Tenuto in ostaggio in commissione giustizia al Senato dal presidente leghista Andrea Ostellari, il DDL Zan è sempre più prossimo alla fuga in aula, senza relatore. A 48 ore dalla manifestazione di piazza in favore della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, il deputato Pd è tornato a tuonare contro la destra italiana, che continua ad osteggiare la legge, diffondendo fake news.
“Come ci si può sedere a un tavolo per trattare su vita e dignità delle persone con chi plaude alla legge anti-lgbt voluta da Orbán?“, si è giustamente domandato Alessandro Zan, facendo chiaro riferimento al senatore leghista Simone Pillon che ha definito la nuova contestatissima legge ungherese “di buon senso“.
“L’Italia sui diritti si sta giocando il suo posizionamento in Europa: o tra i paesi avanzati, o tra i paesi sovranisti di Visegrád“, ha concluso Zan, con il leghista Pillon che ha rispedito al mittente le accuse di omofobia denunciate dallo stesso deputato Pd, dinanzi alle indecenti audizioni ascoltate in Commissione nelle scorse settimane.
“Zan e compagni scelgono di insultare chiunque non la pensi esattamente come loro, definendoli “omofobi” e avvalorando così la tesi di chi sostiene, come me e molti altri, che una volta in vigore questa legge andremo tutti sotto processo per omofobia“, ha scritto sui social Pillon, come al suo solito impegnato a distogliere l’attenzione dal focus reale. “Quello che si svolge al Senato non è affatto la fiera dell’omofobia, ma un dibattito serio ed articolato che sta dando voce a importanti esponenti della società civile. Se questo stesso dibattito fosse stato permesso alla Camera, forse oggi avremmo una proposta accettabile, capace di combattere davvero ogni forma di discriminazione, e non un polpettone ideologico finalizzato a indottrinare la società“.
Parole surreali, visto e considerato quanto abbiamo dovuto ascoltare in commissione al Senato nelle ultime due settimane, tra chi ha associato l’omosessualità alla pedofilia e chi si è lamentato della presenza di troppi giudici gay nella giuria di Ballando con le Stelle. Nel frattempo Simona Malpezzi, presidente del gruppo del Pd, ha nuovamente tracciato la strada futura del DDL Zan dalle frequenze di Radio Immagina, la web radio del Partito Democratico: “Sul ddl Zan purtroppo le notizie non sono buone, abbiamo accettato la proposta del centrodestra di sederci al tavolo del confronto, ma abbiamo chiesto una data certa per l’approvazione in Commissione e un percorso chiaro. E cosa sta succedendo? Ci sentiamo presi in giro, nelle audizioni si parla d’altro, il centrodestra non vuole arrivare a conclusione. Per questo, lo abbiamo detto anche alla Presidente Casellati, c’è da parte nostra la volontà di portare il testo in Aula. Il Pd anche in questa circostanza si è dimostrato responsabile, ha voluto condividere tempi e modi con tutti, in modo molto serio, ma visto che non c’è mediazione possibile ma solo ostruzionismo allora diciamo chiaramente: si vada in Aula con il testo”.
