Svizzera, conservatori all’attacco per la legge contro l’omofobia

Ultimo ostacolo per la norma che punisce le discriminazioni per orientamento sessuale.

svizzera
2 min. di lettura

Una legge di censura. Questa la definizione che l’UFD e l’UDC hanno dato alla legge contro l’omofobia in Svizzera. La norma sarà sottoposta a una votazione popolare il prossimo febbraio 2020, dopo l’approvazione dalle Camere federali il 14 dicembre 2018, grazie al consigliere nazionale Mathias Reynard (PS), che dopo anni di battaglia è riuscito nel suo intento.

A remare contro e a promuovere il NO alla prossima votazione è Sylvie Ruffieux-Guignard, nonché la vice presidente dell’UDF. Secondo il partito conservatore (che usa la Bibbia come programma), punire le offese omofobe sarebbe illegittimo, perché limita la libertà di espressione. Era stata lei, a inizio anno, a indire una raccolta firme per richiedere un referendum popolare. In quasi un anno, ha raccolto oltre 70.000 firme (secondo la legge svizzera, ne occorrono 50.000).

Svizzera al voto: verrà cancellata la norma?

In realtà, non si tratta di una vera e propria legge, ma di una modifica a una norma penale. Difatti la riforma prevede la una modifica dell’articolo 261 bis del codice penale. Definito “norma antirazzista”, questo codice punisce i crimini d’odio legati a chi ha un’origine o una religione diversa. La modifica approvata ha inserito anche le discriminazioni per orientamento sessuale.

Secondo UDF e UDC, la norma li classificherebbe come omofobi nel caso in cui esprimessero opinioni riguardo il matrimonio egualitario, al quale sono naturalmente contrari.

 Marc Früh dell’UDF ha spiegato:

Un cittadino libero deve poter parlare di tutto senza temere accuse e denunce.

Assurda poi la tesi sostenuta dalla consigliera nazionale Verena Herzog (UDC):

In una società libera si deve poter ridere di tutto. […]  Se si tratta di umorismo buono o cattivo deve deciderlo l’ascoltatore e non certo un giudice.

Orientamento sessuale come obesità o handicap

A dire NO alla legge tutti i membri dell’UDF, tra cui la granconsigliera Katharina Baumann, la quale ha spiegato che non capisce la necessità di questa norma, e perché si deve tutelare l’orientamento sessuale e non le differenti età, le persone in sovrappeso o chi soffre di un handicap.

Infine, il NO arriva anche dal co-presidente di un comitato LGBT (contrario alla norma) ed esponente UDC, Michael Frauchiger:

Non abbiamo bisogno di essere degradati a minoranza bisognosa di protezione, ma vogliamo essere riconosciuti come una componente normale della società.

Cover: RSI.ch

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