Torino, persona gay rimpatriata in Gambia dopo aver chiesto asilo politico all’Italia

“Questo è uno dei tanti episodi di rimpatrio di persone LGBTQIA+ a cui non è stato garantito il diritto di asilo. Il codice penale gambiano punisce l'omosessualità con il carcere a vita”.

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Rimpatriato in un Paese africano dove essere omosessuali è reato. É Arcigay Torino, dopo le segnalazioni degli avvocati Rullo Simona e Giovetti Andrea, a denunciare il ripatrio forzato di una persona gambiana detenuta nel CPR di corso Brunelleschi a Torino che aveva presentato domanda di asilo politico, in quanto omosessuale.

La commissione territoriale non si è limitata a non riconoscerlo come persona appartenente alla comunità LGBTQIA+. Il ragazzo è stato addirittura deportato verso il Gambia, suo Paese natio, a 15 giorni dall’udienza per il ricorso, presentato a seguito del giudizio negativo espresso dalla commissione territoriale. Dunque non si è dato tempo al ricorso: E.J. è stato già rimpatriato.

La denuncia di Arcigay Torino

Questo è uno dei tanti episodi di rimpatrio di persone LGBTQIA+ a cui non è stato garantito il diritto di asilo. In questo caso vogliamo ricordare che il codice penale gambiano punisce l’omosessualità, considerata come un atto contro natura con addirittura il carcere a vita”, ha dichiarato Lara Vodani presidente di Arcigay Torino. ”Tutte le persone migranti razzializzate non sono tutelate in Italia, dove invece avrebbero il diritto di essere accolte; le persone migranti LGBTQIA+ subiscono maggiori discriminazioni per la propria identità che, in molti casi, non è accettata né negli Stati di Provenienza né negli Stati in cui si trasferiscono”. “Il caso del sig. E.J ci mostra che ancora una volta non è stata rispettata l’identità della persona e che è stato rimpatriato dove sarà nuovamente perseguitato”. “Non possiamo più permetterci che vengano prima l’indifferenza e norme razziste al diritto alla dignità e alla vita. Il sig. E.J. non potrà più tornare indietro ma insisteremo per evitare che ci siano altre situazioni simili”.

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I Paesi (mai) sicuri del governo Meloni

Nel 2024, come dimenticarlo, il governo Meloni presentò una lista aggiornata di “Paesi sicuri” precedentemente redatta nel 2019 dall’allora Ministero dell’Interno Matteo Salvini ai fini della valutazione della domanda di asilo.

19 Paesi tutt’altro che sicuri per i migranti appartenenti alla comunità LGBTQIA+, comprendendo ad esempio Algeria, Egitto, Ghana, Marocco, Senegal, Tunisia e per l’appunto Gambia, dove l’omosessualità è illegale con pena detentiva massima che abbraccia il carcere a vita. In Gambia le coppie omosessuali non hanno alcun riconoscimento legale. Richiedenti asilo LGBTQIA+ in fuga da un inferno che dalla nostra Italia vengono rispediti nei rispettivi Paesi omobitransfobici, dove saranno perseguitati a vita.

“Vogliamo con questo comunicato denunciare, non solo l’arbitrarietà della decisione della commissione territoriale, che sovradetermina l’orientamento sessuale del soggetto in questione, negando la veridicità del suo coming out, ma anche la forzata deportazione che impedirebbe al sig. E.J. di difendersi in sede di ricorso, come sarebbe nei suoi diritti”, hanno aggiunto da Arcigay Torino. “Questo comportamento, ai danni di una persona razzializata e appartenente alla comunità LGBTQIA+ è inaccettabile in un paese civile. Inoltre la deportazione impedirà al signore di potersi difendere in sede di tribunale, come dovrebbe essere garantito a chiunque”.

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