Justin Trudeau a Giorgia Meloni: “Preoccupati per la posizione dell’Italia sui diritti LGBTQIA+”

Botta e risposta al G7 di Hiroshima tra il premier canadese e la premer italiana.

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48 ore dopo le discutibili e discusse dichiarazioni del governo in merito alla Giornata contro l’omobitransfobia, Giorgia Meloni è stata ‘strigliata’ in Giappone, durante il G7, dal premier Justin Trudeau.

Nel corso di un un incontro bilaterale con la presidente del Consiglio a Hiroshima, Trudeau ha rivolto a Meloni tutte le preoccupazioni del Canada “per alcune delle posizioni che l’Italia sta assumendo in termini di diritti Lgbt”. Uno scambio di opinioni riportato dal sito della presidenza canadese. Le foto dell’incontro mostrano una premier a testa china, visibilmente contrariata per l’inattesa uscita di Trudeau.

Meloni si è difesa, sostenendo che il suo governo starebbe semplicemente seguendo le decisioni prese dai tribunali, senza discostarsi troppo dai precedenti esecutivi.

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Primo ministro del Canada dal 4 novembre 2015 e leader del Partito Liberale del Canada, Trudeau, 51 anni, è diventato icona queer nel corso degli anni, idolatrato dalla comunità LGBTQI+ internazionale, e non solo perché tremendamente fascinoso.

Nel 2016 ha varato una legge contro l’omotransfobia ed è anche diventato il primo premier canadese a marciare ad un Pride, evento poi ripetuto ogni anno, anche più volte l’anno, con tutta la sua famiglia al suo fianco. Nel 2017 ha promesso una legge per cancellare le condanne del passato canadese frutto di omofobia, per poi concedere asilo politico a 31 uomini gay e bisessuali in fuga dalla Cecenia. Nel 2021, infine, è arrivato il primo divieto ufficiale alle terapie di conversione. Nel 2022 è diventato il primo leader mondiale ad apparire nel franchise Drag Race.

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Nei giorni scorsi Meloni ha ribadito l’impegno del suo governo “contro ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza”, mentre la ministra per le pari opportunità Roccella attaccava il sindaco Gualtieri per aver fatto rimuovere i manifesti ProVita contro la GPA. Al senato, lo stesso 17 maggio, anche il governo ha poi votato una mozione a sostegno della depenalizzazione dell’omosessualità in tutto il mondo. Il mese scorso l’Europa ha paragonato l’Italia a Polonia e Ungheria, sul fronte dei diritti LGBT.

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