Nel 2027 arriverà nelle sale The Resurrection of the Christ, l’atteso sequel de La Passione di Cristo di Mel Gibson. A più di vent’anni dal successo mondiale del 2004, il regista australiano torna a raccontare il mistero della resurrezione di Gesù, con un progetto imponente che coinvolge Cinecittà, la Basilicata e un cast completamente rinnovato. Tra i nomi più attesi c’è quello di Jaakko Ohtonen, attore finlandese che raccoglie l’eredità di Jim Caviezel e si prepara a vestire i panni del Gesù di Gibson. Una scelta che è destinata a far discutere, non solo per il rilievo artistico, ma anche per le posizioni pubbliche di Ohtonen a favore della comunità LGBTQIA+.

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Il ritorno di Mel Gibson con The Resurrection of the Christ
Le riprese del film inizieranno nei primi mesi del 2026, con Matera ancora una volta al centro della scena. La città dei Sassi, già protagonista del film originale, ospiterà parte delle riprese insieme ad altri borghi del Sud Italia come Ginosa, Laterza, Gravina e Altamura.
Il sindaco Antonio Nicoletti ha confermato che l’amministrazione comunale sarà al fianco della produzione per garantire la tutela dei luoghi e il coinvolgimento delle maestranze locali. Anche la Lucana Film Commission ha accolto con entusiasmo il ritorno di una produzione internazionale di tale portata, definendolo a RaiNews “una conferma della forza attrattiva della Basilicata e di Matera come set cinematografico di rilievo mondiale”.
L’opera sarà distribuita da Lionsgate in due parti: la prima uscirà il Venerdì Santo del 2027, la seconda il giorno dell’Ascensione, il 6 maggio. Gibson, che ha co-scritto la sceneggiatura con Randall Wallace (Braveheart), ha descritto il film come “un viaggio psichedelico di straordinaria intensità”, come riporta Variety, centrato sui tre giorni successivi alla crocifissione di Cristo.
Un cast completamente rinnovato
Rispetto al film del 2004, The Resurrection of the Christ presenta un cast completamente nuovo. Al posto di Jim Caviezel, sarà Jaakko Ohtonen a interpretare Gesù. Accanto a lui, Mariela Garriga (vista in Mission: Impossible – Dead Reckoning) sarà Maria Maddalena sostituendo Monica Bellucci, Kasia Smutniak vestirà i panni di Maria, mentre Riccardo Scamarcio interpreterà Ponzio Pilato. Tra i nomi confermati anche Pier Luigi Pasino nel ruolo di Pietro, Eduardo Scarpetta in quelli di Paolo e Rupert Everett in un personaggio secondario ma cruciale, ancora top secret.
Una fonte vicina alla produzione ha dichiarato a Variety: “La resurrezione di Cristo avviene tre giorni dopo la crocifissione. Aveva senso rifare il cast di tutto il film. Altrimenti saremmo dovuti ricorrere a una serie di accortezze digitali, come il ringiovanimento e così via, che sarebbero state molto costose”.
Le riprese principali si terranno tra Cinecittà e le location del Sud Italia, con l’obiettivo di mantenere la stessa autenticità linguistica e storica del primo film: Gibson ha infatti confermato l’uso di dialoghi in aramaico, latino ed ebraico per garantire la massima fedeltà all’ambientazione originale.
Jaakko Ohtonen: il nuovo volto di Gesù

Nato nel 1989 a Oulu, in Finlandia, Jaakko Ohtonen si è formato presso l’Università di Tampere ed è noto per le sue interpretazioni intense e fisiche. Ha recitato in produzioni internazionali come The Last Kingdom, dove ha interpretato il guerriero danese Wolland, e in Vikings: Valhalla.
Con il ruolo di Gesù, Ohtonen compie un salto di carriera decisivo, diventando il protagonista di una delle produzioni religiose più attese del decennio. La scelta di un attore scandinavo rappresenta anche un segnale di apertura verso una visione più universale della figura di Cristo, lontana dalle consuete rappresentazioni mediterranee.
Accanto all’interesse artistico, il nome di Ohtonen è tornato al centro dell’attenzione anche per un motivo diverso. Nel giugno 2019, durante il mese del Pride, l’attore aveva pubblicato su Instagram un messaggio di solidarietà rivolto alla comunità LGBTQIA+. Scriveva:
“Vi auguro un fine settimana pieno d’amore! Sono qui nella Lapponia occidentale, nel mezzo della foresta, divorato dalle zanzare, ma mando calorosi saluti da lontano a coloro che partecipano alle marce e ad altre iniziative divertenti. L’amore appartiene a tutti!”.
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Il post era accompagnato da una sua foto in una t-shirt con scritte arcobaleno. Un gesto sufficiente a definire la sensibilità di un attore che, pur non essendosi mai schierato politicamente, ha espresso apertamente sostegno ai valori di uguaglianza e libertà.
Un Gesù “ally” in un film religioso
La scelta di un interprete vicino alle istanze LGBTQIA+ per un film a tema religioso non è passata inosservata. Se il primo La Passione di Cristo era stato lodato per l’impatto visivo ma criticato da una parte per la rappresentazione estremamente violenta e per il messaggio teologico rigido, il nuovo capitolo potrebbe offrire un’interpretazione diversa, più introspettiva e aperta.
Non si conoscono ancora le posizioni personali di Ohtonen sulla fede o il suo approccio spirituale al ruolo, ma il suo passato pubblico suggerisce un’attenzione alle tematiche umane e sociali. In più occasioni, l’attore ha parlato di cinema come “strumento di empatia”, sottolineando l’importanza di “ascoltare le storie degli altri e viverle dall’interno”.
Per alcune frange particolarmente conservatrici, il suo arrivo nel progetto di Gibson rappresenta un piccolo cortocircuito culturale: lo stesso regista è stato spesso associato a posizioni conservatrici – fervido sostenitore di Donald Trump – e a un immaginario cattolico tradizionalista, eppure non ha escluso nel cast la presenza di un attore nordico, progressista e vicino alla cultura della tolleranza.
L’attesa per il 2027
Mentre la produzione procede tra Matera e Cinecittà, cresce la curiosità attorno al tono e all’estetica del film. Dopo il successo monumentale del primo capitolo – oltre 610 milioni di dollari incassati nel mondo – The Resurrection of the Christ promette di coniugare tecnologia avanzata e rigore storico.
Il 2027 sarà quindi un anno importante per Mel Gibson e per l’intero cast, ma anche un momento di verifica per un pubblico sempre più attento alla rappresentazione e alla coerenza etica delle opere cinematografiche.
Che il nuovo Gesù di Gibson possa incarnare una figura più empatica e universale, capace di parlare anche a chi non si riconosce nelle dottrine tradizionali, sarà uno dei temi più discussi nei prossimi mesi.
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