24 ore dopo il 45esimo anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini, il poeta e regista è stato indegnamente citato alla Camera dei Deputati da Vittorio Sgarbi, che ha del tutto gratuitamente parlato di ‘pedofilia’ nell’attaccare l’articolo sei del DDL Zan, che punta ad istituire una Giornata contro l’Omotransfobia nelle scuole.
Il deputato Pd, nonché relatore della legge, si è concesso una lunga replica al deputato Sgarbi, dicendosi giustamente basito per le sue gravi affermazioni, per poi ribadire la realtà che si cela dietro l’articolo tanto contestato dalla destra nazionale.
“Stiamo parlando di condizioni personali, di persone, bambini, ragazzi. I fenomeni di bullismo e discriminazione avvengono prevalentemente nelle scuole primarie, dove ci sono indici elevatissimi di discriminazioni“, ha sottolineato Zan. “Le iniziative qui previste non trattano educazione sessuale né guardano all’effettività. L’articolo 6 promuove iniziative finalizzate a promuovere cultura, rispetto e inclusione. A contrastare i pregiudizi”. Il deputato Pd si è poi rifatto alle proprie esperienze scolastiche, prima di affondare il colpo.
Parto anche dalla mia storia, quando alle medie e alle elementari anche io ho subito discriminazioni, e non c’era nessun professore a dirmi ‘guarda che tu sei esattamente come tutti gli altri’. Fare questo polverone, parlando di sessualità e addirittura di pedofilia, additando sempre la questione dell’omosessualità come se fosse una malattia. Sono stanco, nel 2020, di sentire espressioni che sono il frutto dei periodi più bui della discriminazione. La scuola deve essere il luogo del rispetto e dell’inclusione, non della discriminazione.
Mercoledì mattina, ore 09:30, si riparte con due voti segreti su due emendamenti presentati da Fratelli d’Italia. La battaglia finale si gioca tutta sull’articolo 6, l’ultimo da approvare. A segure l’intervento di Giorgia Meloni, che ha accusato la maggioranza di voler fare ‘indottrinamento gender’ nelle scuole.

riferito all'intervento della meloni: non è che forse i bambini già dalla nascita li obblighiamo ad essere maschi o femmine solo perché il fisico gli ha dato il pene o la vagina? e poi se seguisse la scuola o a maggior ragione sua figlia, scoprirà che durante l'analisi grammaticale si definisce maschile o femminile una persona. E chi dice che siamo contro natura, la natura non sa cos'è! Nella vera natura anche animali omosessuali crescono cuccioli senza problemi; forse perché i cuccioli li vedono con lo stesso muso che non li distinguono se sia maschio o femmina? Allora prendiamo esempio da loro.
Bravissimo Zan! La miglior risposta possibile ai discorsi deliranti, offensivi e nauseabondi di gentaglia come Sgarbi. Troppi di noi hanno subito bullismo omofobico fin da piccoli, già alle elementari. L'educazione al rispetto nelle scuole è fondamentale.