Stando ai dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), più di 40 milioni di persone nel mondo necessitano una protesi. Tuttavia, a causa dei costi particolarmente elevati e un sistema non equipaggiato all’esigenze di chiunque, si rileva che solo 1 persona su 10 ha accesso ai dispositivi necessari per potersi spostare in piena autonomia.
Un problema che ha toccato sul personale Fabian Engel e Simon Oschwald, due designer svizzeri che hanno voluto proporre una soluzione differente: dopo un viaggio in Kenya nel Marzo 2018 – con l’obiettivo di unire il benessere delle persone alla salvaguardia dell’ambiente circostante– hanno fondato Circleg, progetto innovativo col fine di realizzare protesi fatte con plastica riciclata. I due hanno progettato i primi prodotti con la plastica della discarica a cielo aperto di Dandora, e fatto testare i prodotti –rafforzati da una fibra in vetro che ne aumenta stabilità e qualità – non solo agli specialisti, ma direttamente alle persone in maggiore difficoltà sul territorio.
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“Ciò che ci ha ispirato, e ci ispira ancora oggi, è vedere come possiamo usare le nostre competenze per avere un impatto positivo sulle persone e sull’ambiente” spiega Simon “Un’altra fonte di ispirazione sono i vari scambi con persone interessanti e organizzazioni innovative, nonché l’esposizione a culture, prospettive e luoghi diversi“.
Il progetto di Engel e Oschwald, che da tesi di laurea si sta evolvendo in una start-up in costante crescita, oltre a permettere l’accesso a protesi dal costo contenuto per chiunque, trova anche una soluzione ecologica per quei paesi, come il Kenya, sommersi da un eccesso rifiuti e privi di risorse sufficienti per permetterne il riciclaggio: “Il riciclaggio locale, la produzione e l’assemblaggio delle protesi Circleg creano posti di lavoro. Questi possono garantire un reddito ad alcune persone e alle loro famiglie” spiega Engel a Komo.

Trovando il giusto punto d’incontro tra ecosostenibilità e inclusività, i du designer sperano di contribuire alla sensibilizzazione di più persone in modo da scoprire ogni possibile alternativa a quelle mainstream, dicendo a GreenMe:”Più consapevolezza viene creata e più prospereremo verso una società inclusiva”.
