Valentina Petrillo alle Paralimpiadi 2024: “Meglio essere una donna felice e lenta che un uomo infelice e veloce”

Ad assistere alle imminenti gare paraolimpiche anche l'ex moglie Elena e suo figlio Lorenzo.

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Partiranno oggi le Paralimpiadi 2024 di Parigi, con Valentina Petrillo prima storica atleta trans a gareggiare. 50 anni, e affetta dalla malattia di Stargardt, Petrillo è diventata il bersaglio della retorica transfobica che ha già contaminato le Olimpiadi di Parigi con le fake news che hanno travolto Imane Khelif. Dalla Spagna sono arrivate accuse ridicole e infondate da parte dello staff di Melani Berges, atleta battuta proprio da Petrillo sui 200 metri ai Mondiali dello scorso anno, con l’avvocata della velocista spagnola che ha accusato “l’uomo Fabrizio “Valentina” Petrillo” di aver “rubato il posto” alla sua assistita. Peccato che siano le singole federazioni a decidere chi spedire alle Olimpiadi, dopo che i singoli atleti hanno “sbloccato” gli slot a disposizione per ogni Paese attraverso le proprie gare stagionali.

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Petrillo, da questo punto di vista, evita ogni polemica, guardando alla propria storica partecipazione.

Parigi 2024 è il mio sogno che si realizza. Lo avevo da quando ero piccola. Mi sono innamorata dell’atletica leggera vedendo il mio mito Pietro Mennea vincere le Olimpiadi di Mosca. Da quel momento ho cercato di raggiungere quel sogno. Le Olimpiadi sono diventate Paralimpiadi, perché all’età di 14 anni mi è stata diagnostica la malattia di Stargardt, che mi ha resa ipovedente“, ha sottolineato al Corriere.

Alla BBC Valentina ha ribadito di non avere “la sensazione di rubare qualcosa. Meglio essere una donna felice e lenta che un uomo infelice e veloce. Ha un grande valore per me come sportiva, ma ha anche un valore culturale e sociale molto importante in assoluto perché anche a livello paralimpico si potrà vedere una atleta transgender, che rompe un po’ schemi e stereotipi. Spero si parli delle persone transgender per il loro valore di persone e, nel mio caso, per i valori sportivi“.

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Cronometro alla mano, i risultati di Valentina sono infatti peggiorati dopo la transizione, smontendo altre fake news.

Nel 2017 Petrillo correva i 150 metri in 19.31 secondi, mentre nel 2021 in 20.05 secondi, con un peggioramento del 3.832%.

Nel 2018 Petrillo correva i 200 metri in 24.94 secondi contro i 25.86 secondi del 2022, con un peggioramento del 3.689%.

Nel 2017 Petrillo correva i 400 metri in 57.70 secondi contro i 62.41 secondi del 2023, con un peggioramento dell’8.163%.

Ad oggi sono 40 le associazioni femministe che hanno ufficialmente protestato contro la sua presenza a Parigi. L’Alliance Against the Erasure of Women ha diramato un comunicato ad hoc, rimarcando come “diverse associazioni femminili, consorzi e Ong nazionali e internazionali si sono rivolti al Comitato paralimpico spagnolo per contestare la qualificazione di Petrillo, sostenendo che aveva gareggiato con un vantaggio in una categoria che non corrispondeva alla sua, e per rivendicare quel posto per l’atleta spagnola Berges”. Peccato che non sia propriamente così, come già scritto. Se Melani Berges non partecipa alle Paralimpiadi è perché il suo Paese, la Spagna, ha deciso di mandare a Parigi un’altra atleta al suo posto. Petrillo non ha colpe.

Prima di fare coming out nel 2018 come donna trans, Valentina è stata sposata con Elena, con la quale ha avuto un figlio, Lorenzo.

Entrambi saranno a Parigi per vederla correre i 200 metri e i 400 della categoria T12. Al suo fianco c’è sempre anche il mental coach Luca Catalano, che l’aiuta “a rimanere concentrata sullo sport”, andando oltre le polemiche e gli insulti.

Sognando una medaglia Olimpica che sarebbe doppiamente storica.

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