Messo alle strette dai principali leader europei, Victor Orbán ha diffuso tutta una serie di bugie per difendere la legge contro la propaganda LGBT appena approvata in Ungheria. Menzogne facilmente dimostrabili, come esplicitato dall’attivista Luca Dudits.
Orbán ha affermato che “non esiste una legge sull’omosessualità” in Ungheria. La verità è che la legge da poco approvata fa per sei volte riferimenti espliciti all’omosessualità, nel contesto della dichiarazione secondo la quale sarà ora “vietato mettere a disposizione dei minori di diciotto anni qualsiasi (…) contenuto [che] promuova o ritragga deviazione dall’identità personale in linea con il sesso di nascita, la riassegnazione di genere e l’omosessualità”.
Orbán ha affermato che “la legge riguarda l’educazione sessuale dei bambini indipendentemente dal suo contenuto“. La verità è che solo la “promozione” e la “rappresentazione” dell’omosessualità sono state vietate, e non la rappresentazione dell’eterosessualità, priva di alcuna restrizione. È vero che la legge vieta anche i contenuti che “dipingono la sessualità come avente uno scopo in sé”, ma mentre il divieto di rappresentazione dell’eterosessualità viene applicato solo selettivamente a tali rappresentazioni, esiste un divieto generale di rappresentazione dell’omosessualità e delle identità transgender in qualsiasi forma.
Orbán ha anche affermato che “spetta ai genitori decidere come i bambini debbano venire a conoscenza della questione della sessualità“. Peccato che questa legge faccia il contrario, limitando i diritti dei genitori: non sarà più possibile per i genitori insegnare ai propri figli ad accogliere le persone gay, lesbiche e transgender nelle proprie vite. A causa dei divieti del Child Protection Act e del Family Protection Act, se un genitore acquisterà al figlio un romanzo per ragazzi con un personaggio LGBTQI o guarderà un film che raffigura un personaggio LGBTQI con un bambino di età inferiore ai 18 anni, violerà la legge.
Orbán ha poi incredibilmente affermato di voler “proteggere i diritti dei ragazzi gay“. La verità è che nel 2003 Orbán ha votato contro una legge contro l’omotransfobia, nel 2007 e nel 2009 ha votato contro la legge sulle unioni civili. Nel 2011, invece, ha votato a favore della legge che vieta esplicitamente il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e nel 2013 ha votato a favore di una legge che ha introdotto una definizione escludente di famiglia. Ha poi votato a favore per abolire l’Autorità per la parità di trattamento nell’autunno del 2020 e ha anche votato a favore della limitazione dell’adozione da parte delle persone non sposate. Non contento, ha cancellato le persone transgender per via costituzionale.
Infine, Orbán ha affermato che “è un difensore dei diritti, un combattente per la libertà durante il comunismo quando l’omosessualità era ancora punita“. La realtà è che Viktor Orbán è nato nel 1963. L’omosessualità non è più punita dalla legge ungherese dal 1962. All’epoca Orbán aveva un anno. A meno che non combattesse dalla culla, l’ennesima, gigantesca cazzata del primo ministro più pericoloso d’Europa.
