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Ambiente e comunità LGBTQIA+, ecco 4 ragioni per unire le battaglie

Le ragioni dell'impegno della comunità LGBTQIA+ nel movimento ambientalista: una correlazione, mille perchè.

4 min. di lettura
queer ecology ambiente movimento lgbtqia+
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È innegabile che l’impatto dei cambiamenti climatici sia una delle questioni più urgenti della nostra epoca. Ne sono evidenza i sempre più frequenti disastri naturali, sintomo innegabile di una tendenza che va sovvertita prima che sia troppo tardi.

Il movimento ambientalista non è tuttavia una novità dei nostri tempi: i primi moti per la salvaguardia del pianeta risalgono agli albori della rivoluzione industriale. Il problema era stato previsto con largo anticipo.

Oggi, tuttavia, il movimento ambientalista è diverso, sempre meglio strutturato, e in molti hanno cominciato a notare una presenza sempre maggiore – e sempre più impegnata – di persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ al suo interno. Ma si tratta di una moda, o le radici del fenomeno sono più profonde di così?

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In uno studio condotto dal professor Eric Swank all’Università dell’Arizona nel 2018, le evidenze hanno dimostrato una partecipazione più consistente da parte della comunità LGBTQ+ ai movimenti ambientalisti e anti-capitalisti.

Swank ha ipotizzato, in quel frangente, che le persone queer si dimostrano probabilmente più coscienti e meno tolleranti verso le ineguaglianze e le ingiustizie a tutti i livelli, comprese quelle verso l’ecosistema. Vediamo nello specifico perché.

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