Dopo la querela di Paola Egonu, Vannacci si scusa con la pallavolista: “È un’italiana di cui andiamo orgogliosi”

"Mi auguro di avere l'opportunità di incontrare la signora Egonu, per avere anche la possibilità di chiederle un autografo".

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A poche settimane dal voto per le europee 2024, che lo vedranno candidato in quota Lega, Roberto Vannacci ha dovuto prendere carta e penna per scusarsi ufficialmente con Paola Egonu, stella del volley tricolore.

La pallavolista italiana ha infatti querelato Vannacci per le sue parole sui “tratti somatici” della diretta interessata. Ne “Il Mondo al Contrario“, suo primo chiacchieratissimo e vendutissimo libro che grondava xenofobia e omofobia, Vannacci aveva scritto di Egonu che “anche se è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità“.

Paola decise di trascinare Vannacci in tribunale. La procura di Lucca aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo ma la difesa dell’azzurra del volley si è opposta e il giudice ha fissato l’udienza per la discussione dell’opposizione il 14 giugno.

Ad un mese esatto dall’udienza sono arrivate le scuse del generale.

A seguito delle incomprensioni che si sono verificate dal momento della pubblicazione, è mia intenzione fornirle I’interpretazione autentica delle parole e delle espressioni da me usate nei suoi confronti“, si legge nella lettera pubblica firmata da Vannacci. “Senza alcuna intenzione offensiva, ritengo che le diversità e le differenze di religione, di cultura, di origini, di etnia rappresentino una ricchezza per la società e non vadano travisate con la discriminazione. Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera“.

Lei, infatti, è italianissima – ha aggiunto Vannacci -, è una italiana di cui andiamo orgogliosi: una persona che, per quanto di origini diverse, ha scelto di rappresentare il nostro paese e di aderire senza alcuna riserva agli ideali fondanti della nostra Repubblica assurgendone a simbolo e a rappresentante nel mondo agonistico. La sua diversità, rispetto alle evidenti caratteristiche somatiche della maggioranza della popolazione italiana, è una ricchezza, una risorsa, una peculiarità che la distingue e le fa onore. Spero, signora Egonu, di avere compiutamente esplicato il senso delle mie espressioni e mi rallegrerei se in futuro, a sua discrezione, fosse possibile un amichevole incontro tra noi che mi permetta di esprimerle a voce i miei più sinceri sentimenti di viva cordialità e chiederle un un autografo“.

Massimiliano Manzo, legale di Vannacci in questo specifico provvedimento, si è detto a LaRepubblica molto soddisfatto della lettera di chiarimenti del suo assistito. “Credo che, da un’attenta lettura delle sue dichiarazioni, non trasparisse alcuna forma di denigratoria dichiarazione di superiorità di un’ etnia rispetto a un’altra. ll mio assistito, nell’esprimere alcune sue opinioni nel noto libro, ha solo voluto sottolineare alcune sue idee, ma senza mai essere offensivo. Ritengo, Comunque, anche se lo aveva già spiegato a più riprese, che abbia fatto bene ad offrire pubblicamente una interpretazione autentica del suo pensiero“.

Da parte di Paola Egonu, per ora, regna il silenzio più assoluto. Solo pochi giorni fa Vannacci è tornato in tv a definire ‘anormali’ le persone omosessuali, sottolineando come omosessuali non si nasca. Travolto dalle polemiche, sui social ha puntualizzato: “finché la scienza non troverà il gene dell’omosessualità, vorrà dire che non si nasce omosessuali“.

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