Vanessa Nakate, chi è la giovane attivista ugandese che lotta per l’ambiente

24 anni, una laurea in economia e tante battaglie aperte: in poco tempo è diventata la voce dell’Africa inascoltata.

Vanessa Nakate Gay.it
Vanessa Nakate Gay.it
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Ha solo 24 anni, ma Vanessa Nakate ha già imparato a far sentire la sua voce. Sotto i riflettori dopo il discorso che ha commosso il pubblico alla Youth4Climate di Milano poco prima della collega Greta Thunberg, Vanessa in realtà si occupa di ambientalismo dal 2019 e ha scoperto i Fridays For Future proprio grazie alla piccola Greta. Originaria dell’Uganda, dove tutt’ora vive e opera la maggior parte delle sue lotte ambientaliste, è diventata anche il simbolo del Sud del mondo che vuole far sentire la propria voce.

L’ascesa di Vanessa Nakate come attivista ambientale è iniziata al COP25 di Madrid nel 2019. Allora, c’era già chi iniziava ad affiancarla a Greta, ma Vanessa era ancora inesperta e non si sentiva a suo agio parlando di fronte alle telecamere. Poi, il World Economic Forum di Davos. Da qui, dopo essere stata esclusa da una foto ufficiale di gruppo, è diventata portavoce di quell’Africa che, storicamente, produce meno emissioni di tutti i Paesi del mondo (dopo l’Antartide) ma comunque subisce più di tutti i danni del cambiamento climatico. Sempre più convinta della sua battaglia ambientalista, col tempo è diventata fondatrice di Rise Up Movement Africa, per sensibilizzare i giovani africani sulla crisi climatica, e 1millionActivist Stories, con lo scopo di condividere e far conoscere le storie di tutti gli attivisti impegnati nelle diverse lotte in giro per il mondo.

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Il timore di Vanessa per i discorsi pubblici sembra essere sparito e la giovane, laureatasi in economia alla Makerere University, continua le sue battaglie per i disastri climatici in Africa, tra l’innalzamento delle acque del Lago Vittoria, la deforestazione in Congo e, soprattutto, le compagnie petrolifere del carbone.

«Per molti di noi, ridurre ed evitare non è più sufficiente. È tempo che i leader mettano le perdite e i danni al centro delle trattative sul clima». Tra azioni di protesta pacifiche, come appendere striscioni con la scritta “Mi state prendendo in giro?” fuori dai palazzi governativi, e i suoi profili social Instagram e Twitter, Vanessa è decisa a dimostrare che i bei discorsi non devono rimanere solo parole. E il suo viaggio è solo iniziato.

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