteriori persecuzioni o di essere ridicolizzate dalla polizia. Il report sottolineava già 13 anni fa come le protezioni legali offerte dalla costituzione sudafricana restino, nella pratica, insufficienti. Da allora, la situazione sembra peggiorare.
Il quadro africano
La crescente ondata di leggi anti-LGBTIQ+ già approvate o in via di approvazione in altri paesi africani, come Uganda, Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Zimbabwe, Burkina Faso, ha contribuito ad alimentare una retorica pericolosa anche in Sudafrica, dove la violenza contro la comunità queer evidenzia casi non isolati, che descrivono un trend peggiorativo inquietante ed evidenziano una contraddizione tra i progressi legali acquisiti nei decenni e la recrudescenza di crimini d’odio commessi dalla popolazione. Su Gay.it è attivo il canale Africa per tutti gli aggiornamenti (non solo brutte notizie).

Il regime di centro-sinistra e l’ombra della Russia
Il fenomeno di escalation di odio anti-LGBTIQ+ sollecita un’applicazione più incisiva delle norme esistenti, e chiama in causa il regime di centro-sinistra al governo dal 1994, incardinato sul partito di sinistra African National Congress (ANC), che ha indirizzi politici progressisti su temi sociali, inclusi i diritti delle minoranze queer, ma che cova al suo interno ampie correnti conservatrici che agitano le fobie verso le persone LGBTIAQ+ come armi di raccolta di consenso. Come è evidente, il quadro normativo e politico non sono sufficienti, se la cultura popolare e condivisa non innesca una marcia di evoluzione liberale e inclusiva.
Va sottolineato che il governo dell’ANC ha mantenuto stretti legami economici e politici con la Russia di Putin, specialmente in ambito commerciale ed energetico. Russia e Sudafrica fanno parte dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), coalizione economica che promuove la cooperazione tra economie emergenti. Negli ultimi anni, la Russia ha firmato svariati accordi economici con il Sudafrica, tra cui progetti relativi all’energia nucleare e consistenti patti commerciali. Una vicinanza accentuata anche dalla neutralità del Sudafrica riguardo alla guerra in Ucraina, posizione che ha suscitato critiche internazionali al governo di centro-sinistra dell’ANC.
Fonti
Mail & Guardian, The Citizen, IOL, SAnews, Mamba Online, Washingthon Blade (US), The Witness, DFA

