Il cambiamento climatico ha radici profonde nell’oppressione a tutti i livelli
Il movimento ambientalista intersezionale riconosce che le radici del cambiamento climatico derivano da una dinamica di oppressione da parte dei gruppi privilegiati. Il capitalismo amorale e il colonialismo sono la benzina del cambiamento climatico, ed entrambi i sistemi nascono da una noncuranza e uno sfruttamento delle minoranze oppresse.
Le stesse forze colonizzatrici che hanno portato alla situazione di oggi sono riuscite a farlo pestando i piedi alle popolazioni vulnerabili, con un’egemonia che mette diversi gruppi su piani diversi per mantenere una dinamica di potere conveniente ai gruppi privilegiati.
L’ottica del capitalismo colonizzatore è quella di standardizzare la popolazione, ed eliminare – o comunque tenere sotto controllo – la diversità. Minaccia quindi qualsiasi tipo di differenza, perché essa viene vista come un deterrente al profitto.

