In odore di Oscar grazie alla sua straordinaria prova d’attore in Il Potere del Cane di Jane Campion, Benedict Cumberbatch ha ufficialmente rinnegato Zoolander 2, film del 2016 diretto da Ben Stiller in cui l’indimenticato Sherlock Holmes interpretò Tutto, personaggio non binario strereotipato e visibilmente offensivo nei confronti della comunità.
Stroncato dalla critica e inaspettatamente flop al box office, con 55 milioni di dollari incassati in tutto il mondo dopo esserne costati 50, Zoolander 2 è sbarcato in sala 15 anni dopo l’uscita del capitolo originale, diventato di culto nel lontano 2001. Nello sbertucciato sequel Cumberbatch indossava gli abiti di un personaggio androgino e non binario che già all’epoca, per quanto fossero “altri tempi” rispetto ad oggi, suscitò non poche polemiche.
Sarah Rose, attivista LGBTQ+, lanciò una petizione per boicottare la pellicola, definendo il personaggio di Tutto “transfobico“, nonché “un’esagerata e cartoonesca derisione degli individui androgini/trans”. Nella petizione che raccolse quasi 30.000 firme, si paragonava il personaggio di Tutto “all’uso del blackface per rappresentare una minoranza”. Passati sei anni, Cumberbatch ha di fatto ora sposato quella causa, nel corso di un face-to-face Variety con Penelope Cruz.
“Ci furono molte polemiche legate a quel personaggio, comprensibilmente. E penso che ora come ora quel ruolo non verrebbe mai interpretato da nessun attore che non sia transgender“. All’epoca il 45enne Benedict pensava che la presenza di un personaggio non conforme al genere fosse addirittura piuttosto progressista. “Ricordo che non ci pensai troppo realmente, anche perché aveva come protagonisti questi due “dinosauri”, due cliché eteronormativi che non comprendevano questo nuovo mondo all’insegna della diversità”. “Il ruolo ci è ritorto un po’ contro. Ma è stato bello conoscerci in quel breve momento e lavorare con Ben Stiller e Owen Wilson”.
Nel film di Stiller l’attrice premio Oscar Penelope Cruz interpretava l’agente dell’Interpol Valentina Valencia. La musa di Pedro Almodovar ha ricordato la performance di Cumberbatch come “divertente“. Nei mesi scorsi Benedict ha invece difeso anche il personaggio interpretato in The Power of Dog, omofobo represso nell’America degli anni ’20 del secolo scorso.
“Mi sento molto sensibile alla rappresentazione, alla diversità e all’inclusione“, ha precisato Cumberbatch, sposo di Sophie Hunter e padre di 3 figli. “Mi fido del giudizio di Jane Campion che ci ha scelti per questi ruoli”. “Certo sono un uomo etero ma sono estremamente in contatto con il mio lato femminile. Sono stato cresciuto da mia madre e mia sorella. Certo, mio padre ha un’enorme influenza maschile sulla mia vita, ma non potrebbe mai davvero portarmi via dal lato femminile che ho intrinsecamente in me stesso. Dovevo solo tirarlo fuori… e lasciarlo essere nel mondo. È stata una cosa davvero sperimentale ma bella da fare.”
Il Potere del Cane, vero favorito agli Oscar 2022, ha già infranto record su record.
