Mancano poco o più di due mesi all’Eurovision Song Contest, il concorso canoro che coinvolge ogni anno gran parte dei paesi europei, che partecipano ciascuno con un proprio artista rappresentante. Dopo il salto dell’edizione 2020 per via dell’emergenza sanitaria da Covid, l’Eurovision Song Contest tornerà in onda dal 18 al 22 maggio, in diretta da Rotterdam.
Se l’Italia scenderà in campo con la grinta rock dei Måneskin, vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo, la Russia ha scelto nelle scorse ore la cantante che cercherà di riportare la corona in patria, dopo la vittoria del 2008. L’artista in questione si chiama Manizha, ha 29 anni ed è originaria del Tagikistan, tra le repubbliche sovietiche che componevano l’URSS. Dopo aver cantato la colonna sonora in lingua russa dell’ultimo film Disney dedicato a Mulan, Manizha ha concorso alla selezione nazionale per l’Eurovision, riuscendo a conquistare i telespettatori da casa con il brano Russkaja ženščina, in italiano Donna russa.
Un brano femminista, che assume ancor più valore perché cantato da un’artista emigrata in un paese in cui vigono norme piuttosto dure relative ai diritti civili. Ecco che cos’ha dichiarato Manizha al sito Eurovision.tv, a proposito del significato della sua entry:
È una canzone sulla trasformazione dell’autocoscienza della donna negli ultimi secoli in Russia. Una donna russa è passata in modo straordinario dalla capanna dei contadini al diritto di eleggere ed essere eletta, dalle officine delle fabbriche ai voli nello spazio. Non ho mai avuto paura di resistere agli stereotipi e di assumermi le mie responsabilità. Questa è la fonte di ispirazione per la canzone.
L’artista ha trionfato nel giorno in cui si è celebrata la giornata internazionale della donna, a un anno di distanza dalla realizzazione del testo. “Per coincidenza l’ho scritto l’8 marzo 2020 mentre ero in tour, ma per la prima volta lo eseguo un anno dopo”, ha dichiarato l’artista, che non hai mai censurato lo spirito militante che anima la sua musica.
Maniža sostiene infatti apertamente i diritti della comunità LGBT russa, ancora vessata da politiche discriminatorie, ma anche quelle a protezione delle donne e delle fasce di popolazione più in difficoltà. Insomma, canterà per lei, ma anche per tutte le persone a cui si sente vicina, proponendo la sua storia come esempio di rottura.
