Non esiste altra manifestazione al mondo più partecipata, colorata, gioiosa, pacificamente incazzata, orgogliosamente ostentata, felicemente rivendicata.
Dopo un anno di faticosa assenza causa pandemia, e con tutte le limitazioni figlie del Covid-19 ancora oggi tristemente presente nelle nostre vite, il Milano Pride (così come il Roma Pride) è tornato a vivere in strada, in piazza, con un Arco della Pace bagnato dal cocente sole di fine giugno. Manifestazione stanziale, senza carri nè sfilata, con il palco che ha accolto decine di interventi, canzoni, storie.
“Milano è oggi una città contemporanea, accogliente, inclusiva”, ha sottolineato dal palco il sindaco Beppe Sala. “Nella nostra città ognuno è libero di essere e di amare. Da qui vogliamo dare la spinta finale alla legge Zan. Insieme avanzeremo nella nostra marcia per i diritti e il rispetto”. “Il messaggio che arriva da Milano è: approviamo in fretta il ddl Zan”.
Circa 20.000 persone hanno presenziato tra Arco della Pace e Parco Sempione, dove si è tenuto una sorta di retro-Pride, con migliaia di corpi tinti di rainbow in festa sul prato con vista su Castello Sforzesco, con un unico grido a riecheggiare su Milano: “DDL Zan subito!”.
“Chi non vuole una legge contro l’omotransfobia è complice delle violenze!”, ha tuonato il deputato Pd, ringraziando i presenti perché siete “l’Italia migliore, l’Italia del futuro!”. Zan ha poi attaccato Salvini, che ha provato a tendere la mano nei confronti di Letta chiedendo modifiche al DDL: “Salvini sostiene leader come Orbàn, dice di aver letto la legge di Orbàn e di non trovarci nulla di strano. Come possiamo noi sederci a un tavolo delle trattative con chi, come Salvini e Meloni, sostengono quei paesi che stanno facendo delle leggi discriminatorie, inaccettabili, e che ci stanno portando nel momento più buio del secolo scorso? Il dialogo è aperto con tutti ma non con chi vuole affossare la legge o svuotarla del suo significato“.
“È scaduto il tempo in cui vi sentite impuniti, applauditi e incoraggiati“, ha gridato Vladimir Luxuria. “Cari omofobi, xemofobi, razzisti, fascisti che si definiscono tali e fascisti che oggi fingono di non esserlo più, è finita la vostra pacchia, è finita“. “Cari haters, ma traduciamola in italiano questa parola. Cari pezzi di merda. Voi con i vostri insulti, le vostre aggressione, avete rovinato la vita a tante persone, avete causato il suicidio a tanti dei nostri fratelli è sorelle. Tiriamo lo sciacquone, riportiamoli nel loro habitat, nel vostro liquido, nelle fogne ritornerete!”.
Sul palco si sono visti anche un potentissimo Franco Grillini, che ha sferzato il Vaticano, Simone Alliva, Yuri Guaiana, Martina Donna, Diego Passonie, Gabriele Piazzoni, Vergo, B3N e Bella Thorne, Federica Carta con MyDrama, Immanuel Casto e Romina Falcone, Sergio Sylvestre con Alessandro Casillo, Voodoo Kid, Margherita Vicario e Michele Bravi.
Sul finire della manifestazione, un 12enne è stato aggredito da due ventenni. Insulti omofobi e botte, con la Digos che sta indagando e le ambulanze in piazza ad aiutare il giovanissimo.

















