Spagna, 3 agenti di Polizia in prigione per omofobia

Prima storica condanna per agenti di polizia in Spagna. Vittima una loro collega, lesbica dichiarata.

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Il mobbing non paga: 3 agenti in carcere per la lesbofobia verso una collega.
2 min. di lettura

Per quasi 10 anni Sonia Vivas è stata vittima di un violento mobbing omofobico a lavoro. L’agente di Polizia era stata presa di mira da un gruppo di colleghi solo perché lesbica. Ora, Sonia è assessora alla giustizia sociale nel consiglio comunale della capitale delle Baleari.

Per anni le hanno lanciato uova sulla sella della moto, le hanno rotto la serratura della porta d’ingresso, bucato le gomme dell’auto. Nella sua testimonianza, Sonia ha rivelato che pensava che un giorno l’avrebbero addirittura uccisa. Ma non solo. Sembra che la lesbofobia fosse l’atteggiamento tipico dei colleghi nei suoi confronti.

 Era umiliante come donna e come lesbica . Mi hanno trattato come spazzatura.

Le mettevano le mani sui genitali, prendevano in giro altri omosessuali, coscienti che lei era abbastanza vicina da sentirli. Una volta hanno gettato una secchia d’acqua contro due persone transessuali, senza un valido motivo.

Lo stress era diventato insopportabile per Sonia, la quale ha dovuto ricorrere a uno psicologo e ha sancito la fine della relazione con la sua compagna.

L’attacco omofobo fatto di mobbing e minacce

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Sonia Vivas inizia a essere insultata innanzitutto per aver denunciato alcuni colleghi in un caso di corruzione e traffico di droga.  Vivas aveva indagato su alcuni colleghi portando alla luce casi di corruzione a Maiorca, nei confronti della Polizia, legati appunto al traffico di droga e prostituzione.

Ora quegli agenti che l’hanno perseguitata sono stati condannati, per volere della Corte Suprema. Sonia ha affermato:

È la prima volta in Spagna che un agente di Polizia va in prigione per omofobia. Finalmente l’inferno di dodici anni che ho sofferto sulla mia pelle è finito. 

A finire in carcere sono gli agenti di Polizia Rafael Puigrós e Alberto Juan Llaneras, responsabili del mobbing omofobico verso la collega. Una pena è prevista anche per l’ex commissario Rafael Estarellas, il quale sapeva quanto stava accadendo ma è rimasto in silenzio.

La Corte Suprema ha confermato le pene di tre anni e cinque mesi di reclusione per Puigrós e 15 mesi per Llaneras.

© Riproduzione riservata.

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