Quanto accaduto al Poetto di Cagliari pochi giorni fa, con l’ennesima coppia gay aggredita verbalmente per un semplice bacio in acqua, ha ridato slancio mediatico ad una legge contro l’omotransfobia e la misoginia a dir poco urgente. E non è la fantomatica ‘lobby gay’ a dirlo, bensì la cronaca quotidiana di questi ultimi mesi, per non dire decenni, costellata di episodi e denunce.

A ribadirlo la senatrice Monica Cirinnà, madre delle unioni civili, che sui social ha tuonato.

L’ennesima storia di omofobia. L’ennesimo “caso isolato”, come lo chiamerebbero alcuni. Succede al Poetto, a Cagliari. Le vittime, questa volta, sono Alessandro e il suo compagno Shahzeb, insultati e aggrediti da un’intera famiglia per un gesto considerato inaccettabile: quello di essere entrati in mare, di essersi abbracciati e di aver scambiato un bacio. La loro colpa, cioè, è quella di aver fatto ciò che tutte le coppie innamorate fanno. “Come vi permettete di fare queste cose davanti a un bambino?”, ha urlato loro il figlio maggiore della famiglia. “Ci vorrebbe Mussolini per farvi sparire”, ha aggiunto la madre. Fino ad arrivare a uno spintone e al tentativo di aggressione con il bastone dell’ombrellone. E se ci pensate, il paradosso è davvero tutto qui: nell’idea malata di questa famiglia secondo cui a sconvolgere il loro bambino possa essere una manifestazione di amore e non la loro manifestazione di violenza.

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La senatrice dem fa poi il conto delle aggressioni contro la comunità LGBT solo nel mese di luglio. 24 in 30 giorni.

È per questo che da settembre, quando il testo tornerà in Aula, non daremo alcuna tregua affinché si arrivi quanto prima all’approvazione di una legge, quella contro l’omofobia, la bifobia, le lesbofobia e la transfobia, che questo Paese attende da ben ventiquattro anni“, ha concluso Monica Cirinnà. “Lo dobbiamo ad Alessandro, lo dobbiamo a Shahzeb, lo dobbiamo a ciascuna delle vittime dell’odio omofobico“.

Anche Alessandro Zan, deputato Pd nonché relatore della legge, ha rimarcato come sia “davvero tempo di legge”.

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