C’è una storia gay, censurato in Tunisia Chiamami Col Tuo Nome

Il film di Luca Guadagnino non ha ottenuto il visto del governo tunisino. Cancellato dalle sale.

Niente proiezione di Chiamami Col Tuo Nome per i cinefili tunisini: la censura si abbatte sul film tratto dal romanzo di André Aciman.

Previsto al cinema La Colisée di Tunisi, Chiamami Col Tuo Nome è uscito dalla programmazione senza nemmeno vedere la sala. A deciderlo il governo tunisino, che attraverso il ministero degli Affari Culturali ha vietato la visione del film nel Paese.

La Tunisia, l’unico stato nordafricano in cui ha attecchito la rivoluzione dei gelsomini, portando il paese pur tra mille contraddizioni nella democrazia, resta ancora una terra ostile sul tema dell’omosessualità: basti ricordare gli abusi subiti da diversi attivisti gay da parte delle forze dell’ordine e dei loro famigerati test anali.

Proprio la storia d’amore omosessuale tra i due protagonisti del film Elio e Oliver, interpretati da Timothée Chalamet e Armie Hammer, sarebbe il motivo del bando caduto sul film di Luca Guadagnino, anche se nulla di ufficiale è emerso dai funzionari del governo che si sarebbero limitati ad emettere un divieto per via orale.

Non sarebbe la prima volta che un film a tematica LGBT viene censurato nella Tunisia democratica: nel 2013 la stessa sorte è toccata alla Vita di Adele, del franco-tunisino Kechiche.

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