Edward Schmit è uno scrittore che vive e lavora a New York. Da appassionato di teatro a grafico e direttore creativo, si è avvicinato al tennis grazie agli US Open, inizialmente da lui vissuti come evento simbolo della Grande Mela. Per poi innamorarsi di quello sport che vede il nostro Jannik Sinner attuale dominatore e domandarsi: “ma dove sono i tennisti gay?”.
Schmit ha così scritto il suo primo romanzo, “The Open Era“, che racconta la storia d’amore tra Austin Hardy, tennista da poco professionista e da tempo dichiaratamente gay, e Diego Cruz, “molto attraente, molto talentuoso e probabilmente etero”.
In uscita il 2 giugno, The Open Era conferma il boom dei libri romance gay degli ultimi anni, da Rosso, bianco & sangue blu a Heartstopper fino a Heated Rivalry e all’ultimo Boyfriend Material, pronto a diventare serie tv grazie alla A24.
The Open Era, parla Edward Schmit

Intervistato da Queerty, Edward Schmit ha così presentato la sua fatica: “Inizia come un’amicizia, perché Diego è etero. Ma Austin si chiede perché gli dedichi così tanta attenzione e se questa amicizia possa trasformarsi in qualcosa di più”. “Penso che sia una situazione in cui molti possono riconoscersi”. “Il protagonista, Austin Hardy, ha 20 anni e questa è la prima vera volta che inizia ad innamorarsi. Vive gli alti e bassi di una leggera ossessione per una cotta, pendendo dalle sue labbra. Si assiste al primo accenno dell’inizio della loro relazione. La storia si svolge nell’arco di due settimane degli US Open, e nient’altro. In due settimane possono succedere tante cose, soprattutto se si è impegnati in un torneo del Grande Slam. Ma loro devono fare i conti con gli impegni tennistici e cercare di ritagliarsi del tempo per vedersi”.
Appena è uscito Challengers di Luca Guadagnino, Schmit si è precipitato al Cinema, anche se nel suo libro non c’è alcun menage-a-trois con una donna. Ma ci sono state anche altre ispirazioni per lo scrittore:
“Mi piace molto il romanzo “Rosso, bianco & sangue blu” e il suo adattamento cinematografico. Credo che sia stato una grande fonte d’ispirazione per comprendere il genere romance in generale. Ho anche letto la biografia di Andre Agassi, “Open”, che offre uno sguardo incredibile su cosa significhi essere un tennista professionista al culmine della carriera. Crescendo, al liceo e all’università avrei voluto avere più storie d’amore queer da guardare e leggere, soprattutto da giovane. Quando sono cresciuto un po’, ho cercato in lungo e in largo e ho scritto un libro che avrei apprezzato leggere da giovane”.
In The Open Era Schmit affronta il tema della salute mentale, perché quando Austin e Diego si incontrano per la prima volta l’ansia di Austin lo travolge.
“Austin soffre di disturbo d’ansia generalizzato. È qualcosa con cui convive. E tutto questo influisce profondamente sul suo gioco. È incredibilmente frustrante: essere così talentuoso, ma avere problemi di salute mentale che ti remano contro. E lui non ha gli strumenti per farcela. Quando si qualifica per gli US Open, il torneo di tennis più importante del mondo, e fa notizia per essere entrato nella storia come il primo uomo gay a competere in un Grande Slam, è troppo per la sua salute mentale. Volevo che il suo percorso fosse realistico. Penso che spesso siamo restii a parlare apertamente della nostra salute mentale o a fare il duro lavoro necessario per guarire. Questo si percepisce chiaramente nel personaggio di Austin. Anch’io soffro di disturbo d’ansia generalizzato. Molto di Austin mi rispecchia. Ha alcuni sintomi d’ansia piuttosto strani, e io ci ho messo del mio. Però un’opera di finzione!”.
Secondo Schmit, che ha voluto imparare a giocare prima di iniziare a scrivere, c’è un certo tipo di correlazione tra il tennis e la comunità gay: “Il tennis è impegnativo, perché è uno sport individuale. Sei solo tu là fuori. Qualsiasi rumore e qualsiasi distrazione possono insinuarsi nella tua mente. Spesso ci sentiamo come se fossimo “noi contro il mondo”, almeno finché non troviamo una grande comunità di amici che ci supportano. Ci si sente soli finché non si fa coming out. Posso sicuramente capire questa sensazione”.
Nella storia del tennis maschile solo due atleti professionisti in attività hanno fatto coming out. Il brasiliano Joao Lucas Reis da Silva, che nel 2024 ha presentato il fidanzato sui social e lo scorso febbraio è diventato il primo di sempre ad entrare nel tabellone principale di un torneo ATP, e il 22enne svizzero Mika Brunold, che nel 2025 ne ha seguito le orme debuttando anche in Coppa Davis con la Svizzera.
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