Ha solo 24 anni, ma Vanessa Nakate ha già imparato a far sentire la sua voce. Sotto i riflettori dopo il discorso che ha commosso il pubblico alla Youth4Climate di Milano poco prima della collega Greta Thunberg, Vanessa in realtà si occupa di ambientalismo dal 2019 e ha scoperto i Fridays For Future proprio grazie alla piccola Greta. Originaria dell’Uganda, dove tutt’ora vive e opera la maggior parte delle sue lotte ambientaliste, è diventata anche il simbolo del Sud del mondo che vuole far sentire la propria voce.
L’ascesa di Vanessa Nakate come attivista ambientale è iniziata al COP25 di Madrid nel 2019. Allora, c’era già chi iniziava ad affiancarla a Greta, ma Vanessa era ancora inesperta e non si sentiva a suo agio parlando di fronte alle telecamere. Poi, il World Economic Forum di Davos. Da qui, dopo essere stata esclusa da una foto ufficiale di gruppo, è diventata portavoce di quell’Africa che, storicamente, produce meno emissioni di tutti i Paesi del mondo (dopo l’Antartide) ma comunque subisce più di tutti i danni del cambiamento climatico. Sempre più convinta della sua battaglia ambientalista, col tempo è diventata fondatrice di Rise Up Movement Africa, per sensibilizzare i giovani africani sulla crisi climatica, e 1millionActivist Stories, con lo scopo di condividere e far conoscere le storie di tutti gli attivisti impegnati nelle diverse lotte in giro per il mondo.
“How long shall the land mourn, the farms lay in ruins, the herbs of every field wither, the animals perish? Are we to watch them die of thirst in the droughts and gasp for air in the floods?” pic.twitter.com/mmCu5fSGBX
— Vanessa Nakate (@vanessa_vash) September 28, 2021
Il timore di Vanessa per i discorsi pubblici sembra essere sparito e la giovane, laureatasi in economia alla Makerere University, continua le sue battaglie per i disastri climatici in Africa, tra l’innalzamento delle acque del Lago Vittoria, la deforestazione in Congo e, soprattutto, le compagnie petrolifere del carbone.
«Per molti di noi, ridurre ed evitare non è più sufficiente. È tempo che i leader mettano le perdite e i danni al centro delle trattative sul clima». Tra azioni di protesta pacifiche, come appendere striscioni con la scritta “Mi state prendendo in giro?” fuori dai palazzi governativi, e i suoi profili social Instagram e Twitter, Vanessa è decisa a dimostrare che i bei discorsi non devono rimanere solo parole. E il suo viaggio è solo iniziato.
