Tra i film più attesi del Festival di Cannes 2026, The Man I Love di Ira Sachs è ieri sbarcato sulla Croisette con un enorme carico di aspettative. Questo perché Sachs, 60enne dal 2012 sposato con il pittore Boris Torres e padre di due gemelli, Felix e Viva, è un maestro del cinema indie a stelle e strisce. Il regista era già stato a Cannes nel 2019 con Frankie, dopo aver portato quasi tutti i suoi film a Berlino. Vinto il Teddy Award con Keep the Lights On nel 2012, alla Berlinale si sono visti anche i bellissimi I toni dell’amore – Love Is Strange e Passages, senza dimenticare Little Men e l’ultimo Peter Hujar’s Day, in arrivo su MUBI domani, 22 maggio.
The Man I Love, la trama e il cast

The Man I Love si svolge alla fine degli anni ’80, un periodo in cui Ira Sachs viveva a New York, quando l’AIDS stava devastando le vite delle persone a lui care. Il regista ha attinto alle esperienze profondamente toccanti dei suoi amici e parenti di quel periodo, molti dei quali provenienti dal mondo dello spettacolo, con l’unico desiderio di catturare quei momenti di vera gioia e celebrazione. The Man I Love è a tutti gli effetti un omaggio alla loro memoria. Ambientata nella New York di fine anni ’80, la pellicola segue Jimmy George, artista della scena performativa downtown, in un momento sospeso tra malattia e morte, in cui però amore, desiderio e bellezza continuano a manifestarsi con forza vitale. The Man I Love è scritto da Sachs insieme a Mauricio Zacharias e vede nel cast anche Rebecca Hall, Tom Sturridge, Ebon Moss-Bachrach, Luther Ford, Ben Green e Dennis Courtis. Girato a New York nell’autunno del 2025, il progetto nasce da un lungo lavoro di scrittura sviluppato nell’arco di quindici anni da Sachs e Zacharias.
In un’intervista con The Ankler, Ira Sachs ha raccontato di essersi ispirato a Van Gogh di Maurice Pialat (in concorso nel 1991): “È un film straordinario sugli ultimi quattro mesi di vita di un artista. Eppure, è traboccante di vita, sesso, desiderio, creatività, musica e danza”. Ira Sachs ha concepito il suo film come una “fantasia musicale in una città in crisi”.
8 minuti di applausi hanno accompagnato la premiere mondiale del film a Cannes.
Ma com’è stato accolto The Man I Love dalla critica?
#Cannes2026: Rami Malek no primeiro clipe de ‘The Man I Love’, filme de Ira Sachs que estreia amanhã (20) na Competição Oficial.
Na Nova York do fim dos anos 1980, um ator de teatro vivendo com AIDS assume um possivelmente último grande papel. pic.twitter.com/LuL0ZmVMSq
— VHS CUT (@vhscut) May 19, 2026
“Un dramma peculiare e commovente, piccolo, delicato e sorprendentemente preciso, con un’interpretazione di Rami Malek che, se ci sarà giustizia, chiuderà finalmente la bocca a tutti i critici che sono sempre stati così sarcastici nei suoi confronti“, ha scritto Variety.
“L’interpretazione coraggiosa e incredibilmente realistica di Malek sarà ricordata a lungo, uno dei vertici della carriera di questo attore premio Oscar, che semplicemente incarna quest’uomo con dignità e determinazione, con i suoi giorni contati, ma il suo spirito intatto“, ha aggiunto Deadline.
“L’interpretazione di Malek nei panni di un Jimmy prossimo alla fine è il miglior lavoro che abbia mai fatto. Una scena in particolare è mozzafiato e ricorderà agli spettatori una scena classica simile con Ronee Blakley in Nashville“, si legge sull’HollywoodReporter.
“Un film difficile da assimilare e da maneggiare, ma che, nonostante tutto, lascia un segno profondo evitando i cliché legati al genere dei film sull’AIDS“, scrive Indiewire.
“La fedeltà storica è persino più coinvolgente e curata nei minimi dettagli rispetto a quanto Sachs avesse ottenuto nelle sue opere precedenti, ma non riesce mai a catturare il soggetto con lo stesso livello di dettaglio“, si legge sul The Film Stage.
“Rami Malek consegna ciò che è, senza dubbio, la sua migliore interpretazione fino a oggi“, aggiunge Next Best Picture.
“Malek è un attore il cui stile è inconfondibile, al pari di quello di John Malkovich o Jeff Goldblum. Ma funziona al meglio con una regia e una sceneggiatura leggere. Qui, però, le cose non si amalgamano del tutto“, scrive The Guardian.
“Nella spettacolare e sconvolgente visione di Sachs, scritta a quattro mani con il suo collaboratore di lunga data Mauricio Zacharias, assistiamo alle storie e ai ricordi che speriamo i nostri cari ci racconteranno quando non ci saremo più“, si legge su The Wrap.
“È un dramma conciso, composto da momenti e scene isolate, che resiste con forza al melodramma e alla falsa emozione, al punto da essere tanto enigmatico quanto empowering e non ricattatorio“, si legge su Screen International.
“Seguiamo il malessere esistenziale di un protagonista della scena teatrale off. Jimmy George (Rami Malek al peggio del birignao intellettual-gay) dovrebbe andare in scena con una pièce molto d’avanguardia ma l’infelicità e (scusate) la «cagneria» gli impediscono di portare a termine quello che vorrebbe. Oltre al solito cupio dissolvi che gli fa tradire il fedele compagno che si prende cura delle sue malattie per un giovane vanaglorioso e superficiale. Niente di nuovo ma molte ambizioni sprecate come allievo del new american cinema“, ha scritto Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera.
“Tutt’altro che disprezzabile, The Man I Love neppure convince del tutto, facendo dei suoi stessi pregi altrettanto difetti: Malek, a tratti fin troppo memore del suo Freddie Mercury, dà troppa enfasi, leziosità e gaiezza al suo personaggio, Sachs finisce per tradurre miniato e minimale nel minore, financo bozzettistico, consegnando allo schermo un diorama sentitissimo, sì, ma sottovetro, sottovuoto, poco risolutivo e persistente“, ha scritto Federico Pontiggia su Cinematografo.
“Il film come minimo arriva in ritardo di quarant’anni: sembra quasi un’involontaria parodia del capolavoro maledetto Cruising, di William Friedkin. Rami Malek, protagonista assoluto, è di per sé un attore pieno di cliché: in parrucca bionda (sul palco del teatro) o in canotta sudata (nelle dark room allora in voga) è inguardabile“, scrive Alberto Crespi su Repubblica.
The Man I Love di Ira Sachs, la distribuzione italiana
Rami Malek cries during an 8-minute standing ovation for his gay drama “The Man I Love” at #Canneshttps://t.co/ZToFIG1wrw pic.twitter.com/aBI1r8rzwe
— Variety (@Variety) May 20, 2026
Be Water Film ha acquisito i diritti di distribuzione italiana di The Man I Love di Ira Sachs, in concorso al 79° Festival di Cannes. L’uscita italiana del film verrà annunciata prossimamente.
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